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DDL Concorrenza

Tiraboschi: "Dobbiamo affrontare le sfide della globalizzazione con un capitalismo responsabile"

Il commento della senatrice torinese di Forza Italia, Maria Virginia Tiraboschi.

Tiraboschi: "Dobbiamo affrontare le sfide della globalizzazione con un capitalismo responsabile"
Politica 14 Giugno 2022 ore 13:35

Il DDL sulla Concorrenza è uno dei provvedimenti più importanti di questa legislatura perché fa fare alla politica uno sforzo per essere moderna, combattendo le rendite e le nostalgie del passato e occupandosi di come interpretare la stagione delle responsabilità. Così commenta l'approvazione del DDL Concorrenza la senatrice torinese di Forza Italia, Maria Virginia Tiraboschi.

Tiraboschi: "Riforme indispensabili per il Pnrr"

"L’Italia è l’ottava economia mondiale ma è al trentesimo posto nel mondo per livelli di concorrenza: per questo motivo l’Europa ci chiede di fare le riforme di mercato indispensabili per le risorse del Pnrr che saranno ben spese solo se la produttività del nostro Paese crescerà.
Dopo questo sforzo, l’Italia deve essere più autorevole in Europa e contribuire a definire una moderna politica industriale europea per poter contare nel mondo dove non ci si può muovere come topolini, ma irrobustendo il tessuto produttivo e creando dei giganti che siano in grado di concorrere.
Economia e mercati sono interconnessi e di fatto non esiste più il paradigma di un’impresa esclusivamente locale o nazionale: anche la più piccola organizzazione ha potenziali relazioni con il mondo.
Tuttavia, nell’arena internazionale, non tutte le imprese sono uguali. Se si pensa al Made in Italy immediatamente si comprende il potenziale di questo brand con il quale si creano e si esportano cultura, creatività, genialità, innovazione e si incarnano valori quali famiglia, territorio, tradizioni artigianali e appartenenza alla comunità nella quale si opera".

"Dobbiamo affrontare le sfide della globalizzazione"

"La globalizzazione è un fenomeno complesso e difficile da comprendere nella sua veloce evoluzione che sta caratterizzando la quarta fase di vita, quella che iniziò nel 2001 con l’entrata della Cina nel Wto e le dinamiche migratorie dal sud est all’ovest del mondo.
L’economia mondiale è cambiata, ma le regole del Wto sono rimaste immutate: è quantomai urgente una riforma del Wto con approccio inclusivo e trasparente per affrontare i temi dello sviluppo e della crescita, della concorrenza sleale, delle relazioni commerciali reciprocamente vantaggiose.
Le sfide di questo secolo, conseguenza di una globalizzazione non governata che, dopo 50 anni di aumento di ricchezza soprattutto in occidente, sta causando troppi divari nella crescita e nella distribuzione del benessere sono così sintetizzabili: populismo di destra e di sinistra; crescita vertiginosa della popolazione in Africa e Sud Est Asiatico; ruolo della Cina; aumento dell’autoritarismo nel mondo; cambiamenti climatici".

Tiraboschi: "Servono una destra popolare e un capitalismo responsabile"

"Le sfide fondamentali che l’Italia ha di fronte per l’economia, il commercio e l’industria ci impongono di avere un approccio nuovo che ci costringe a non guardare solo a noi stessi, cercando peggio ancora di tutelare gli interessi di singole categorie, ma a capire che oggi siamo di fronte a un nuovo modello globale che finora è stato gestito male, che dobbiamo cambiare ma che non possiamo negare o combattere.
Difendere la democrazia liberale combattendo per i principi e ideali di libertà e benessere da costruire secondo una visione alternativa e non complementare a quella messa in campo da una destra a trazione sovranista, nazionalista e populista. Costruire invece una destra popolare vicina alla sua comunità, al suo popolo, che premia non i privilegi ma il merito, il rapporto virtuoso pubblico-privato, la trasparenza, le relazioni industriali interpretate in chiave moderna per dar vita a un capitalismo dal volto umano in cui capitale e lavoro sono fattori produttivi interconnessi sono sfide difficili ma non impossibili che guardano alle future generazioni con senso di responsabilità".

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