In attesa dell'edizione 2022

Maria Porro: "Il settore dell'arredo simbolo di ripartenza per l’Italia. E segnale positivo verso l’estero"

Riproponiamo l'intervista al presidente del Salone del Mobile.Milano per inaugurare la nostra nuova rubrica dedicata al design.

Maria Porro: "Il settore dell'arredo simbolo di ripartenza per l’Italia. E segnale positivo verso l’estero"
Design for living 04 Gennaio 2022 ore 12:39

Il Salone del Mobile di Milano è il simbolo del design e dell’arredamento italiano. Nonostante la pandemia, nel 2021 si è svolto in una versione inedita, come “Supersalone”, è ha segnato la ripartenza e confermato il ruolo innovativo del settore. A guidare l’evento, come nuovo presidente del Salone del Mobile, Maria Porro: prima donna nella storia a ricoprire questo ruolo. Classe 1983, comasca, è direttrice marketing e comunicazione della storica impresa di famiglia, Porro Spa di Montesolaro (Co). Lei stessa ha contribuito a raggiungere numerosi traguardi aziendali e ha assunto incarichi di prestigio anche in FederlegnoArredo, è infatti presidente di Assarredo per il periodo dal 2020 al 2024. Terminata la grande kermesse milanese, Maria Porro ha visitato la sede del nostro gruppo editoriale Netweek a Merate (Lc) e ha commentato soddisfatta i risultati raggiunti. Riproponiamo la sua intervista per inaugurare la nostra nuova rubrica dedicata al design.

Alice Groppelli (responsabile Glocal Communication di Netweek), Maria Porro e Isabella Preda (direttore responsabile delle testate lecchesi e comasche del nostro gruppo) durante l’intervista nella sede di Netweek

Edizione 2021 del Salone del Mobile: ci può fare un bilancio?

"Siamo molto soddisfatti, il punto di partenza è stato difficile e avvolto dall’incertezza ma abbiamo raggiunto oltre 60mila presenze e circa il 50% di buyer erano stranieri. Siamo riusciti a coinvolgere tutte le aziende che hanno sempre creduto nel Salone, ma anche le scuole aggiungendo una dimensione culturale. È stato quindi il primo grande evento per la ripartenza, siamo felici anche delle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Vedere le aziende soddisfatte, Milano che torna a vivere gli eventi e gli hotel con un’occupazione significativa ci ha dimostrato che è stata una scelta rischiosa e coraggiosa ma ha avuto un riverbero positivo. L’arredo diventa un simbolo di ripartenza per tutta l’Italia e un ottimo segnale per chi ci guarda dall’estero".

La pandemia vi ha costretto ad annullare l’edizione precedente della manifestazione. Quanto è stato importante esserci nel 2021?

"Rispetto al 2020, quest’anno abbiamo deciso di posticipare l’evento a settembre per cautela. A differenza di altre fiere, abbiamo organizzato la kermesse internazionale fuori calendario ma è stato fondamentale esserci. A marzo sono stati fatti investimenti di centinaia di migliaia di euro e messo in campo molte energie, l’incertezza era tanta. Le aziende, gli stakeholder, i visitatori ci hanno però ringraziato a fine evento e questa per noi è stata una conferma. Dobbiamo lavorare per preparare l’edizione 2022 del Salone che sarà la 60ª, anche per questo era importante non annullare la manifestazione quest’anno".

Inaugurazione del Supersalone 2021 (courtesy Salone del Mobile.Milano @Francesco Rucci)

Il Salone è diventato Supersalone, con una formula totalmente innovativa. Quando tutto tornerà alla normalità, cosa salverà di questo format?

"Ci sarà una nuova normalità ed è giusto valutare cosa c’è stato di positivo in questa edizione. Al Salone del Mobile le aziende hanno la possibilità unica di costruire dei mondi partendo da una tela bianca, questo sicuramente non si può tralasciare. L’esperienza del visitatore è importante, quindi cercheremo di valorizzarla come quest’anno. Vogliamo che la dimensione digitale diventi sempre più importante e abbia una sua autonomia. Inoltre, le fiere non sempre sono sostenibili: è un aspetto su sui dobbiamo lavorare".

