Stretta sulla sicurezza

Scudo penale per gli agenti e “daspo” preventivo (ma niente cauzione per chi organizza i cortei), dopo la guerriglia a Torino

Governo al Lavoro, pacchetto giovedì in Cdm. Meloni alle minoranze: "Votiamo risoluzione unitaria". Avs: "No delega in bianco a testo che non esiste"

Scudo penale per gli agenti e “daspo” preventivo (ma niente cauzione per chi organizza i cortei), dopo la guerriglia a Torino

Dopo le violenze di Torino – e in vista dell’avvio delle Olimpiadi invernali – il Governo accelera sulla stretta normativa sulla sicurezza pubblica. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela delle forze dell’ordine e prevenire episodi di violenza nelle manifestazioni, intervenendo su più fronti: dallo “scudo penale” per gli agenti al fermo preventivo, dal rafforzamento del Daspo urbano al divieto di vendita di coltelli ai minorenni.

Il pacchetto sicurezza — in parte previsto in un decreto legge e in parte in un disegno di legge — è al centro di un confronto tecnico-giuridico con il Quirinale e di un acceso dibattito politico con le opposizioni.

Proprio per favorire l’accordo con il Colle il Cdm previsto per domani, mercoledì 4 febbraio 2026, è stato spostato di 24 ore e dovrebbe tenersi giovedì 5 febbraio 2026 alle 17.

Perché nasce il nuovo pacchetto sicurezza

L’iniziativa  prende forma dopo gli scontri avvenuti a Torino e l’aggressione a un agente.

“Se non difendiamo chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aprendo un vertice con i vertici di polizia, carabinieri e Guardia di finanza.

Scontri a Torino, Meloni visita gli agenti in ospedale: "Aggrediti da criminali organizzati. È tentato omicidio"
La premier Giorgia Meloni in visita agli agenti in ospedale a Torino

La linea dell’esecutivo è quella di dare un “segnale immediato” con misure ritenute urgenti e decretabili, affiancate da interventi strutturali in un disegno di legge più ampio. Il lavoro normativo è accompagnato da verifiche tecniche per garantire la tenuta costituzionale delle nuove disposizioni.

Scudo penale per le forze dell’ordine: cosa cambia

Tra le misure più rilevanti c’è il cosiddetto scudo penale, che interviene sul meccanismo di iscrizione nel registro degli indagati (articolo 335 del Codice di procedura penale).

Come funziona oggi

Attualmente l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto quando emergono elementi su un possibile reato. Questo comporta automaticamente l’apertura formale di un procedimento.

Cosa prevede la riforma

La proposta del governo punta a superare l’automatismo dell’iscrizione per gli appartenenti alle forze dell’ordine quando ricorrono cause di giustificazione, come:

  • legittima difesa
  • adempimento del dovere
  • uso legittimo delle armi
  • stato di necessità.

In questi casi, l’iscrizione non sarebbe più automatica ma subordinata a una valutazione preliminare.

Estensione ad altri soggetti

Su impulso del Viminale si valuta l’estensione della tutela anche a:

  • vigili del fuoco
  • forze armate.

È inoltre allo studio una formulazione valida per tutti i cittadini (erga omnes), per evitare profili di incostituzionalità legati alla disparità di trattamento.

Scudo legale e spese difensive

Si discute anche di ampliare le garanzie difensive già introdotte — fino a 10.000 euro di copertura delle spese legali — anche agli agenti non iscritti nel registro degli indagati ma coinvolti in procedimenti connessi al servizio.

Fermo preventivo per i manifestanti: la misura più controversa

Altro punto centrale è il fermo preventivo per soggetti ritenuti a rischio violenza in occasione di manifestazioni.

Cosa prevede l’ipotesi normativa

La proposta consentirebbe a polizia e carabinieri di:

  • accompagnare in ufficio soggetti sospetti
  • trattenerli per accertamenti fino a 12 ore
  • alcune forze politiche spingono per estendere il limite a 24 o 48 ore.

Non si tratterebbe tecnicamente di arresto o fermo giudiziario, ma di trattenimento per identificazione e prevenzione.

Obiettivo dichiarato

Impedire a persone con precedenti per devastazioni o violenze di raggiungere i luoghi delle manifestazioni.

Profili critici

La misura richiama strumenti emergenziali del periodo del terrorismo interno e solleva dubbi su:

  • libertà personale
  • riserva di giurisdizione
  • proporzionalità.

