E se, per una volta, fosse meglio non sapere dove si sta andando? È la domanda alla base di una curiosa iniziativa delle Isole Faroe, dove il viaggio in auto si trasforma in un’esperienza a sorpresa. Il progetto si chiama Self-Navigating Cars e invita i visitatori a lasciare che sia il GPS a scegliere il percorso, conducendoli verso luoghi selezionati dagli abitanti dell’arcipelago. L’iniziativa, lanciata nel 2025, è stata appena ampliata con nuovi itinerari.
La destinazione resta segreta
Il meccanismo è semplice ma insolito: si sale in automobile e si segue il navigatore senza conoscere in anticipo le tappe. Ogni percorso dura indicativamente da tre a sei ore e comprende quattro-sei luoghi. Alcune destinazioni possono essere condivise tra diversi itinerari, ma il sistema è pensato affinché due visitatori che partono contemporaneamente non ricevano necessariamente lo stesso percorso.
Quindici percorsi in più
Al momento del lancio il progetto comprendeva 30 itinerari. Ora se ne sono aggiunti altri 15, insieme a nuove possibili fermate per alcuni dei percorsi già esistenti. L’obiettivo è portare i visitatori anche lontano dai luoghi più conosciuti e distribuire maggiormente i flussi turistici sul territorio.
A scegliere sono gli abitanti
Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella selezione delle tappe. I percorsi sono stati costruiti con il contributo delle persone che vivono nelle Faroe e comprendono luoghi che normalmente potrebbero non comparire negli itinerari più frequentati. Tra le possibili destinazioni ci sono la chiesa di Funningur, una delle più antiche chiese lignee con tetto in erba dell’arcipelago, la chiesa di Viðareiði, affacciata su alte scogliere marine, oppure aree naturali come il lago Funningsvatn. In alcuni percorsi può esserci persino una sosta in una piscina all’aperto nel villaggio remoto di Syðradalur.
Il contrario del viaggio programmato
L’idea nasce anche da una riflessione sul modo in cui oggi si preparano le vacanze. Prima ancora di arrivare, social network, video e guide online permettono di conoscere praticamente ogni angolo di una destinazione. Il rischio è arrivare sul posto con la sensazione di aver già visto tutto.
Il progetto delle Faroe propone invece di recuperare un elemento che spesso si perde quando si pianifica ogni dettaglio: la sorpresa. Non sapere quale sarà la prossima tappa significa lasciare spazio alla scoperta e accettare di uscire, almeno per qualche ora, dal programma prestabilito.
Un modo diverso di distribuire i visitatori
C’è poi un’altra ragione alla base dell’iniziativa. Portare i turisti verso località meno conosciute significa evitare che tutti si concentrino sugli stessi punti dell’arcipelago. È una filosofia che rientra nell’approccio delle Faroe al turismo responsabile e alla ricerca di un equilibrio tra visitatori e territorio. Il sito ufficiale dell’ente turistico invita infatti a esplorare anche luoghi meno noti e a viaggiare responsabilmente.
La strada diventa parte della vacanza
Il Self-Navigating Car ribalta quindi la logica del tradizionale road trip. Normalmente si decide prima dove andare e poi si costruisce il percorso; alle Faroe succede il contrario. È il percorso a decidere l’esperienza e la destinazione viene svelata soltanto strada facendo. Un modo originale per trasformare anche gli spostamenti in parte integrante della vacanza e per scoprire un arcipelago attraverso gli occhi di chi lo vive ogni giorno.