Avete avuto 60mila visitatori da 113 Paesi: anche in un momento come questo, il Salone ha confermato il suo carattere internazionale.

"Il nostro più grande dubbio era di non avere clienti o visitatori internazionali, per noi un punto cruciale. Grazie anche al grande lavoro svolto dal Ministero degli Esteri e dall’Agenzia Ice, insieme alla Regione Lombardia e alle istituzioni, siamo riusciti a risolvere questa criticità. Ci hanno aiutato anche i media esteri. Le aziende, poi, hanno iniziato a credere nel progetto e si sono rese loro stesse ambasciatrici. Il Salone del Mobile ha dimostrato ancora una volta che non è solo una filiera, ma un’istituzione che fa un lavoro di raccolta di persone anche dall’estero".

Supersalone 2021 (courtesy Salone del Mobile.Milano)

Covid permettendo, la prossima edizione del Salone è in programma per aprile 2022.

"Stiamo lavorando anche insieme a Fiera Milano per garantire lo svolgimento della manifestazione in tutta sicurezza, gratificando il visitatore. Vorremmo tornare ai numeri pre-Covid ma non puntiamo tanto alla quantità, quanto alla qualità. Ci teniamo a coinvolgere clienti, buyer, stampa selezionata ma vogliamo anche mantenere la presenza della community di designer, cittadini, studenti che ci distingue rispetto a tutti gli altri eventi".

Facciamo un passo indietro fino alla sua elezione a presidente del Salone del Mobile di Milano, prima donna della storia.

"La storia del design è piena di donne incredibili, così come alla guida delle aziende è sempre più forte la presenza di figure femminili. Voglio che siano i meriti a parlare ma spero che come me ci possano essere molte altre donne a ricoprire questo ruolo. Come obiettivi, la mia azienda insieme a tante altre ha una grande gratitudine verso il Salone del Mobile ma allo stesso tempo ha contribuito alla sua crescita. Io mi metto quindi a disposizione del Salone del Mobile, consapevole che faccio parte di una squadra incredibile. Vogliamo mantenere la leadership internazionale del Salone, un modello vincente che ha dimostrato di essere in grado di cogliere le sfide del presente".

Supersalone 2021 (courtesy Salone del Mobile.Milano)

Fin da giovanissima ha respirato il profumo del legno. Come è cambiato il comparto del legno arredo negli anni?

"In Italia sono presenti tanti distretti di eccellenza, molto diversi tra loro. L’eccellenza brianzola rimane un terreno molto fertile per il lavoro del legno. Siamo una filiera molto corta e questo può essere un vantaggio anche per il legame che si instaura con i fornitori. Al Salone c’è molta competizione ma credo che guardarsi sia un motore per questo territorio. Il reparto brianzolo ha dimostrato la capacità di aprirsi globalmente ma anche di mantenere il legame col territorio, con radici artigiane che rendono unico questo distretto".

Come è stato il periodo della pandemia per il vostro settore?

"Abbiamo avuto due mesi di chiusura delle fabbriche ma nessuno si è fermato, molti uffici lavoravano con il mercato estero e questo ci ha aiutato. La riscoperta della centralità della casa, che è diventata anche luogo di studio e di lavoro, deve rimanere. Dobbiamo lavorare per garantire una cultura dell’abitare e gli investimenti nell’arredamento. Ci aspettiamo, poi, l’opportunità di ridisegnare i luoghi di lavoro e della socialità".

Supersalone 2021 (courtesy Salone del Mobile.Milano)

Infine, una curiosità: come riesce a conciliare azienda, impegni in Federlegno e famiglia?

"Non dormo (ride, ndr). È difficile, per questo è importante avere buoni collaboratori cui delegare e una buona organizzazione. Bisogna solo gestire in modo paritetico tutti gli impegni, in quest’ultimo periodo ho sottratto un po’ di tempo alla mia azienda ma ora devo riequilibrare, il sacrificio della gestione del Salone però vale la pena".