Un volto che ricorda in modo sorprendente quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe apparso in un affresco della basilica di San Lorenzo in Lucina, nel centro di Roma, al termine di un recente intervento di restauro. A sollevare il caso è stato il quotidiano La Repubblica, che ha pubblicato la fotografia dell’angelo “ritoccato”, scatenando un acceso dibattito politico e istituzionale.
Il parroco: “Una certa somiglianza c’è”
Secondo quanto riportato, uno dei due angeli che affiancano il monumento funebre di Umberto II di Savoia, originariamente un cherubino dai tratti generici, presenterebbe oggi fattezze decisamente riconducibili a quelle della premier. La figura, una donna alata che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale, è posta di fronte all’altro angelo che porge la corona al sovrano in esilio. La somiglianza con Giorgia Meloni, riferisce il quotidiano, sarebbe tale da rendere difficile ogni smentita.

Sulla vicenda è intervenuto monsignor Daniele Micheletti, rettore del Pantheon e della basilica di San Lorenzo in Lucina.
“Ho letto stamattina il giornale con la notizia e sono andato a vedere il restauro: in effetti una certa somiglianza c’è“, ha dichiarato all’Ansa. “Ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l’ha fatto così, io non lo so. Io avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com’era. Ora non so se le fattezze di un volto siano proprio quelle: lì l’angelo c’era e c’era in quel modo”.

Il restauro, che ha riportato l’attenzione sulla storica basilica risalente al IV secolo, non risulterebbe essere stato eseguito dai restauratori professionisti impegnati in altre parti della chiesa. A indicarlo è una firma visibile su un cartiglio: Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV.
Valentinetti si presenta come sacrestano e decoratore e in parrocchia viene descritto come un volontario presente quotidianamente al mattino. In rete emergono riferimenti ad altri lavori decorativi a lui attribuiti, compresi interventi nella stessa cappella già nel 2002 e collaborazioni in contesti extra-ecclesiali, come lavori presso la residenza di Macherio di Silvio Berlusconi. Risulta inoltre esserci un Bruno Valentinetti candidato in passato con La Destra-Fiamma Tricolore nel I Municipio di Roma. Intervistato da La Repubblica, il restauratore ha negato tutto.
Il PD chiede l’intervento di Giuli: “Non è accettabile”
La vicenda ha subito acceso la polemica politica. Il Partito Democratico ha chiesto l’intervento del ministro della Cultura Alessandro Giuli, sollecitando l’attivazione immediata della Soprintendenza di Roma. “Quanto emerso non è accettabile“, si legge in una nota. La capogruppo dem in commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, parla di una “potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio“, che vieta “alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici“.

“L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo – sottolinea Manzi – rappresenta un fatto grave. Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico“.
Indipendentemente dall’effettiva somiglianza con Giorgia Meloni, il Pd ritiene “indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino“.
Restano aperti anche gli interrogativi sui controlli: un intervento di questo tipo, in una chiesa di grande valore artistico, avrebbe dovuto essere sottoposto a più livelli di vigilanza, dal parroco alla Soprintendenza.