È un grande successo di Meritocrazia Italia l’annuncio del Ministero Valditara d’introduzione della figura dello psicologo in ogni istituto scolastico. Una misura chiesta e attesa da anni, che rappresenta non solo un passo avanti sul piano organizzativo, ma soprattutto un segnale di presa di coscienza rispetto al profondo disagio che attraversa le nuove generazioni e le famiglie.
In un’epoca segnata da solitudini emotive, instabilità affettiva, crisi relazionali, fenomeni crescenti di autolesionismo, bullismo, ansia da prestazione e disagio psicologico diffuso, la scuola non può più essere lasciata sola. È necessario garantire un presidio costante di ascolto, orientamento e sostegno, non come gesto emergenziale bensì come scelta strutturale, stabile e universale.
Che la presenza dello psicologo a scuola non sia l’ennesimo annuncio a tempo, legato alla disponibilità di fondi a termine o a progetti temporanei, ma sia istituzionalizzata, con una chiara cornice normativa, con risorse adeguate, procedure trasparenti di selezione e un disegno nazionale condiviso.
Le proposte di Meritocrazia Italia
Meritocrazia Italia chiede che:
- l’intervento sia reso permanente, superando la logica della “sperimentazione a budget”, e venga garantito in ogni istituto di ogni ordine e grado, dal Nord al Sud del Paese;
- sia assicurata una formazione specialistica e continua per gli psicologi scolastici, in grado di rispondere ai bisogni evolutivi, relazionali ed emotivi di bambini e adolescenti;
- si promuova una reale integrazione tra psicologi, docenti e dirigenti, per costruire un ambiente educativo coeso e sinergico, nel rispetto dei ruoli e delle professionalità;
- si favorisca il coinvolgimento attivo delle famiglie, affinché il sostegno psicologico non resti confinato nelle mura scolastiche, ma diventi cultura diffusa del benessere;
- si attivi un sistema di valutazione e monitoraggio indipendente, con indicatori di impatto reale, che consenta di misurare l’efficacia dell’intervento e migliorarne progressivamente la qualità.
Questa misura è una risposta dovuta. Non si può più rinviare la costruzione di una scuola che metta la persona al centro, non solo come discente, ma come essere umano con la sua unicità, le sue fragilità e i suoi bisogni.