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Birra Made in Italy? Il Governo taglia le accise

Il consumo è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole con specialità altamente distintive e varietà particolari

Birra Made in Italy? Il Governo taglia le accise
In cucina con nonna Anna 23 Dicembre 2021 ore 15:08

Birra Made in Italy? Bene il taglio delle accise per sostenere la ripresa del comparto italiano della birra, mettendo in sicurezza lo sviluppo della filiera e l’aumento di produzione di materia prima in Italia. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’approvazione al Senato dell’emendamento alla Legge di Bilancio per il sostegno al comparto brassicolo nazionale. L’emendamento approvato rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo e il consolidamento di una filiera della birra 100% Made in Italy. Con un consumo di circa 31,5 litri pro capite e una produzione nazionale di 15,9 milioni di ettolitri il settore della birra in Italia, è composto da grandi, medi e piccoli operatori dal campo alla tavola, dalle materie prime (malto, orzo, luppolo) al settore alberghiero e della ristorazione fino alla distribuzione.

Birra Made in Italy? Il Governo taglia le accise

La norma prevede che per i piccoli birrifici artigianali con una produzione sino a 10mila ettolitri lo sconto sulle accise salga sino al 50 per cento. Per chi produce sino a 30mila ettolitri sarà pari al 30 per cento mentre, per le imprese sino a 60mila ettolitri lo sconto arriva al 20 per cento. Si prevede inoltre una graduale riduzione d’accisa, sino a scendere a 2,90 euro per ettolitro e per grado Plato nel 2023. Nonostante il crollo annuo di oltre il 15% (con picchi negativi anche del 30%) nel 2020 rispetto allo stesso periodo pre pandemia Covid, il comparto è riuscito a generare un valore globale di oltre 8,1 miliardi di euro che ha contribuito alla ripresa del sistema economico italiano.

La birra e il suo ruolo in società

Il consumo è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole con specialità altamente distintive e varietà particolari. Dalla birra alle foglie di ulivo del Lazio a quella pugliese al carciofo, dalla birra senza glutine al riso Carnaroli del Piemonte a quella con la zucca, dalla birra con le arance di Sicilia a quella con le scorze di bergamotto, da quella alla ciliegia a quella con le fragole, da quella al miele di erica alla birra con le prugne e non mancano neppure la birra al pane e quella al grano saraceno. Si stanno peraltro creando anche nuove figure professionali come il “sommelier delle birra”. Conosce i fondamentali storici dei vari stili di birre ed è capace di interpretarne, tramite tecniche di osservazione e degustazione, i caratteri principali di stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato e individuarne gli eventuali difetti.

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