da strasburgo

Ue, Razza (FDI/ECR): “Il Sud cresce e la Sicilia mantiene numeri record”

L’eurodeputato di FdI rivendica gli effetti degli investimenti europei nel Mezzogiorno: "Non strumenti teorici, ma crescita, lavoro e sviluppo reale"

Ue, Razza (FDI/ECR): “Il Sud cresce e la Sicilia mantiene numeri record”

l PNRR e i fondi europei tornano al centro del dibattito politico sul Mezzogiorno. Dopo l’analisi pubblicata da “Il Sole 24 Ore” sugli effetti degli investimenti europei nelle regioni del Sud, Fratelli d’Italia rivendica i risultati raggiunti e sottolinea in particolare il dato della Sicilia, indicata come una delle realtà con l’incremento più significativo.

Il tema è quello dell’impatto delle risorse europee, dai tradizionali fondi di coesione al programma Next Generation EU, sulla crescita economica, sull’occupazione e sulla capacità dei territori meridionali di attrarre investimenti. Secondo elaborazioni IFEL sul PNRR, l’impatto stimato sull’occupazione nel Mezzogiorno risulta più forte rispetto al resto del Paese: nel 2026 l’aumento degli occupati associato al Piano viene stimato al 2,18% al Sud, contro l’1,65% a livello nazionale.

Razza: “Il Mezzogiorno cresce più del Centro-Nord”

A commentare i dati è Ruggero Razza, eurodeputato di Fratelli d’Italia e vicecoordinatore in commissione Bilanci al Parlamento europeo.

“L’analisi pubblicata da “Il Sole 24 Ore” conferma ciò che in questi anni abbiamo sostenuto con forza: quando le risorse europee vengono orientate con una visione chiara e accompagnate da scelte politiche efficaci, producono crescita, lavoro e sviluppo reale. Oggi il Mezzogiorno cresce più del Centro-Nord e la Sicilia registra l’incremento più significativo. Dopo quasi quattro anni di esperienza del governo guidato da Giorgia Meloni emerge un Sud che cresce, che produce risultati e che dimostra di poter essere protagonista”, ha dichiarato Razza.

Il riferimento politico è alla linea del governo sui fondi europei e sul PNRR, letti non solo come strumenti di spesa, ma come leve per rafforzare infrastrutture, investimenti pubblici e sistema produttivo. Anche analisi recenti sul Mezzogiorno hanno evidenziato una crescita del Sud superiore a quella del Centro-Nord negli ultimi anni, pur dentro un quadro in cui restano forti divari strutturali.

“Aumentano occupati e PIL”

Razza lega il risultato a due effetti concreti: più occupazione e più PIL. Il punto, secondo l’eurodeputato, è superare una lettura puramente contabile dei fondi europei e misurarne l’impatto reale sui territori.

“I risultati evidenziano due effetti concreti degli investimenti dell’Unione europea, sia attraverso i tradizionali fondi di coesione, sia tramite Next Generation EU: aumentano gli occupati e cresce il PIL. Non parliamo più di strumenti teorici o di numeri astratti, ma di effetti che incidono sulla vita dei cittadini, sulla capacità delle imprese di investire e sulla possibilità di costruire opportunità nei territori. Per anni il Mezzogiorno è stato chiamato in causa quasi esclusivamente all’interno di una narrazione legata all’assistenzialismo. Oggi il quadro è diverso e racconta una realtà che merita attenzione”.

Il messaggio politico è chiaro: il Sud, nella lettura di Fratelli d’Italia, non è più soltanto un’area da sostenere, ma un territorio capace di contribuire alla crescita nazionale se le risorse vengono indirizzate con continuità e programmazione. Resta ora il nodo dell’attuazione: trasformare la spinta del PNRR in crescita stabile, evitando che l’effetto degli investimenti si esaurisca con la chiusura del Piano