le origini delle bontà

Le specialità enogastronomiche nascono nei piccoli borghi

Il 92% delle produzioni tipiche nazionali arriva da paesi con meno di 5mila abitanti

Le specialità enogastronomiche nascono nei piccoli borghi
In cucina con nonna Anna 26 Giugno 2022 ore 14:00

Le specialità enogastronomiche nascono nei piccoli borghi. Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. Si tratta di un patrimonio dell’enogastronomia sostenibile e a km zero conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione della Giornata internazionale per la gastronomia sostenibile 2022 proclamata dall’Onu, che si celebra il 18 giugno.

Le specialità enogastronomiche

La diffusione capillare dei piccoli comuni incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali. In Italia i centri sotto i 5mila abitanti ospitano il 16,5% della popolazione nazionale. Ma rappresentano il 54% dell’intera superficie italiana, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, con ampi margini di accoglienza residenziale in un paesaggio fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti fioriti, che contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico.

ll ruolo dei turisti

Inoltre l’interesse dei turisti per i piccoli centri è importante, anche per la ricerca del buon cibo che aiuta a salvare una parte consistente del patrimonio agroalimentare Made in Italy. Il simbolo di questo impegno sono i Sigilli di Campagna Amica 2022, 418 prodotti tipici e razze animali da scoprire durante l’estate grazie alla più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia dagli agricoltori durante la pandemia.

L’intervento di Prandini

“Acquistare i prodotti della biodiversità italiana non ha solo un valore economico, soprattutto per le popolazioni delle aree più interne, ma anche storico, culturale e  ambientale, poiché sostiene il lavoro degli agricoltori che, nonostante mille difficoltà logistiche, mantengono un presidio ambientale e sociale di inestimabile valore e assicurano la sopravvivenza di produzioni agroalimentari e di specie animali a rischio di estinzione” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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