Barriere architettoniche a Brescia: un tema che riguarda sempre più famiglie

Barriere architettoniche a Brescia: un tema che riguarda sempre più famiglie

Negli ultimi anni il tema delle barriere architettoniche è tornato al centro del dibattito pubblico anche a Brescia.

Già nel 1989, in linea con le disposizioni della Legge 41/1986 art. 32 e della Legge 104/1992, il Comune ha approvato il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), uno strumento che mira a mappare criticità e interventi necessari per rendere più accessibili spazi e servizi cittadini. Un segnale importante che dimostra come l’accessibilità non sia considerata un tema marginale da oltre trentacinque anni.

Il PEBA ha però come oggetto gli edifici pubblici: non è dunque sufficiente, vista l’incidenza del problema per le famiglie. Accanto agli interventi sugli edifici della PA e sulla mobilità urbana, resta aperta la questione delle abitazioni private.

Molti condomìni e immobili, in particolare quelli edificati prima degli anni ’80, presentano scale e dislivelli, risultando non di rado senza ascensori. Condizioni che rendono più complicata la mobilità durante la vita di tutti i giorni per anziani e persone con disabilità: categorie in aumento con il progressivo invecchiamento della popolazione.

In questo contesto, valutare l’installazione di un montascale a Brescia rappresenta in molti casi una soluzione concreta per superare tali dislivelli, dando modo di acquisire maggiore autonomia senza dover per forza effettuare interventi strutturali importanti, lunghi e costosi.

Il PEBA e la situazione delle barriere architettoniche a Brescia

Come già accennato, il tema delle barriere architettoniche è oggetto di dibattito a Brescia da ormai diversi anni, in particolare da quando il Comune ha adottato il PEBA: uno strumento previsto dalla normativa nazionale e finalizzato a individuare, mappare e programmare gli interventi necessari per rendere progressivamente più accessibili edifici e spazi pubblici.

Nonostante gli interventi approntati, la città risulta, per quanti hanno problemi di disabilità, una vera giungla. A ciò vanno sommati i comportamenti di quanti stanno alla guida, a cominciare dalla pratica del parcheggio selvaggio, con vetture che non di rado occupano i marciapiedi. Infine, anche i mezzi pubblici non tengono sempre conto delle esigenze delle persone con disabilità.

Queste situazioni si vanno a sommare alla condizione attuale in cui versano diversi edifici, i quali si dimostrano scarsamente accessibili. È perciò necessario intervenire in maniera sinergica a livello pubblico e privato, adottando inoltre pratiche virtuose di senso civico: rinunciando ad andare di fretta, a favore della collettività.

La riqualificazione degli edifici privati

Se l’intervento pubblico rappresenta un passaggio fondamentale, è all’interno delle abitazioni private che si gioca una parte decisiva della sfida all’accessibilità. Sono infatti ancora la maggior parte gli immobili bresciani che necessitano di adeguamenti mirati per garantire una mobilità sicura.

Tra le soluzioni più efficaci troviamo l’installazione del montascale: un dispositivo che consente di superare scale e dislivelli realizzato in diverse versioni capaci di adattarsi tanto ai bisogni di chi lo va a utilizzare quanto alle caratteristiche strutturali dell’edificio.

I modelli a poltroncina sono da preferire in presenza di difficoltà motorie lievi o moderate, mentre quelli a piattaforma permettono di trasportare da un livello all’altro anche la carrozzina.

Accanto al montascale, possono essere valutati ulteriori interventi come rampe, adeguamento dei corrimano, allargamento dei passaggi, pavimentazioni antiscivolo e, ove possibile, l’installazione di ascensori.

Ogni caso è diverso e quindi diventa imprescindibile rivolgersi a una realtà qualificata e attiva nel territorio, in grado di offrire una valutazione tecnica in presenza e di supportare a livello burocratico, così da accedere agli incentivi migliori.