Il vertice del 14 gennaio 2026 a Washington ha messo in luce la crescente tensione tra Stati Uniti e Danimarca sulla questione della Groenlandia.
Dopo le parole forti del presidente Donald Trump, che ha ripetuto più volte la necessità di acquisire l’isola per motivi di sicurezza nazionale, i rappresentanti danesi e groenlandesi hanno espresso con fermezza il loro disaccordo, mantenendo però un dialogo costruttivo. In un incontro di circa 50 minuti, le parti hanno discusso le divergenze in atto, senza riuscire a trovare una soluzione immediata.
Il punto di vista danese e groenlandese
Il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, ha dichiarato che la Danimarca non accetterà mai una violazione dell’integrità territoriale della Groenlandia. In una conferenza stampa a Washington, ha sottolineato che la Danimarca ha una “relazione diplomatica più duratura con gli Stati Uniti di quanto non abbiano altri alleati”.
Rasmussen ha anche sottolineato che la Groenlandia ha diritto all’autodeterminazione e che la Danimarca rispetta pienamente questo principio.
“Con Trump siamo in disaccordo, ma continueremo a parlare”, ha aggiunto, ribadendo la posizione del governo danese.
La ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt, ha dichiarato senza mezzi termini:
“Non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino”. Un chiaro segnale del rifiuto dell’idea di un’acquisizione della Groenlandia da parte degli USA, concetto che Trump continua a spingere. Motzfeldt ha sottolineato che la Groenlandia è già sotto la sovranità della Danimarca e che il paese non ha alcuna intenzione di cambiarne il status.
JUST IN🇬🇱🇪🇺🇺🇸 There will be a first West-US war in future and US will fail to steal #Greenland from NATO, EU and Denmark.
🇺🇸🇬🇱🇫🇷🇪🇺France, UK, Germany, Denmark and All of European nations will suspend defense ties with US. pic.twitter.com/iFyAcMbRoY
— RKM (@rkmtimes) January 13, 2026
Trump: “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale”
Da parte sua, Donald Trump ha continuato a fare pressioni per l’acquisizione della Groenlandia, affermando che gli Stati Uniti hanno bisogno dell’isola per motivi di sicurezza nazionale. Parlando dallo Studio Ovale, il presidente ha ribadito che la Groenlandia è fondamentale per il “Golden Dome” che gli Stati Uniti stanno costruendo e ha avvertito che, se non fossero gli USA a prendersi cura della sicurezza dell’isola, la Russia e la Cina potrebbero intervenire.
“Se la Russia o la Cina volessero occupare la Groenlandia, non c’è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo, mentre c’è tutto quello che possiamo fare noi”, ha detto Trump, ricordando il recente conflitto in Venezuela come esempio delle sfide globali.
Trump ha anche messo in evidenza che, pur avendo una “ottima relazione” con la Danimarca, la sicurezza della Groenlandia deve essere una priorità.
A suo avviso, “due slitte trainate da cani non basteranno” per difendere l’isola in caso di aggressioni da parte di potenze straniere, e ha invitato la NATO a rafforzare la presenza militare in Artico.
Which way, Greenland man? https://t.co/G0NnJdZRJK pic.twitter.com/TLmOwst6M6
— The White House (@WhiteHouse) January 14, 2026
Le opinioni degli americani
Gli americani restano profondamente divisi sull’idea di Donald Trump di acquisire la Groenlandia, secondo i recenti sondaggi. Mentre alcune delle sue recenti incursioni estere, come l’operazione per catturare il dittatore venezuelano Nicolás Maduro, hanno guadagnato consensi, l’idea di Trump di prendere il controllo della Groenlandia — sia attraverso la forza che con incentivi diplomatici — rimane altamente impopolare.
I sondaggi condotti da Reuters-Ipsos e The Economist-YouGov rivelano che solo il 17% degli americani approva la spinta di Trump per acquisire la Groenlandia, con due repubblicani su cinque a favore. Tuttavia, quando si tratta di usare la forza militare, solo il 4% degli adulti negli Stati Uniti e l’8% dei repubblicani supportano questa soluzione, evidenziando la forte impopolarità dell’intervento militare per l’espansione territoriale.

