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Bleisure travel, il viaggio di lavoro si allunga con qualche giorno di vacanza

La combinazione tra trasferte e tempo libero modifica le abitudini di chi viaggia per lavoro e apre nuove possibilità per alberghi, destinazioni e servizi turistici

Bleisure travel, il viaggio di lavoro si allunga con qualche giorno di vacanza
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Una trasferta professionale può diventare anche l’occasione per scoprire una destinazione. Chi parte per una riunione, una fiera o un incontro con un cliente può decidere di fermarsi una notte in più, visitare un museo oppure raggiungere amici e familiari nel luogo in cui si trova. È questa la logica del bleisure travel, termine nato dall’unione delle parole inglesi business e leisure, che descrive la combinazione tra attività lavorativa e tempo libero.

Quando la trasferta diventa un’esperienza

La tendenza è analizzata anche da Mastercard nel suo Travel Trendline 2026, realizzato in collaborazione con The Harris Poll attraverso un’indagine su oltre 15mila consumatori in diversi mercati internazionali. Secondo i risultati pubblicati, l’81% dei viaggiatori d’affari intervistati dichiara di aver prolungato, o di essere disposto a prolungare, un viaggio internazionale per motivi personali. Tra le attività aggiunte alla trasferta figurano esperienze dedicate al benessere e momenti da trascorrere con familiari o amici.
Il dato non significa che ogni viaggio professionale possa trasformarsi automaticamente in una vacanza. Le possibilità dipendono dalla durata degli impegni, dalle politiche aziendali, dal budget e dagli orari dei collegamenti. Indica però un cambiamento nel modo di considerare gli spostamenti di lavoro: quando le condizioni lo consentono, il tempo trascorso lontano da casa può essere sfruttato anche per un’esperienza personale.

Una pianificazione diversa

Per organizzare una permanenza più lunga è necessario distinguere chiaramente la parte professionale da quella privata. Le spese aggiuntive, le notti extra, i trasferimenti per motivi personali e le eventuali attività turistiche devono essere valutati in anticipo, verificando le regole applicate dal datore di lavoro. Anche la copertura assicurativa e le condizioni della prenotazione possono cambiare in base alla natura del soggiorno.
La scelta della destinazione può contribuire alla riuscita del viaggio. Una città ben collegata, con un centro facilmente raggiungibile e attrazioni visitabili in poche ore, permette di sfruttare anche il tempo tra un appuntamento e l’altro. Se invece la trasferta si svolge in una zona distante dai principali luoghi d’interesse, può essere più conveniente programmare un’intera giornata aggiuntiva.

Le opportunità per il settore turistico

Il bleisure può generare domanda al di fuori dei tradizionali periodi di vacanza e interessare strutture ricettive, ristoranti, musei e operatori che propongono esperienze brevi. Per esempio, un albergo può intercettare chi desidera prolungare il soggiorno, mentre una destinazione può valorizzare itinerari urbani adatti a chi dispone soltanto di poche ore libere.
La possibilità di lavorare da remoto per una parte del soggiorno rappresenta un’altra formula, distinta dalla semplice estensione di una trasferta. In questo caso, la scelta richiede di verificare la qualità della connessione, la disponibilità di spazi tranquilli e le regole aziendali sul lavoro fuori sede.

L’equilibrio tra lavoro e scoperta

Il bleisure non elimina gli impegni professionali e non garantisce sempre un risparmio. Può però permettere di sfruttare meglio un viaggio già previsto, trasformando una permanenza breve in un’occasione per conoscere un luogo. Per farlo, è importante non sovraccaricare il programma: poche attività ben scelte, tempi realistici e una separazione chiara tra lavoro e tempo personale possono rendere l’esperienza più soddisfacente.