LA PROPOSTA

Siti sessisti, per Meritocrazia Italia è un problema culturale

La chiusura delle piattaforme, dei siti o dei profili incriminati, per quanto doverosa, di per sé non risolve il problema

Siti sessisti, per Meritocrazia Italia è un problema culturale

Esplode lo scandalo di siti Internet e gruppi social destinati alla condivisione di immagini private di donne a vario titolo vicine ai singoli utenti.

Stupisce e indigna, ma secondo il movimento politico Meritocrazia Italia è certo che la rete non faccia altro che amplificare situazioni che non sono estranee al mondo reale e affidare al lato peggiore di noi uno strumento in più per esprimersi.

Se già è grave la diffusione di materiale riservato, lo è molto di più quando a compiere il gesto è una persona vicina, magari sentimentalmente legata alla vittima.

​Ma dire che ‘è colpa della Rete’ significherebbe nascondere sotto il tappeto la polvere di un problema culturale che ha origini più lontane. Un fenomeno perverso come questo è dovuto al grande radicamento di una dinamica arcaica che non riconosce identità alla donna, non la riconosce libera e indipendente, e men che meno al pari livello dell’uomo. È di palmare evidenza, dunque, che ancora oggi retaggi culturali e barriere mentali fanno da padroni.

E quello a cui stiamo assistenza ne è solo un sintomo, purtroppo, tra i tanti. Se questo è, la chiusura delle piattaforme, dei siti o dei profili incriminati, per quanto doverosa, di per sé non risolve il problema. Del resto, già il giorno seguente alle restrizioni delle piattaforme online erano stati ricostituiti pressoché intatti i medesimi contenuti.

Per questo Meritocrazia Italia propone di:

  • intervenire con politiche uniformi di selezione dei contenuti vietati che consentano tempi di reazione adeguati alle condotte illecite;

  • regolamentare attraverso il Testo Unico Social, proposto da Meritocrazia e attualmente in esame alla Camera, le procedure di accreditamento e identificazione degli utenti per evitare che reati così aberranti siano consumati con lo scudo dell’anonimato;

  • intervenire anche con progetti formativi che coinvolgano le scuole e le famiglie per consentire un soddisfacente livello di educazione emotiva e al rispetto.