Svolta storica

Suicidio assistito: alla Camera primo schiacciante sì alla nuova legge

Ora il documento andrà all'esame del Senato. Esultano i relatori del testo ("Una legge che l'Italia aspettava") e Marco Cappato.

Suicidio assistito: alla Camera primo schiacciante sì alla nuova legge
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Suicidio assistito, una larga maggioranza alla Camera ha detto sì alla proposta di legge sul "fine vita": 253 favorevoli e 117 contrari.

Se la proposta di legge avrà il via libera anche del Senato, si potrà dunque procedere al fine vita volontario, sempre soptto il controllo del Sistema sanitario nazionale.

Suicidio assistito, dibattito acceso, ma la legge passa a larga maggioranza

Il documento ha passato l'esame di Montecitorio dopo un dibattito acceso. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia (quest'ultima con alcune eccezioni rilevanti come quella degli ex ministri Stefania Prestigiacomo ed Elio Vito, ma anche Renata Polverini, Roberto Novelli, Matteo Perego) hanno confermato le loro posizioni contrarie, mentre la proposta di legge ha avuto semaforo verde da Pd, M5s, Leu e parte del Misto.

Proprio del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle sono i relatori della legge, Alfredo Bazoli e Nicola Provenza.

Suicidio assistito: "Legge necessaria, Italia aspettava da tempo"

Entrambi hanno manifestato la loro soddisfazione sottolineando l'attesa, anche a livello mediatico, per quanto fatto in queste anni dalle associazioni dei familiari, che ha accompagnato la proposta di legge:

"Consegniamo al Senato un lavoro accurato, che ha tenuto conto di tante sensibilità, un lavoro frutto di una lunga e costruttiva discussione. Ci sono tutte le premesse per tagliare il traguardo e dare al Paese una legge necessaria".

E ancora:

"E' un'occasione unica per il pieno recupero del ruolo centrale del Parlamento, per una legge che il nostro Paese attendeva da troppo tempo"

Cosa cambia: il testo della legge tra emendamenti e novità

Finora, come dai casi di cronaca che hanno concentrato l'attenzione dell'opinione pubblica (su tutti quello di Dj Fabo) per ottenere il suicidio assistito i cittadini sono dovuti andare all’estero (per lo più in Svizzera).

Ora si cambia: la condizione essenziale posta dalla nuova legge è che patologie irreversibili debbano coesistere con una prognosi infausta. E lo stesso vale anche per le sofferenze fisiche e psicologiche. Anch'esse devono essere valutate in presenza di una prognosi infausta.

Inizialmente si era previsto che per poter procedere al suicidio assistito si dovesse essere davanti a patologie irreversibili o prognosi infausta. Una formula più restrittiva rispetto a quella poi approvata dalla Camera.

Gli altri punti nodali

Il testo è formulato su 10 articoli e ha avuto diversi emendamenti rispetto alla versione originale.

Altra modifica piuttosto dibattuta (presentata +Europa) è stata quella che prevede che per accedere al suicidio assistito basterà il certificato del medico curante o di uno specialista.

Il testo originario prevedeva la necessità di tutti e due i certificati.

Altro emendamento spinoso (votato infatti a scrutinio segreto) ha ristretto i presupposti che il medico deve seguire per accedere al farmaco letale: sono state tolte le condizioni sociali e familiari, ovvero la situazione socioeconomica del malato e della sua famiglia.

Sono rimaste le condizioni cliniche (l'insieme delle manifestazioni, segni e sintomi, con le quali una malattia si presenta all'osservazione del medico) e quelle psicologiche (che possono influenzare le condizioni mediche).

Cure palliative e obiezione di coscienza

Con un emendamento di Italia viva adesso potrà accedere alla morte medicalmente assistita anche chi abbia volontariamente interrotto il percorso di cure palliative.

Per quanto concerne l'obiezione di coscienza, il testo prevede che possa essere sempre essere revocata, ma nel caso venga praticata, anche in questo caso "esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificamente dirette al suicidio e non dall’assistenza antecedente l’intervento".

Suicidio assistito uguale a morte naturale

Importante anche l’introduzione di uno "scudo penale" per i medici, escludendone la punibilità in caso di assistenza al suicidio.

Infine, con il documento è stata votata anche l’equiparazione, a tutti gli effetti di legge, del decesso a seguito di morte volontaria medicalmente assistita al decesso per cause naturali.

La soddisfazione di Marco Cappato

Soddisfatto Marco Cappato, da tempo impegnato nella battaglia sul suicidio assistito-fine vita e che tra l'altro aveva accompagnato in Svizzera per la morte volontaria proprio Dj Fabo:

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