la sfida

Capodanno 2024, lo spumante italiano batte lo champagne

Ne sono state stappate oltre 900 milioni di bottiglie nel 2023, più del triplo rispetto allo storico rivale

Capodanno 2024, lo spumante italiano batte lo champagne
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Capodanno 2024, lo spumante italiano batte lo champagne. Con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre sono salite a 936 milioni le bottiglie di spumante italiano stappate nel mondo nel 2023, più del triplo di quelle di champagne che scendono ad appena 300 milioni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione del Capodanno dalla quale si evidenzia che a fine anno è stato raggiunto per la prima volta un valore dell’esportazioni di spumante all’estero di più’ di 2,2 miliardi (+3%), sulla base di una proiezione su dati Istat.

Capodanno 2024, spumante batte champagne

Viene stappato all’estero oltre i 2/3 del consumo totale per un totale di 650 milioni di bottiglie, con i brindisi Made in Italy che dominano nettamente a livello internazionale davanti allo champagne francese, che però riesce ancora a spuntare prezzi nettamente superiori. Fuori dai confini nazionali i consumatori più appassionati sono gli americani dove però le bollicine italiane sono scese per la prima volta in valore dell’11% mentre al secondo posto ci sono gli inglesi in crescita del 2%. Su valori più bassi si trova la Germania ma con un +8% in valore. Le bollicine nostrane ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese anche in casa, tanto che proprio sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 26% che si colloca cosi al quarto posto tra i principali clienti.

Il Prosecco è simbolo del Made in Italy

A guidare la classifica delle produzioni nazionali è il Prosecco con un’incidenza del 70% degli spumanti imbottigliati che ne ha fatto uno dei simboli del Made in Italy all’estero. Ma sulle tavole delle feste sono ormai presenti un po’ tutte le bollicine nazionali dal Franciacorta all’Asti, dal Trento Doc alle piccole produzioni che si sono diffuse velocemente lungo tutto lo Stivale, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando per Toscana, Marche, Lazio e Umbria. Ne sono un esempio Trebbiano, Verdicchio, Oltrepò all’Alta Langa, Moscato, Falanghina, Grechetto, Malvasia, Grillo, Nero d’Avola, Negroamaro, Durello, Vermentino, solo per citarne alcuni.

Il cenone di fine anno

Per il cenone di fine anno sono stati destinati alla tavola 98 euro in media a famiglia, in leggero aumento rispetto allo scorso anno (+2%), concludono Coldiretti/Ixe’ con quasi nove italiani su dieci (87%) che hanno deciso di festeggiare nelle case, proprie o di parenti e amici, mentre 4,6 milioni di persone hanno scelto ristoranti e pizzerie e oltre 350mila l’agriturismo secondo le stime di Terranostra e Campagna Amica.

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