l'analisi

Turismo in Italia, cresce la presenza straniera: soggiorni più lunghi e nuove abitudini di viaggio


I dati Istat raccontano un 2025 in trasformazione: meno arrivi, ma più presenze e boom dell’extra-alberghiero

Turismo in Italia, cresce la presenza straniera: soggiorni più lunghi e nuove abitudini di viaggio


Il turismo in Italia continua a evolversi, mostrando segnali di cambiamento nelle abitudini di viaggio e nella composizione della domanda. I dati diffusi da Istat delineano un 2025 caratterizzato da una dinamica apparentemente contraddittoria: diminuiscono gli arrivi complessivi (-0,9%), ma aumentano le presenze (+2,3%). Un andamento che indica soggiorni mediamente più lunghi e una maggiore capacità del Paese di trattenere i visitatori.

Turismo in Italia, ruolo sempre più centrale degli stranieri

A sostenere la crescita è soprattutto la componente internazionale. I turisti stranieri fanno registrare un aumento sia degli arrivi (+1,4%) sia delle presenze (+4,3%), arrivando a rappresentare oltre la metà dei pernottamenti complessivi (56,5%). Un dato che conferma il rafforzamento dell’attrattività dell’Italia sui mercati esteri. Diversa la situazione per il turismo domestico: gli italiani viaggiano meno, con un calo degli arrivi del 3,5%, ma quando si spostano tendono a mantenere stabile la durata dei soggiorni.

Soggiorni più lunghi e nuove scelte

Il dato sulle presenze, in crescita a fronte di arrivi in calo, suggerisce un cambiamento nelle modalità di viaggio. Si parte meno frequentemente, ma si resta più a lungo. La permanenza media si attesta infatti a 2,82 notti, con una differenza significativa tra stranieri (3,13 notti) e italiani (2,50 notti). Questo trend si inserisce in una trasformazione più ampia, che riguarda anche la scelta delle strutture ricettive.

Extra-alberghiero in forte espansione

Il settore extra-alberghiero continua a guadagnare terreno, registrando una crescita delle presenze del 6,6%, decisamente superiore a quella degli alberghi (+1,2%). Una dinamica che coinvolge sia i turisti italiani sia quelli stranieri, ma con un’accelerazione più marcata per questi ultimi. Negli alberghi, la leggera flessione della clientela domestica è stata compensata dall’aumento degli ospiti internazionali, mentre nelle strutture alternative – come bed & breakfast, agriturismi e case vacanza – la crescita è generalizzata.

Una stagionalità che si ridefinisce

Nel corso dell’anno si osservano anche segnali di cambiamento nella distribuzione dei flussi turistici. I mesi autunnali, ad esempio, mantengono un peso rilevante e mostrano dinamiche differenziate tra italiani e stranieri: i primi alternano fasi di crescita e calo, mentre i secondi evidenziano una maggiore continuità. Questo andamento suggerisce una progressiva destagionalizzazione, con l’Italia sempre più capace di attrarre visitatori anche al di fuori dei periodi tradizionalmente più affollati.

Un settore in trasformazione

Nel complesso, il 2025 restituisce l’immagine di un turismo italiano in evoluzione. La crescita delle presenze, trainata dagli stranieri, e il successo dell’extra-alberghiero indicano un cambiamento nelle preferenze dei viaggiatori e nelle modalità di fruizione delle destinazioni. La sfida, ora, sarà accompagnare questa trasformazione con strategie adeguate, capaci di valorizzare i territori e rispondere a una domanda sempre più internazionale, diversificata e attenta all’esperienza di viaggio.