La paralisi della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha suscitato ieri, 14 aprile 2026, un intervento diretto e durissimo da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Secondo il Capo dello Stato, “non è accettabile che tuttora, dopo un anno e mezzo, il servizio pubblico televisivo manchi dell’assetto dei propri organi amministrativi, con la Commissione parlamentare di Vigilanza impossibilitata a espletare le proprie funzioni. Così come va posto riparo al ritardo nell’applicazione del Media information act, approvato dal Parlamento europeo e dai Governi riuniti nel Consiglio europeo sin dalla primavera del 2024″.
Commissione di vigilanza bloccata: monito di Mattarella
Il nodo della questione è da tempo lo stesso: la nomina del presidente Rai. Il centrodestra insiste perché la minoranza approvi Simona Agnes, designata dal MEF, mentre le opposizioni ritengono il nome invotabile e chiedono da anni un’alternativa. Di conseguenza, la Commissione non è mai riuscita a iniziare regolarmente il proprio lavoro dall’inizio di questa legislatura, generando una stasi senza precedenti nella storia repubblicana.

Non è la prima volta che il Quirinale interviene. Il primo monito risale a luglio 2025, quando Mattarella aveva definito “sconfortante” la mancata nomina del presidente Rai. Da allora, però, le tensioni sono rimaste inalterate. L’ultimo blocco, denunciato ieri mattina dalla presidente della Vigilanza, Barbara Floridia, ha evidenziato come la maggioranza continui a ostacolare sistematicamente l’attività dell’organo.
“Sabotaggio”
Floridia ha parlato di un vero e proprio “sabotaggio della Vigilanza“, denunciando il mancato via libera a audizioni dei ministri Giorgetti e Urso, dell’Ad Rai Giampaolo Rossi e del conduttore Bruno Vespa, coinvolto in un duro confronto con il deputato Pd Provenzano.
L’opposizione ha reagito con durezza. Il PD ha chiesto chiarimenti sulla lettera della Commissione europea relativa alla direttiva Freedom Act, inviata ai ministri Urso e Giorgetti, auspicando che illustrassero in commissione le intenzioni del governo. Secondo i Cinque Stelle, nonostante un accordo per riprendere i lavori ordinari a seguito dell’audizione dell’Ad Rossi, la maggioranza ha nuovamente chiuso ogni ponte, tradendo i patti.
Dal centrodestra, invece, la replica ha preso la forma di un’accusa diretta a Floridia di faziosità. Il forzista Roberto Rosso ha sottolineato come la presidente continui a “vestire la maglietta di parte lanciando anatemi contro la maggioranza”, lamentando che le aperture alle richieste della minoranza non abbiano prodotto progressi sul voto del presidente del servizio pubblico radiotelevisivo. “A differenza di quanto abbiamo fatto noi in passato accettando i nomi proposti dall’allora maggioranza di sinistra, oggi da parte delle opposizioni registriamo un veto che nulla ha di democratico“, ha concluso.
L’intervento di Mattarella, il secondo in meno di un anno, ha il peso di un chiaro monito: la paralisi della Vigilanza non può continuare. Floridia, ringraziando il Presidente “per il suo intervento, a difesa della dignità dell’istituzione e del ruolo del Parlamento”, ha invitato la maggioranza a non lasciar cadere “questo monito nel vuoto”.
La Commissione di Vigilanza resta quindi bloccata, con un servizio pubblico privato della sua guida amministrativa, in quello che ormai viene descritto come un unicum nella storia della Repubblica italiana.