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Come si può diventare donatori di sangue?

Esistono dei requisiti, quindi si passerà dalla valutazione medica e da una serie di esami. Ma il primo passo è recarsi in una sede Avis

Come si può diventare donatori di sangue?
Il mio stile di vita 27 Febbraio 2023 ore 18:00

Come si può diventare donatori di sangue? La prima domanda da porsi sarebbe «perché è importante donare?». Si tratta di un gesto di solidarietà incondizionata che può salvare molte vite. Infatti il bisogno di sangue ed emocomponenti non si ferma mai e per questo è importante dare il proprio contributo periodicamente. Una riserva di sangue che soddisfi il fabbisogno della nostra comunità è quindi una garanzia per la salute di tutti, donne, uomini, giovani, vecchi, bambini, compresi noi stessi e le persone che ci sono più care.

Come si può diventare donatori di sangue?

Esistono dei requisiti richiesti per cominciare a donare il sangue: per candidarsi a diventare donatori serve avere un’età compresa fra i 18 e i 60 anni, un peso non inferiore ai 50 kg e uno stato di salute buono. Chi desidera farlo per la prima volta dopo tale età può essere accettato a discrezione del medico responsabile della selezione. È possibile continuare a donare fino al compimento del sessantacinquesimo anno d’età e fino al settantesimo anno previa valutazione del proprio stato di salute.

Serve uno stile di vita salutare

Per tutti è richiesto uno stile di vita salutare, lontano da comportamenti a rischio che possano compromettere la salute del donatore e di chi riceve il sangue. L’idoneità alla donazione del sangue viene stabilita da un medico mediante un colloquio, una valutazione clinica e una serie di esami di laboratorio previsti per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente. Ma quindi come si diventa donatori? Il primo passo è prendere contatto con la sede Avis più vicina. Prima di donare il sangue, il donatore (o aspirante tale) è tenuto a compilare un questionario finalizzato a conoscere il suo stato di salute (presente e passato) e il suo stile di vita. Il successivo colloquio e la visita con un medico aiuteranno ad approfondire le risposte alle domande contenute nel questionario.

Il prelievo

Il mattino del prelievo è preferibile aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, tè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati semplici. Al fine di garantire elevati livelli di qualità e sicurezza del sangue e per tutelare la salute sia del donatore, sia dei pazienti, ad ogni donazione il sangue prelevato viene sottoposto a differenti esami, come l’esame emocromocitometrico completo; gli esami per la qualificazione biologica del sangue e degli emocomponenti quali HBsAg (antigene di superficie del virus dell’epatite virale B), anticorpi anti-HCV (anticorpo contro il virus dell’epatite virale C), test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV (anticorpo contro il virus dell’AIDS) 1-2 e antigene HIV 1-2, anticorpi anti-Treponema Pallidum (TP) con metodo immunometrico (contro la sifilide), HBV/HCV/HIV 1 NAT (test per rilevare la presenza dei virus delle epatiti virali B, C e dell’AIDS).

Controlli periodici

Quando si va a donare il sangue la prima volta vengono, inoltre, eseguiti gli esami per la determinazione dei gruppi sanguigni. Inoltre il donatore periodico è sottoposto, con cadenza almeno annuale, anche ad alcuni controlli ematochimici, ossia glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia.
Dopo il prelievo viene offerto un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort postdonazione e non si devono svolgere attività oppure hobby rischiosi.

I principi etici della donazione

In primis troviamo l’anonimato: l’identità del donatore e del ricevente sono gestite nel rispetto della privacy dagli operatori del Sistema trasfusionale e dalle associazioni di volontariato. Il secondo principio è la responsabilità: la donazione del sangue è una scelta libera, consapevole e responsabile. Avanti con il volontariato: il sangue e gli emocomponenti non possono essere fonte di profitto; il valore di una unità di sangue/emocomponente è fissato in base agli oneri sostenuti per la raccolta, la preparazione, la qualificazione e la distribuzione dei prodotti sanguigni. Quarto principio, la gratuità: la donazione del sangue è gratuita e non può essere remunerata in alcun modo. In Italia la donazione a pagamento è perseguibile per legge in base all’art. 22 della legge 219/2005.

Per concludere

Si prosegue con l’igiene: il materiale utilizzato per ogni prelievo è sterile e monouso. Ecco poi la qualità: il rispetto delle buone pratiche e i numerosi controlli sui materiali utilizzati garantiscono la miglior qualità dei prodotti trasfusionali. Per concludere con la periodicità, settimo e ultimo principio etico: il sangue di donatori periodici rappresenta una garanzia di affidabilità e sicurezza per il ricevente nonché certezza di approvvigionamenti. Il donatore periodico è controllato dal punto di vista medico, in quanto sottoposto ad accurate visite e attenti controlli sul sangue.

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