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Sondaggi: come finirebbe se votassimo oggi

Il Partito Democratico è sempre al primo posto, ma Fratelli d'Italia punta al sorpasso. E il centrodestra si avvicina al 50%.

Sondaggi: come finirebbe se votassimo oggi
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Il Partito democratico rimane in vetta, tallonato da Fratelli d'Italia. Mentre il Movimento Cinque Stelle intercetta probabilmente il malcontento degli italiani sulle spese militari e l'invio di armi all'Ucraina per fare un piccolo balzo in avanti. A giugno si vota per le Amministrative in circa mille Comuni e soprattutto nel 2023 torneremo alle urne per scegliere un nuovo Governo. E allora abituiamoci già da adesso ai numeri dei sondaggi, che ci accompagneranno nei prossimi mesi in maniera sempre più insistente.

Sondaggi: Pd primo partito, Fratelli d'Italia punta al sorpasso

Secondo i dati della Supermedia Youtrend/Agi (una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto) del 7 aprile 2022 (che include tutti i sondaggi dal 24 marzo al 6 aprile) la novità della settimana è il piccolo "rimbalzo" positivo, il primo dopo tanto tempo, dei grillini. Un dato che - sommato a un piccolo calo di Fratelli d'Italia - porta la maggioranza del Governo Draghi oltre il 70%, soglia sotto la quale era scesa un paio di settimane fa.

I dati

I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Euromedia (data di pubblicazione: 31 marzo), Ipsos (27 marzo), Ixè (25 marzo), Noto (6 aprile), SWG (28 marzo e 4 aprile) e Tecnè  (26 marzo e 2 aprile). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it. Il dato tra parentesi indica la crescita o il calo rispetto alla precedente rilevazione, del 24 marzo.

I dati dei partiti:

  • Partito Democratico 21,3 (-0,2)
  • Fratelli d'Italia 20,9 (-0,6)
  • Lega 16,5 (+0,1)
  • Movimento 5 Stelle  13,5 (+0,8)
  • Forza Italia 8,2 (-0,1)
  • Azione/+Europa 4,7
  • (-0,2) Italia Viva 2,3 (-0,2)
  • Italexit 2,3 (nd)
  • Verdi 2,0 (-0,4)
  • Art.1-MDP 1,8 (-0,2)
  • Sinistra Italiana 1,7

I dati del Governo

  • Maggioranza Draghi 70,2 (+0,9) di cui:- giallorossi (PD-M5S-MDP) 36,6 (+0,4) - centrodestra (Lega-FI-Toti) 26,6 (+0,8) - centro liberale 7,0 (-0,3)
  • Opposizione dx (FDI) 20,9 (-0,6) Opposizione sx (SI) 1,7 (=)

Le coalizioni

  •  Centrodestra 47,5 (+0,2)
  • Centrosinistra 28,3 (-0,5)
  • M5S 13,5 (+0,8)
  • LeU 3,5 (-0,2)
  • Altri 7,2 (-0,3)

Se votassimo oggi come finirebbe?

Se si votasse oggi, dunque, il centrodestra sarebbe ampiamente favorito. La coalizione unita si avvicinerebbe infatti al 50%, mentre la "coppia" M5S-Pd si attesterebbe poco sotto il 42%. Percentuale che si avvicinerebbe a quella dei "rivali" mettendo insieme LeU, Azione e Italia Viva, che però è una "mina vagante".

Oggi, dunque, le possibilità di avere un Governo di centrodestra per il post-Draghi sono sempre più concrete.

Perché conta il 40%

Nessuno arriva al 50%, ma per governare basta qualcosa in meno. Molti analisti, infatti, danno la soglia per avere la maggioranza in Parlamento attorno al 40%. Non perché previsto dal Rosatellum, l'attuale sistema di attribuzione dei seggi, ma per una serie di fattori connessi alla legge elettorale in vigore.

Il Rosatellum, a differenza di alcuni sistemi precedenti, non prevede alcun premio di maggioranza. Ma ci sono comunque due fattori in grado di "premiare" il 40%.

In primo luogo la soglia di sbarramento del 3%. Non molto alta, per la verità, ma comunque in grado di escludere un buon numero di liste e garantire a chi la supera qualche seggio in più.

Ma principalmente a fare la differenza possono essere i seggi  assegnati in collegi uninominali maggioritari a turno unico, che potrà garantire ai partiti un bottino maggiore di seggi, tanto da incrementare quelli ottenuti in base alla percentuale ottenuta nel proporzionale e sperare perciò di arrivare oltre il 50%.

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