provocazione

Strappata foto di Mattarella durante una seduta del Parlamento iraniano

La Farnesina ha convocato d'urgenza l'ambasciatore di Teheran. Solidarietà trasversale al Capo dello Stato

Strappata foto di Mattarella durante una seduta del Parlamento iraniano

Nel Parlamento iraniano è andato in scena un gesto di sfida che ha fatto il giro del mondo. Mojtaba Zarei, deputato della Repubblica islamica, ha strappato in diretta una foto che ritraeva i principali leader europei, fra cui il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

L’episodio, avvenuto durante la sessione inaugurale del Parlamento di Teheran, ha scatenato una forte reazione diplomatica da parte dell’Italia e ha messo in luce le crescenti fratture tra l’Iran e l’Occidente, specialmente in relazione alla politica internazionale e ai diritti umani.

Strappata foto di Mattarella durante una seduta del Parlamento iraniano

Il gesto di Zarei è stato accompagnato da dichiarazioni durissime contro l’Europa.

“L’Europa è la patria del fascismo e del nazismo“, ha dichiarato, attaccando anche il presidente statunitense Donald Trump, definito “corrotto” e accusato di aver abbandonato l’Europa.

Zarei ha aggiunto che l’Occidente, e in particolare il Parlamento europeo, voleva “scodinzolare” davanti a Trump, mentre insultava la “benedetta immagine della Guida Suprema“, riferendosi al leader iraniano Ali Khamenei.

Strappata foto di Mattarella durante una seduta del Parlamento iraniano
Ali Khamenei

La protesta si è conclusa con il deputato che ha strappato e gettato in un cestino una foto che ritraeva, oltre a Mattarella, il presidente francese Emmanuel Macron, il leader tedesco Friedrich Merz, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, il re di Spagna Filippo VI e l’europarlamentare italiana Isabella Tovaglieri.

Quest’ultima, pochi giorni prima, aveva strappato una foto di Khamenei al Parlamento europeo per denunciare la repressione delle manifestazioni in Iran, atto che ha scatenato l’ira del deputato iraniano.

La risposta italiana e la solidarietà politica

L’atto di Zarei ha suscitato una dura reazione dal governo italiano. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato immediatamente l’ambasciatore iraniano a Roma, esprimendo un deciso “disappunto” per quello che ha definito un “atto ostile nei nostri confronti”. “È un fatto increscioso”, ha dichiarato Tajani, ribadendo la condanna del governo italiano per questo gesto che ha coinvolto il presidente Mattarella, simbolo della democrazia e della pace a livello internazionale.

Il gesto di Zarei non ha solo sollevato l’indignazione del governo, ma ha anche scatenato una serie di reazioni politiche unanimi in Italia.

“Zarei strappa la foto di Sergio Mattarella perché il suo regime ha paura delle parole di pace, di emancipazione, di democrazia“, ha dichiarato Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e senatore della Lega. Centinaio ha anche espresso la sua solidarietà a Mattarella e a Isabella Tovaglieri, definendo il gesto un affronto a valori fondamentali condivisi da tutta la nazione.

La delegazione della Lega a Strasburgo ha poi sottolineato che “resta compatta al fianco di Isabella Tovaglieri”, chiedendo alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, di prendere “misure appropriate” contro l’atto di Zarei.

Il Partito Democratico (PD) ha condannato l’episodio, pur non risparmiando critiche al governo Meloni.

“Se il ministro degli Esteri, invece di mendicare un posto al sole di Trump, convocasse immediatamente l’ambasciatore iraniano e pretendesse le sue scuse, farebbe metà del suo dovere”, ha dichiarato il senatore Filippo Sensi.

La segretaria del PD, Elly Schlein, ha definito lo strappo della foto “un atto gravissimo che offende i valori e i principi su cui si fonda la nostra democrazia“, esprimendo solidarietà non solo al presidente Mattarella, ma anche agli altri leader europei coinvolti.

Da parte sua, Ignazio La Russa, presidente del Senato ed esponente di Fratelli d’Italia, ha definito il gesto “grave”, confermando la solidarietà sua e dell’intero Senato della Repubblica a Mattarella.

Le tensioni internazionali 

Mojtaba Zarei, membro della Commissione per la politica estera del Parlamento iraniano, non è nuovo a toni estremamente provocatori. Un anno fa, infatti, aveva minacciato Donald Trump, dichiarando che, se ne avesse avuto l’opportunità, “non esiterei un attimo a ucciderti”. Il rapporto tra Teheran e Washington, infatti, è da tempo sul filo del rasoio, con il rischio di nuovi scontri militari in caso di fallimento delle trattative sul nucleare.

Nel contesto delle relazioni con l’Occidente, l’Iran si trova ad affrontare una crescente sollevazione interna. Le proteste contro il caro-vita e la repressione da parte del regime hanno causato migliaia di morti e feriti, scatenando una condanna internazionale, tra cui quella da parte dell’Italia.

Strappata foto di Mattarella durante una seduta del Parlamento iraniano
Iran, repressioni finite nel sangue

L’Italia, insieme ad altri Paesi membri dell’Unione Europea, si è fatta promotrice di una proposta per inserire il Corpo dei Pasdaran nella black list europea delle organizzazioni terroristiche, in risposta alla brutale repressione delle manifestazioni.

In questo scenario di crescente tensione, la figura del presidente Mattarella è stata più volte presa di mira da regimi autoritari come quello iraniano. Non è la prima volta, infatti, che il presidente italiano viene attaccato come simbolo della postura internazionale dell’Italia.

Anche la Russia, attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova, ha accusato Mattarella per le sue posizioni di difesa della sovranità ucraina e contro la guerra di aggressione mossa da Mosca.