In contrasto con il Venezuela, che il 51% degli americani considera un paese ostile o addirittura un nemico degli Stati Uniti, solo il 9% vede la Groenlandia allo stesso modo. I risultati dei sondaggi evidenziano una differenza fondamentale nel modo in cui il pubblico americano percepisce queste due situazioni. Nonostante le ripetute affermazioni di Trump sul fatto che la Groenlandia sia fondamentale per la sicurezza nazionale, in particolare per rendere la NATO “più forte”, il sentimento prevalente è che una mossa così drastica sarebbe un passo troppo lontano.
Sebbene una minoranza di americani supporti le ambizioni di Trump, la sua proposta di acquisire la Groenlandia incontrerà opposizione diffusa, soprattutto per quanto riguarda l’uso della forza. Un sondaggio separato ha trovato che solo l’8% degli americani — e il 18% dei repubblicani — sarebbe favorevole a prendere il controllo della Groenlandia con la forza, sottolineando che anche all’interno del Partito Repubblicano c’è esitazione verso un confronto militare.
Questo divario riflette un rischio politico significativo per il tycoon, con molti che vedono la sua proposta sulla Groenlandia come un’esagerazione. Tuttavia, decisioni controverse prese in passato, come l’operazione militare contro Maduro, hanno fatto evolvere l’opinione pubblica nel tempo, indicando che le sue politiche estere aggressive potrebbero cambiare nel corso dei prossimi mesi.
La reazione europea
La risposta europea non si è fatta attendere. Il Parlamento Europeo ha espresso il suo pieno sostegno alla Danimarca, condannando fermamente le dichiarazioni di Trump, ritenute una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale di un alleato della NATO. “Le dichiarazioni dell’amministrazione Trump costituiscono una sfida al diritto internazionale”, ha affermato la Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo, sottolineando l’importanza di difendere i principi della Carta delle Nazioni Unite.
Anche la Francia ha espresso la propria solidarietà, con il presidente Emmanuel Macron che ha avvertito che qualsiasi violazione della sovranità della Groenlandia avrebbe conseguenze “senza precedenti”. Il governo francese ha anche annunciato che aprirà un consolato in Groenlandia il 6 febbraio, un gesto simbolico per rafforzare la presenza europea nell’area.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha intensificato gli sforzi per garantire la sicurezza nella regione artica. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato l’impegno dell’UE a mantenere un legame forte con la Groenlandia e ha sottolineato che gli abitanti dell’isola possono contare sull’Europa per tutelare i loro interessi.
“Siamo presenti e lo dimostriamo anche con fatti concreti”, ha dichiarato von der Leyen.
EU Commission President @vonderleyen states: “Greenland belongs to its people. So it’s up to #Denmark and #Greenland, and only to them to decide on matters that are concerning Denmark and Greenland. Greenland is part of @NATO.” pic.twitter.com/RkUVRvVUTS
— Upendrra Rai (@UpendrraRai) January 14, 2026
Rafforzamento della presenza militare internazionale in Groenlandia
Nel contesto delle crescenti tensioni, la Danimarca ha annunciato il rafforzamento della sua presenza militare in Groenlandia. Il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha dichiarato che il paese continuerà a incrementare la sua presenza sull’isola, con un focus particolare sulla cooperazione con la NATO. Il vicepremier groenlandese, Mute Egede, ha aggiunto che ulteriori truppe NATO arriveranno nei prossimi giorni per rafforzare la sicurezza della regione.
Nel frattempo, la Svezia, la Germania e la Francia hanno già iniziato a inviare personale militare per partecipare a missioni di ricognizione e a esercitazioni militari congiunte. La Francia ha già mandato i primi soldati, mentre la Germania e la Svezia sono pronte a fare altrettanto. Questi movimenti sono parte di un piano più ampio per garantire una presenza europea significativa nell’Artico, in risposta alle minacce percepite da parte delle potenze rivali come la Russia e la Cina.
L’Europa si prepara a rispondere
Le dichiarazioni di Trump hanno innescato anche una serie di reazioni politiche in Europa. Il Parlamento Europeo ha preso posizione contro le mire statunitensi sulla Groenlandia, approvando una risoluzione che condanna l’ingerenza degli Stati Uniti nella sovranità danese. Allo stesso tempo, i membri del Parlamento hanno espresso un chiaro messaggio di solidarietà alla Danimarca e al popolo groenlandese, difendendo il loro diritto all’autodeterminazione.
La Commissione Europea ha sollevato la questione dei dazi, con un possibile rinvio dell’approvazione dell’accordo sui dazi tra UE e Stati Uniti, già siglato a luglio. La decisione di rinviare il voto potrebbe essere una delle prime contromosse diplomatiche da parte dell’Europa.