prevertice strategico

Vertice competitività in Belgio, Meloni: “Motore italo-tedesco, ma nessuno escluso”. Draghi: “Fare in fretta”

Frizioni tra Merz e Macron: divergenze su deregolamentazione e politiche commerciali. Draghi suona (ancora) la sveglia

Vertice competitività in Belgio, Meloni: “Motore italo-tedesco, ma nessuno escluso”. Draghi: “Fare in fretta”

Si è svolto ad Alden Biesen, in Belgio, giovedì 12 febbraio 2026, un vertice informale sui temi della competitività, organizzato sotto l’impulso del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. L’incontro ha riunito i leader dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea, ma è stato preceduto da un prevertice, organizzato da Italia, Germania e Belgio, a cui hanno partecipato 19 nazioni. Questo incontro anticipatorio è stato fondamentale per avviare discussioni concrete sulle sfide economiche e industriali dell’Unione.

Secondo Giorgia Meloni, l’idea dei prevertici diventerà una prassi regolare, con un altro incontro previsto prima del Consiglio europeo di marzo. E sempre la premier ha confermato la propria vicinanza al tedesco Merz, sottolineando, però, un’apertura generale (in chiaro riferimento alle frizioni tra Francia e Germania).

“C’è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi, rafforziamo la cooperazione bilaterale con la Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro”.

In risposta alla crescente necessità di accelerare i processi decisionali e di superare le divisioni che spesso bloccano il progresso, l’Unione Europea ha avviato una riflessione sul rafforzamento della cooperazione tra Stati membri.

Vertice competitività in Belgio, Meloni: "Motore tedesco, ma nessuno escluso"
Vertice competitività in Belgio

Meloni ha sottolineato che, dopo il formato dei “Big 6” (Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia e Paesi Bassi), si sta consolidando l’alleanza tra Roma e Berlino, che sembra essere in grado di influenzare positivamente altre capitali europee.

Giorgia Meloni e Friedrich Merz

Significativo l’intervento di Mario Draghi, ex presidente della Banca Centrale Europea, che “ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l’urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione. L’economista ed ex premier ha, nuovamente, suonato la sveglia.

Azione condivisa e urgenza

L’obiettivo principale del vertice non era quello di prendere decisioni concrete, ma piuttosto quello di avviare un confronto tra i leader per concordare un piano d’azione comune.

“Condividiamo un senso di urgenza: la nostra Europa deve agire”, ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando l’importanza di intraprendere azioni tempestive per il rilancio dell’economia europea.

Fra i temi discussi: l’approfondimento del mercato unico, il progresso verso una maggiore integrazione dei mercati finanziari e la riduzione dei costi energetici, che continuano a rappresentare una grave minaccia alla competitività.

Il governo italiano, promotore dell’incontro, ha riferito che uno dei risultati emersi è stato l’impegno a una rapida revisione della tassazione sulle emissioni di CO2. Il dibattito ha riguardato anche la semplificazione delle normative europee e le risposte da dare alle politiche commerciali statunitensi, in particolare ai dazi imposti dal governo di Washington.

Frizioni tra Francia e Germania

Uno dei temi centrali del vertice è stato il modo in cui l’Europa dovrebbe rispondere alle sfide globali, in particolare quelle legate alla concorrenza internazionale. Macron ha ribadito la necessità di concentrarsi su settori strategici come le tecnologie pulite, la chimica, l’acciaio, l’automotive e la difesa. La Francia vede questa focalizzazione come una misura difensiva necessaria contro “concorrenti sleali che non rispettano le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio“.

Tuttavia, questo punto di vista non è condiviso da tutti: la Germania, attraverso il cancelliere Friedrich Merz, sostiene un’agenda di deregolamentazione più aggressiva, puntando anche su nuovi accordi commerciali.

Vertice competitività in Belgio, Meloni: "Motore tedesco, ma nessuno escluso"
Macron e Merz

In questo contesto, l’asse italo-tedesco si consolida, con un avvicinamento tra Berlino e Roma che risulta particolarmente strategico. Non a caso, i tre Paesi, Italia, Germania e Belgio, hanno ospitato il prevertice senza estendere l’invito alla Spagna, che, a quanto pare, non condivide pienamente alcune delle proposte in discussione.

