Marketing con “carta e penna”: perché è vincente?

Marketing con “carta e penna”: perché è vincente?
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C’è qualcosa di particolare nel ricevere una busta che non contiene una bolletta o una comunicazione impersonale. La si prende in mano, si guarda da dove arriva, si apre. In un’epoca dominata dallo schermo, anche questo piccolo gesto può conquistare attenzione. E la carta, nel marketing, ha ancora qualcosa da raccontare.

Marketing tradizionale, come usarlo correttamente

Immaginiamo di aprire la cassetta della posta e trovare una busta diversa dalle altre. La carta è piacevole al tatto, il nome è stampato con cura, il logo dell’azienda si riconosce subito. Prima ancora di sapere cosa contiene, quella comunicazione ha già detto qualcosa.

È questo uno degli aspetti più interessanti del marketing tradizionale: il messaggio arriva fisicamente nello spazio del destinatario e si prende un tempo che online spesso manca. Naturalmente, perché funzioni, non basta affidarsi al fascino della carta, poiché serve un’idea precisa e affidarsi a un partner strategico che offra materiali di consumo di alta qualità: per esempio, curiosando su www.ufficiodiscount.it si può vedere ogni tipo di carta, penna, busta e elementi che fanno la differenza.

Il messaggio come strategia di marketing

Una lettera inviata a caso difficilmente susciterà interesse. Una comunicazione pensata per una persona che conosce già l’azienda, per un cliente che ha acquistato un determinato prodotto o per un possibile contatto commerciale ha invece molte più possibilità di essere letta.

La carta permette di costruire messaggi molto diversi: può raccontare un nuovo progetto, invitare a un evento, accompagnare un catalogo oppure semplicemente ringraziare un cliente. La cosa importante è avere qualcosa di autentico da dire e trovare il modo giusto per farlo.

La busta è l’accessorio per le aziende di successo

Prima ancora di leggere una parola, il destinatario vede la busta. Per questo anche un elemento apparentemente secondario può diventare parte della comunicazione.

Una busta elegante, un foglio di buona qualità, una carta intestata curata o una stampa piacevole possono contribuire a trasmettere l’identità dell’azienda. Sono dettagli che parlano di attenzione e che, soprattutto quando la comunicazione arriva a un cliente o a un interlocutore professionale, possono lasciare una sensazione positiva.

Il valore per il cliente o potenziale tale

Uno dei motivi per cui la carta conserva il proprio valore nonostante le numerose innovazioni introdotte nel campo del marketing riguarda proprio la sua presenza fisica. Un’email può essere letta e dimenticata pochi minuti dopo. Una brochure può rimanere sulla scrivania per qualche giorno, una cartolina può finire accanto al computer, una lettera può essere conservata.

Questo non garantisce naturalmente che una campagna abbia successo, ma crea una possibilità in più: quella di entrare nella quotidianità del destinatario.

Perché fare un mix tra marketing diretto e indiretto

Il marketing raramente funziona grazie a un solo strumento. Un cliente può conoscere un’azienda attraverso un articolo, seguirla sui social, ricevere una newsletter e, qualche settimana dopo, trovare nella propria cassetta della posta una comunicazione personale. Ogni contatto aggiunge un tassello alla relazione.

Il marketing diretto entra in gioco nel momento in cui l’azienda si rivolge in maniera esplicita a una persona o a un gruppo preciso. Una lettera, una cartolina o un invito possono avere proprio questa funzione. Il marketing indiretto, al contrario, lavora sulla presenza del brand, sulla sua reputazione e sulla familiarità che riesce a costruire nel tempo.

Separare completamente questi due mondi rischia di impoverire la comunicazione, invece di sfruttare la forza di entrambi.