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Mercato immobiliare 2024, volumi ridotti nei primi tre mesi

In questo primo scorcio di anno si è registrato un -7,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. Mercato immobiliare 2024

Mercato immobiliare 2024, volumi ridotti nei primi tre mesi
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Mercato immobiliare 2024: i primi tre mesi dell'anno vedono una riduzione dei volumi del 7,2%, rispetto allo stesso periodo del 2023, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, analizzati dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

Mercato immobiliare 2024

Il mercato immobiliare italiano rallenta ancora: è il risultato della combinazione di prezzi e tassi ancora alti e generale prudenza. Si annotano volumi in calo per tutte le grandi città. In particolare, hanno subito una contrazione a doppia Verona (-19,9%), Milano (-13,2%) e Torino (-10,2%). Le città capoluogo hanno registrato un ribasso pari a -8,2%, mentre quelle non capoluogo sono diminuite del -6,8%, confermando il trend del 2023. Le compravendite di nuove costruzioni si riducono del 22,9%, nel primo periodo del 2024. Le soluzioni esistenti hanno registrato un calo del 6,0%.

Il Rapporto Immobiliare 2024

Diamo ora un’occhiata al Rapporto Immobiliare 2024 sul settore residenziale realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione bancaria italiana. Nel 2023, a fronte dell’incremento % del PIL, seppure in decelerazione rispetto al 2022 (era +4,0%), negli scambi del settore residenziale l’anno ha chiuso con un calo di poco inferiore al 10%; i volumi sono tornati, quindi, a contrarsi dopo un 2022 caratterizzato ancora da un aumento delle compravendite. Nel 2023 il mercato residenziale ha superato le 709 mila abitazioni compravendute (in termini di NTN), quasi 76 mila unità in meno del 2022.

Un’inversione del trend di crescita

Nel 2023 risulta pari a 709.591 il totale del numero di abitazioni compravendute in Italia, con una contrazione del 9,7% sul 2022. Si registra quindi, come accennato in precedenza, un’inversione del trend di crescita dei volumi transati in atto dal 2014, interrotto solo dal forte calo del 2020 (-7,7%) indotto dalla crisi pandemica. Rispetto al 2022 la diminuzione dei volumi di compravendita è più accentuata nelle aree del Centro, in calo del 13,1%, e nel Nord Est dove la contrazione si attesta intorno all’11,7%. Nei comuni capoluogo, nel complesso, il calo sul 2022 è più marcato, -10,7%, rispetto ai comuni non capoluogo dove è del 9,2%.

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