Fra le principali iniziative sollevate, c’è anche una revisione del sistema di scambio delle quote di emissione, cioè il sistema di tariffazione del carbonio dell’UE (EU ETS), che è stato considerato uno degli strumenti chiave per rilanciare l’industria europea.

Disaccordo sul Mercosur e deregolamentazione

Un altro punto di frizione è l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Il cancelliere Merz ha chiesto una rapida ratifica dell’accordo, mentre il presidente Macron lo ha definito “un pessimo accordo”, evidenziando le divergenze tra le posizioni dei due Paesi.

Inoltre, Meloni e Merz sono concordi nel chiedere l’accelerazione del processo di deregolamentazione e l’introduzione di un “freno d’emergenza” per limitare l’effetto delle nuove legislazioni proposte dall’UE.

La posizione di Giorgia Meloni

Durante il prevertice, Giorgia Meloni ha posto particolare attenzione sul tema dei prezzi dell’energia, che continua a essere una delle principali preoccupazioni per la competitività europea. Ha dichiarato:

Personalmente mi sono concentrata sui prezzi dell’energia. Servono risposte a livello nazionale, come la misura molto articolata che porteremo in Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Ma servono anche risposte a livello europeo, perché è il tema più serio che mette a repentaglio la competitività. Bisogna partire da una profonda revisione del sistema ETS e porre un freno alla speculazione finanziaria. Poi occorre modificare la direttiva CBAM“.

Si è inoltre espressa sugli Eurobond:

Sugli eurobond personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattiti più divisivi qui in Europa”.

Meloni ha poi messo in evidenza il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Germania, ma senza escludere gli altri attori europei. Ha detto:

C’è sicuramente un motore tedesco-italiano sui temi, rafforziamo la cooperazione bilaterale con la Germania, ma non è qualcosa che si fa contro qualcuno altro. La Francia era al tavolo sulla competitività. Il ruolo di Merz è molto positivo e sono grata perché stiamo facendo un buon lavoro”.

Infine, ha concluso che, a nome dell’Italia, si concentrerà particolarmente sulla questione prezzi dell’energia, annunciando misure concrete che saranno presentate nella settimana successiva.

Il prevertice strategico

I lavori del vertice sono stati anticipati da un pre-summit sulla competitività, convocato da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever, il primo ministro belga.

Oltre ai Paesi organizzatori, hanno partecipato anche Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia e Svezia, con la partecipazione anche della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Al termine del vertice, Antonio Costa ha confermato che i 27 leader hanno raggiunto un “largo consenso” sulla necessità di proteggere le industrie strategiche europee e di ridurre la dipendenza da fornitori esterni. I settori chiave sui quali concentrarsi includono la difesa, lo spazio, le tecnologie pulite, l’intelligenza artificiale e i sistemi di pagamento.

Von der Leyen: mercato unico entro il 2027

Ursula von der Leyen ha concluso il vertice con un annuncio significativo: l’Unione Europea si impegnerà a trasformarsi in un unico mercato pienamente operativo entro la fine del 2027. Per raggiungere questo obiettivo, presenterà al Consiglio europeo di marzo una roadmap dettagliata, con tappe precise per superare la frammentazione economica tra i 27 Stati membri e rilanciare la competitività globale del blocco.

Mario Draghi suona (ancora) la sveglia

Un altro intervento significativo è stato quello di Mario Draghi, ex presidente della Banca Centrale Europea. Nel suo intervento davanti ai leader europei, l’ex premier “ha evidenziato il deterioramento del contesto economico da quando ha presentato il suo rapporto e l’urgenza di affrontare tutte le questioni che aveva sollevato in quella occasione”.

Vertice competitività in Belgio, Meloni: "Motore tedesco, ma nessuno escluso"
Costa-Draghi

L’economista “si è concentrato su diversi temi chiave: la necessità di ridurre le barriere nel mercato unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare il risparmio europeo, il costo dell’energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale, con la possibilità di ricorrere — se necessario — alle cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier, come previsto dai trattati”, spiega una fonte Ue.