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Attività fisica tra gli adulti, un trend in discesa


La tendenza prosegue ormai da 10 anni e ho toccato il minimo storico durante la pandemia

Attività fisica tra gli adulti, un trend in discesa
Il mio stile di vita 07 Aprile 2022 ore 16:15

Attività fisica tra gli adulti, un trend in discesa. Il numero di chi è fisicamente attivo è in discesa negli ultimi 10 anni, ma ha toccato il minimo storico durante la pandemia. Il dato, ovviamente condizionato dalle restrizioni, ha subito un lieve miglioramento nel 2021 ma sempre al di sotto del trend medio degli ultimi anni. Sono questi gli ultimi dati del sistema di sorveglianza Passi diffusi in occasione della Giornata mondiale dell’attività fisica, data anche dell’International Day of Sport for Development and Peace (IDSDP) che riconosce il ruolo positivo di sport e attività fisica come strumento di equità per le comunità e popolazioni di tutto il Globo, il cui slogan è “Move to live” (Muoversi per vivere).

Attività fisica tra gli adulti, un trend in discesa

La quota di adulti fisicamente attivi (secondo i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) è passata dal 39% del 2019 al 35% del 2021 tra le persone con molte difficoltà economiche. E dal 42% al 39% fra le persone con basso livello di istruzione (che al più hanno la licenza media). La riduzione ha coinvolto anche le persone con maggiore vantaggio sociale, ossia senza difficoltà economiche o più istruite, in questo gruppo però si registra un’inversione di tendenza e un accenno di ripresa nel 2021, che invece non si nota fra le persone socialmente più deboli: fra i laureati ad esempio la quota di attivi dal 47% del 2020 risale al 50% nel 2021.

Gli over 65

Anche fra gli over65enni, la quota di persone fisicamente attive si riduce in modo rilevante durante la pandemia e passa dal 33%, osservato nel biennio 2018-2019 al 25% degli anni 2020-2021. Questa riduzione riguarda in particolar modo le donne (fra le quali scende dal 31% al 22%), coloro che hanno molte difficoltà economiche (dal 26% al 17%), chi risiede nelle regioni del Centro (dal 30% al 24%) e Sud d’Italia (dal 30% al 25%) e coloro che vivono da soli (dal 28% al 22%).

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