A poco più di 24 ore dal blitz statunitense in Venezuela, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con la leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado.
Il colloquio si è concentrato sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica nel Paese sudamericano, come riferito in una nota ufficiale di Palazzo Chigi.
Venezuela, Meloni chiama Machado
Nel corso della telefonata, viene spiegato, “è stato condiviso come l’uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”.
Un concetto che entrambe le leader hanno ribadito, sottolineando come il fatto che Nicolás Maduro non si trovi più in Venezuela e sia detenuto in un carcere di New York rappresenti per i cittadini venezuelani “la speranza” concreta di poter tornare a “godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto”.

L’assunto condiviso da Meloni e Machado è che la rimozione di Maduro dal potere possa segnare l’inizio di una nuova fase politica, fondata sul rispetto delle regole democratiche e delle istituzioni.
Salvini interviene: condanna di Maduro ma appello alla diplomazia
Nel dibattito politico italiano interviene anche il vicepremier Matteo Salvini, che rompe il silenzio con un breve messaggio pubblicato su X.
In poche righe, il leader della Lega esprime una condanna netta dell’ex presidente venezuelano, scrivendo: “Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo”.
Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso il suo popolo. Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei… pic.twitter.com/JbrpSZFwX9
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) January 4, 2026
Salvini, tuttavia, introduce una distinzione importante sulla gestione delle crisi internazionali, aggiungendo:
“Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro”.
Dopo che l’esecutivo ha definito l’azione statunitense “legittima” come “intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza”, Salvini richiama anche le parole del Papa, definite “illuminanti”, facendo propria la richiesta di “garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto”.
L’attesa per Tajani e l’attacco delle opposizioni
Mentre cresce l’attesa per l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Parlamento — con la capigruppo al Senato già prevista per l’8 gennaio, mentre alla Camera non è ancora stata convocata — le opposizioni intensificano gli attacchi al governo.
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte pone una domanda diretta e provocatoria:
“Meloni cosa farà quando gli Usa dirigeranno le loro attenzioni sulla Groenlandia, che appartiene alla Danimarca, uno Stato europeo?”. Un interrogativo che punta a evidenziare, secondo le opposizioni, i rischi di una linea di appoggio automatico alle scelte di Washington.
Dal Partito Democratico, il responsabile Esteri Peppe Provenzano accusa la presidente del Consiglio di una scelta netta di campo:
“Meloni sceglie Trump e dimentica che per la Costituzione l’Italia ripudia la guerra”, aggiungendo che “legittimare questa violazione del diritto internazionale è gravissimo”.
Di segno opposto la posizione di Forza Italia, che difende l’azione del governo. Il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri afferma:
“Siamo sempre stati dalla parte della libertà” ed “esprimiamo grande soddisfazione perché un’altra dittatura è crollata”.
Il sostegno del governo all’azione Usa
L’appoggio politico del governo Meloni all’azione militare statunitense contro il Venezuela ha così aperto un nuovo fronte di scontro con le opposizioni, che accusano Palazzo Chigi di allinearsi alle scelte di Donald Trump e di legittimare una violazione del diritto internazionale.
In una nota diffusa sabato, il governo ha definito l’operazione americana un “intervento di natura difensiva” contro minacce ibride alla sicurezza, come quelle connesse al narcotraffico, ribadendo però al tempo stesso la storica posizione italiana secondo cui l’uso della forza dall’esterno non è la strada per porre fine ai regimi autoritari.
La presidente del Consiglio ha inoltre ricordato il sostegno dell’Italia all’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica e la mancata legittimazione della vittoria elettorale di Nicolás Maduro, posizione mantenuta da Roma negli ultimi anni.
Le critiche delle opposizioni e il richiamo al diritto internazionale
Una linea che le opposizioni giudicano contraddittoria e pericolosa. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra parlano di una scelta che rischia di trascinare l’Italia in una logica di unilateralismo.
La segretaria del PD Elly Schlein ha definito l’attacco “privo di qualsiasi base legale”, mettendo in guardia dal rischio di creare un precedente che potrebbe legittimare future azioni unilaterali anche in altri contesti internazionali.
Dal Nazareno arrivano inoltre critiche alla risposta dell’Unione Europea, giudicata “timida”, accompagnate da un appello a Bruxelles affinché difenda con maggiore decisione il diritto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite nella gestione delle crisi globali.