Il potere logora chi ce l’ha? Questa volta la celebre frase attribuita a Giulio Andreotti ai tempi della sua massima auge politica e del consenso inattaccabile della Democrazia Cristiana può probabilmente essere riscritta in chiave affermativa.
E le due donne in questo momento alla leadership degli schieramenti di Centrodestra e Centrosinistra, Giorgia Meloni ed Elly Schlein, sembrano “sull’orlo di una crisi di nervi” dopo l’esito del referendum sulla Giustizia.

Perché oltre a prendere atto dell’affermazione del No, non si può in questa settimana successiva al risultato delle urne non passare in rassegna quanto dicono i sondaggi post voto.
Effetto Referendum, il sorpasso 1
La prima “fotografia” successiva al referendum costituzionale ci presenta un quadro politico già in movimento.
Il dato più evidente riguarda la flessione di Fratelli d’Italia, che scende al 28,2% (dal 28.9% di un mese e mezzo fa, all’epoca dell’uscita di Vannacci dalla Lega), toccando il livello più basso dalle elezioni europee del 2024.
Parallelamente, il Movimento 5 Stelle mostra un recupero significativo (13.2%, ovvero +0.8%), con una crescita significativa.
Ma l’elemento più rilevante riguarda gli equilibri complessivi: nella somma delle forze politiche, il cosiddetto “campo largo” (Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa) supera, seppur di misura, la coalizione di Centrodestra.

Un “somma” però da prendere con “le pinze” perché ad esempio riguardo l’ultimo quesito referendario Calenda e Renzi si sono espressi per il Sì, con lo stesso leader di Azione che ha escluso nuovamente qualsiasi possibile coinvolgimento con la coalizione di Centrosinistra, mentre in effetti l’ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Pd non ha risparmiato “siluri” a Giorgia Meloni e al Governo.
I partiti, chi sale e chi scende
Ma guardiamo gli spostamenti in percentuale di chi sale e chi scende tra i partiti e i movimenti.
Sul piano delle singole forze politiche, Fratelli d’Italia si conferma nettamente primo partito, ma registra una flessione, scendendo al 28,2%.
Alle sue spalle, il Partito Democratico si attesta al 21,8%, mostrando un lieve incremento.
In crescita più marcata il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 13,2%, recuperando terreno rispetto alle rilevazioni precedenti.
Segue Forza Italia, stabile in una posizione intermedia ma con un piccolo segnale positivo all’8,9%.
Più indietro, Alleanza Verdi e Sinistra si mantiene al 6,7% senza variazioni, mentre la Lega arretra leggermente al 6,3%.
Tra le forze minori, Futuro Nazionale mostra una dinamica positiva salendo al 3,6% (tra l’altro ironia del destino trovando “casa” a Roma nello stesso palazzo di Forza Italia) mentre Azione cala al 3,0%.
Restano invece sostanzialmente stabili Italia Viva, al 2,2%, e +Europa, che scende lievemente all’1,5%.
Chiude il quadro Noi Moderati di Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, all’1,2%, in leggero aumento.
Verso le Politiche 2027 (o prima?), le intenzioni di voto per coalizione
Guardando agli equilibri tra coalizioni, il cosiddetto “campo largo” — che comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa — si porta in testa con il 45,4%, segnando un progresso vicino a un punto percentuale.
Il Centrodestra, invece, si colloca subito dietro al 44,6%, evidenziando una lieve flessione e cedendo, almeno in questa fase, il primato complessivo.
Dunque, un sorpasso per certi versi clamoroso che sta mandando un po’ in fibrillazione la coalizione di maggioranza e anche la premier impegnati ora a valutare le strategie più opportune per non compromettere la tenuta del Governo e comunque la vittoria alla prossima tornata delle Politiche.
Al di fuori dei due principali schieramenti, Futuro Nazionale cresce e raggiunge il 3,6%, mentre Azione arretra al 3,0%.

Completa il quadro l’area residuale degli altri soggetti politici, che complessivamente si attestano al 3,4%, anch’essi in calo.
E’ evidente che in uno scenario di questo tipo, il ruolo di Azione e Futuro Nazionale potrebbe rivelarsi determinante e proprio in quest’ottica sarà interessante vedere l’evoluzione del “corteggiamento” di Centrodestra e Centrosinistra a Carlo Calenda o l’eventuale riappacificazione o non belligeranza tra il Generale Roberto Vannacci se non con la Lega, almeno in generale con il Centrodestra e anche con Fratelli d’Italia, un universo elettorale dove l’autore del libro Il mondo al contrario potrebbe attingere molti voti.
Il sorpasso 2, Conte su Schlein
Ma c’è un altro sorpasso nei sondaggi che rischia seriamente di scompigliare le carte.
Perché se il Pd si mantiene saldo come primo partito del Centrosinistra, il leader del M5S Giuseppe Conte ha però superato come gradimento personale il segretario dem Elly Schlein.
Un riscontro non di poco conto proprio nelle ore che segnano un potenziale ribaltamento degli scenari di coalizione.
Una situazione che non è detto porterà però necessariamente all’indizione di Primarie.
E’ una soluzione che tra gli addetti ai lavori dell’opposizione viene vista paradossalmente come “pericolosa” perché in un momento potenzialmente favorevole potrebbe innescare dubbi, incertezza e rivalità.
Meglio allora concentrarsi sull’obiettivo finale pensano in molti.

Ecco perché se ci saranno Primarie, Conte e Schlein potrebbero non presentarsi come rivali, lasciando magari campo libero al sindaco di Genova Silvia Salis o addirittura l’attuale segretario dem potrebbe preventivamente fare un passo indietro anzitempo e rivendicare poi un ruolo di primo piano in un eventuale Governo di Centrosinistra.