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Tasse turistiche, sempre più destinazioni chiedono un contributo ai visitatori

Da Venezia a Kyoto aumentano i prelievi legati ai soggiorni e agli ingressi: l'obiettivo è finanziare i servizi e affrontare la pressione dei grandi flussi

Tasse turistiche, sempre più destinazioni chiedono un contributo ai visitatori

Il boom del turismo internazionale sta cambiando anche il costo delle vacanze. Sempre più destinazioni stanno introducendo o aumentando le tasse a carico dei visitatori, una tendenza che interessa diverse città e Paesi alle prese con flussi turistici elevati e con la necessità di finanziare infrastrutture e servizi. Il fenomeno è stato analizzato dal Financial Times, che cita tra gli esempi Francia, Italia, Grecia, Giappone e Maldive.
Il tema è particolarmente evidente nelle destinazioni più visitate, dove il numero crescente di turisti può comportare una maggiore pressione sui trasporti, sulla gestione dei rifiuti, sulla manutenzione degli spazi pubblici e sui servizi destinati sia ai visitatori sia ai residenti. Il gettito delle imposte viene quindi utilizzato, in diversi casi, anche per sostenere le spese generate dalla presenza dei turisti.

Da Venezia a Barcellona

Tra gli esempi citati figurano Venezia e Barcellona. Nella città catalana, dal mese di aprile, il contributo turistico può arrivare a 12 euro per persona a notte, uno dei livelli più elevati in Europa. La crescita delle imposte non riguarda però soltanto le grandi città europee. Anche il Giappone ha aumentato il ricorso a strumenti fiscali legati al turismo, mentre in Grecia gli incassi derivanti dalle tasse turistiche sono cresciuti sensibilmente. Il fenomeno coinvolge inoltre destinazioni insulari come le Maldive.

Il dibattito sul costo delle vacanze

La scelta di aumentare il contributo richiesto ai visitatori alimenta però anche un confronto sul suo impatto. Le amministrazioni lo considerano uno strumento per sostenere i territori e affrontare le conseguenze dell’eccesso di presenze; alcuni operatori del settore, invece, hanno espresso preoccupazioni per il possibile aumento dei costi a carico dei viaggiatori e delle strutture ricettive.
La discussione si inserisce in una fase nella quale il turismo internazionale continua a crescere. Secondo il Travel & Tourism Development Index 2026 del World Economic Forum, gli arrivi internazionali hanno raggiunto 1,5 miliardi nel 2025 e il contributo complessivo di viaggi e turismo all’economia mondiale ha toccato 11.600 miliardi di dollari. La stessa crescita rende però più urgente, per molte destinazioni, trovare un equilibrio tra attrattività, qualità dei servizi e gestione dei flussi.