“La tragedia ferroviaria dello scorso 18 gennaio, in Andalusia, è per certo l’esito di un fallimento sistemico della prevenzione, che chiama in causa scelte tecniche, organizzative e politiche”, afferma il movimento politico Meritocrazia Italia.
“In un sistema ferroviario moderno, l’errore umano non dovrebbe mai essere sufficiente a causare una collisione. Quando ciò accade, significa che il sistema di sicurezza non ha assolto alla sua funzione primaria: impedire che l’errore si trasformi in tragedia”.
“Dalle prime ricostruzioni emerge che uno dei convogli ha impegnato un tratto di linea senza che i sistemi automatici ed elettronici impedissero la compresenza di un altro treno sullo stesso segmento o su un tratto non adeguatamente protetto. In presenza di controlli automatici pienamente funzionanti, il convoglio avrebbe dovuto essere rallentato, bloccato o arrestato prima di entrare in una condizione di rischio. Il fatto che ciò non sia avvenuto dimostra una falla strutturale nel sistema di prevenzione, non un evento imprevedibile“, si legge nel comunicato di MI.
“La tragedia ha reso evidenti criticità profonde: manutenzione non sempre garantita in modo continuo, sistematico e verificabile, spesso affidata a programmi formali privi di controlli sostanziali e indipendenti; assenza, insufficienza o mancato aggiornamento dei controlli automatici ed elettronici (che, nel caso, avrebbero dovuto intercettare l’anomalia e impedire l’evento prima dell’impatto); eccessiva dipendenza dal fattore umano, in assenza di adeguati sistemi di ridondanza tecnologica; controlli tecnici e ispettivi non realmente indipendenti, con il rischio di sovrapposizioni e conflitti di interesse tra chi gestisce, chi certifica e chi controlla; scarsa trasparenza sui dati di sicurezza, che impedisce ai cittadini di conoscere lo stato reale delle infrastrutture su cui viaggiano; assenza o inadeguatezza di sistemi strutturati di connessione e comunicazione immediata tra personale ferroviario, dipendenti operativi e forze dell’ordine, idonei a segnalare tempestivamente situazioni di pericolo, anomalie gravi o emergenze, con conseguente ritardo negli interventi e incremento esponenziale del rischio”.
“Quando la manutenzione è discontinua, i controlli automatici non sono pienamente operativi e la comunicazione di emergenza è frammentata o informale, l’incidente non è una possibilità remota, ma una conseguenza prevedibile“.
“La questione riguarda anche l’Italia, che dispone di una rete ferroviaria estesa, complessa e ad alta densità di traffico. Questo non la rende immune. Al contrario, la espone maggiormente se la prevenzione non è rigorosa, uniforme e costantemente verificata”, afferma ancora Meritocrazia Italia.
“Anche nel nostro Paese persistono criticità che non possono essere ignorate: manutenzioni non omogenee, controlli automatici non uniformemente presenti o aggiornati, assenza o inadeguatezza di sistemi strutturati di connessione e comunicazione immediata tra personale ferroviario, dipendenti operativi e forze dell’ordine, fasi operative straordinarie affidate eccessivamente all’intervento umano, controlli prevalentemente interni al sistema e limitata accessibilità pubblica ai dati sulla sicurezza. Confondere l’assenza di incidenti gravi con l’esistenza di un sistema infallibile è un errore pericoloso“.
Meritocrazia Italia chiede un cambio di paradigma e propone interventi chiari, strutturali e verificabili, con:
- manutenzione obbligatoria, continua e tracciata: ogni intervento deve essere registrato digitalmente, verificabile e soggetto a controlli incrociati, con responsabilità dirette e sanzionabili in caso di omissioni o ritardi;
- controlli automatici ed elettronici pienamente operativi e ridondanti: nessuna tratta ad alta velocità o ad alta densità di traffico deve essere esercita senza sistemi automatici di rilevamento, blocco e arresto costantemente monitorati e realmente funzionanti;
- monitoraggio continuo in tempo reale delle infrastrutture: sensori, diagnostica predittiva e sistemi di allerta automatica devono diventare standard obbligatori, non opzioni discrezionali;
- sistemi integrati di connessione e comunicazione di emergenza. Deve essere obbligatoria l’adozione di piattaforme digitali dedicate, sicure e sempre attive, che consentano la comunicazione immediata tra dipendenti, personale ferroviario, centrali operative e forze dell’ordine, permettendo la segnalazione istantanea di situazioni di pericolo, l’attivazione automatica di protocolli di sicurezza, e la tracciabilità delle segnalazioni e dei tempi di intervento, con responsabilità chiare in caso di omissioni o ritardi. La sicurezza non può essere affidata a comunicazioni informali o all’iniziativa individuale: deve essere strutturata, tecnologica e immediatamente operativa;
- autorità di controllo tecnica realmente indipendente, con separazione netta tra gestione, esercizio e vigilanza, con poteri ispettivi effettivi e accesso diretto ai dati elettronici;
- trasparenza totale sulla sicurezza ferroviaria, con pubblicazione periodica dei dati su manutenzione, controlli automatici, criticità rilevate e interventi effettuati. La sicurezza non è un segreto industriale;
- responsabilità giuridica certa e immediata, quando la manutenzione è carente o i sistemi non funzionano, la responsabilità non può dissolversi tra enti e società: deve essere chiara, tempestiva e sanzionabile.
“Ogni euro risparmiato su manutenzione, controlli automatici e sistemi di comunicazione è un debito contratto con la sicurezza dei cittadini“.