Nuovi equilibri

Vertice sulla competitività: Meloni tenta di ridisegnare l’UE con l’asse Italia-Germania

Intesa tra Roma e Berlino su energia, auto e semplificazioni alla burocrazia dell'Unione

Vertice sulla competitività: Meloni tenta di ridisegnare l’UE con l’asse Italia-Germania

Giorgia Meloni è arrivata al castello di Alden Biesen, in Belgio, per il pre-vertice europeo dedicato alla competitività dell’UE. L’incontro, promosso insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al premier belga Bart De Wever, riunisce 17 Stati membri e rappresenta un passaggio strategico in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo.

L’asse Italia-Germania e il nuovo equilibrio europeo

Al centro dell’agenda italiana ci sono energia, automotive e semplificazioni normative con l’obiettivo dichiarato di orientare l’Ue verso misure concrete a sostegno della crescita industriale in un contesto segnato dalla pressione competitiva di Stati Uniti e Cina.

Il pre-summit segna un inedito rafforzamento dell’asse tra Roma e Berlino. Una convergenza che ridisegna gli equilibri tradizionali dell’UE e apre interrogativi sul ruolo della Francia, storicamente protagonista del motore franco-tedesco.

La linea della realpolitik

Il perimetro politico dell’iniziativa è stato definito da Italia e Germania con il sostegno del Belgio.

Il documento condiviso evita i dossier più divisivi: nessun riferimento la nuovo debito comune per finanziare piani di investimento, nessuna apertura al Buy European sostenuto da Parigi, nessuna accelerazione sul superamento dell’unanimità e nessun intervento sulle riforme della governance comunitaria.

La linea è improntata alla realpolitik, a obiettivi immediatamente realizzabili, evitando scontri ideologici che potrebbero incrinare la ritrovata intesa con Berlino.

Freno contro l’eccesso di regolamentazione

Il punto più delicato dell’intesa riguarda l’introduzione di un meccanismo di controllo rafforzato sulle proposte legislative della Commissione europea.

Italia e Germania propongono una sorta di freno di emergenza che consentirebbe agli Stati membri di intervenire nel processo normativo per bloccare oneri burocratici ritenuti eccessivi. Una misura che punta a contrastare l’iper regolamentazione e a tutelare la competitività dell’industria europea.

Se sostenuta da un numero significativo di Paesi, la proposta potrebbe rafforzare le convergenze strategiche tra governi e incidere concretamente sull’agenda comunitaria.

Il dossier più importante è quello energetico

Il dossier prioritario per Roma resta quello energetico. L’Italia chiede una revisione dell’Ets (Emission Trading System), il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, per ridurre l’impatto dei costi della CO₂ sulle imprese senza compromettere le entrate degli Stati membri.

Parallelamente, Palazzo Chigi propone una modifica del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, con l’obiettivo di evitare penalizzazioni competitive per le industrie energivore e per il comparto siderurgico.

La posizione del governo si inserisce nella più ampia critica agli approcci ideologici del Green Deal europeo, ritenuti a rischio di desertificazione industriale se non accompagnati da adeguate misure di tutela per le filiere produttive continentali.

Automotive e neutralità tecnologica: il nodo Stellantis

Altro capitolo centrale è quello dell’automotive, con particolare attenzione alla situazione di Stellantis e più in generale al futuro dell’industria automobilistica europea.

L’Italia spinge per una piena applicazione del principio di neutralità tecnologica, chiedendo che la transizione ecologica non si traduca in un percorso obbligato esclusivamente verso l’elettrico.

L’obiettivo è evitare che le attuali politiche Ue favoriscano i produttori extraeuropei, in particolare cinesi, a scapito delle filiere continentali. Anche su questo terreno la Germania si è mostrata più vicina alle posizioni italiane, privilegiando un approccio orientato alla competitività e alla deregulation rispetto alle proposte francesi.