27 gennaio

Tutte le altre reazioni delle parti politiche nella Giornata della memoria

Schlein: "No a negazionismo e riscrittura della storia”. Salvini: “Dire mai più nel giorno della memoria non basta"

Tutte le altre reazioni delle parti politiche nella Giornata della memoria
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Tantissime le iniziative in Italia per commemorare le vittime della Shoah, ma ancora polemiche per la mancata presenza della comunità ebraica a Milano in contrasto con l’Anpi, e per le scritte comparse (indaga la Digos) sulla Piramide Cestia a Roma, luogo simbolo della Liberazione dal Nazifascismo:

“Se Israele avesse bombardato i treni per Auschwitz vi sareste schierati con Hitler”, recita l’imbrattamento subito condannato da Amnesty, Anpi e Croce rossa.

La proiezione romana

Giornata della memoria: i commenti

“Fondamentale coltivare la memoria condivisa” è il messaggio del presidente di Palazzo Madama Ignazio La Russa, mentre quello della Camera Lorenzo Fontana auspica che “la memoria sia un titolo contro odio e antisemitismo”.

Ma il 27 gennaio è nelle dichiarazioni di tutti i leader politici di maggioranza e di opposizione.

“Dire mai più nel giorno della memoria non basta, contro il nuovo antisemitismo servono nuove regole”.

Così in un lungo post sui social il leader della Lega Salvini, che va a guardare, oltre la Shoah, l'aspetto più politico ma anche più controverso di questa giornata, chiamando in causa l’Anpi espressasi contro Israele: ancora una volta a dividere è il termine “genocidio” che i partigiani hanno usato a proposito delle politiche del Governo Netanyahu e che al contrario Salvini utilizza per l'attacco del 7 ottobre 2023.

Eppure la priorità bipartisan è ricordare l'orrore del passato per non ripeterlo: lo dice Bignami (Fratelli d'Italia), lo ribadisce Gasparri (Forza Italia), mentre di “Memoria come antidoto alla vista del male” parla Renzi (Italia viva), mentre dalle opposizioni Conte e i 5 Stelle restano “schierati contro ogni violenza basata sulla discriminazione”, infine “Non arrendersi all'odio” lo aggiunge Fratoianni (Avs).

“L'Olocausto è il male assoluto, tenere viva la memoria è un dovere per proteggere la verità: no a negazionismo e riscrittura della storia”, conclude la segretaria dem Schlein.

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