Per questo il testo è oggetto di confronto tecnico con il Quirinale. Si valuta anche l’obbligo di comunicazione immediata all’autorità giudiziaria e una diversa denominazione giuridica (“accertamento” e non “fermo”).

Daspo urbano rafforzato e arresto in flagranza differita

Nel pacchetto rientra il potenziamento del Daspo urbano (Dacur).

Nuove estensioni

Il divieto di accesso ad aree urbane potrebbe essere esteso a chi è stato denunciato o condannato per reati commessi durante proteste e manifestazioni.

Si valuta inoltre l’introduzione dell’arresto in flagranza differita per danneggiamenti commessi durante cortei, sulla base di immagini e prove video raccolte successivamente.

Stop ai coltelli per i minorenni: divieti e sanzioni

Un altro pilastro del decreto riguarda le armi da taglio e i minori.

Vendita vietata agli under 18

È prevista:

  • proibizione assoluta di vendita di coltelli ai minorenni
  • estensione del divieto anche agli acquisti online
  • creazione di un registro elettronico delle transazioni.

Sanzioni

Per chi viola il divieto:

  • multa da 500 a 3.000 euro
  • fino a 12.000 euro in caso di reiterazione.

Porto di coltelli

Previsto inoltre:

  • divieto di porto senza giustificato motivo di coltelli con lama oltre 5 cm
  • pena da 1 a 4 anni
  • aggravanti vicino a scuole, stazioni e metropolitane.

Ammonimento del questore e responsabilità dei genitori

Le nuove norme ampliano i casi in cui è possibile l’ammonimento del questore per minori tra 12 e 14 anni coinvolti in:

  • risse
  • lesioni
  • minacce
  • violenze con armi.

Per i genitori sono previste sanzioni da 200 a 1.000 euro se non dimostrano di non aver potuto impedire il fatto.

Zone rosse e più poteri ai prefetti

Il governo valuta di estendere i poteri dei prefetti per istituire zone rosse in aree con ripetuti episodi di illegalità. In tali zone potrebbe essere vietata la permanenza a soggetti segnalati per:

  • reati contro la persona
  • stupefacenti
  • porto d’armi.

Niente cauzione preventiva

Sembra invece essere saltata l’introduzione – più volte richiesta in particolare dalla Lega – di una cauzione preventiva da chiedere a chi organizza manifestazioni per rifondere da eventuali danni causati durante la stessa.

Il ruolo del Quirinale e le verifiche di costituzionalità

Il Colle segue il dossier con attenzione e attende il testo definitivo. La prassi prevede la valutazione del testo definitivo prima di eventuali rilievi.

Giorgia Meloni con il presidente Mattarella
Giorgia Meloni con il presidente Mattarella

I punti più delicati riguardano:

  • limitazioni della libertà personale
  • disparità di trattamento
  • requisiti di necessità e urgenza del decreto legge.

Per questo sono in corso riunioni tecniche tra uffici di Palazzo Chigi, Ministero dell’Interno e Ministero della Giustizia per “blindare” le norme.

La richiesta di Meloni alle opposizioni (e la risposta)

Le opposizioni hanno espresso solidarietà agli agenti aggrediti, ma non hanno aderito a una risoluzione politica unitaria proposta dalla premier, che nelle scorse ore aveva chiesto unità al Parlamento sul tema.

“È un ricatto – ha tagliato corto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi – è come se ci dicessero: o accettate le norme che adotteremo o sarete additati come quelli che stanno con i violenti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Avs. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli:

“Non si conoscono testi della risoluzione chiedono un’adesione in bianco. La richiesta di Meloni è una scatola vuota. Però, le modalità segnalano, quantomeno, un qualche elemento di stranezza: non era ancora capitato che una nota di Palazzo Chigi dicesse al Parlamento cosa fare“.

Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni

“Il Pd – hanno fatto sapere i capigruppo Francesco Boccia e Chiara Braga – ha già chiesto attraverso la sua segretaria Elly Schlein di non fare strumentalizzazione politica su questo tema. Ma se il Governo intende approvare già mercoledì nuove misure già annunciate e propagandate in queste settimane, su di esse ci confronteremo nella sede opportuna che è il Parlamento, attraverso l’esame di un provvedimento di legge”.

Più apertura dal M5S, che si è detto disponibile a condividere immediatamente una risoluzione a patto che il Governo ascolti le richieste del gruppo,  a partire da maggiori investimenti per sopperire alle carenze di organico nelle forze dell’ordine.