CRITICA

Avs: “Sapete quanto costa la corrente in Spagna? Non ci crederete. Noi troppo dipendenti da gas e Usa”

Il leader d'opposizione parla di “fallimento completo” della strategia energetica adottata dall’Esecutivo, un modello “costoso e inquinante” rispetto alle rinnovabili

Avs: “Sapete quanto costa la corrente in Spagna? Non ci crederete. Noi troppo dipendenti da gas e Usa”

Energia, scontro politico sulla strategia del Governo. E Angelo Bonelli (ma non solo) di Avs è andato all’attacco della premier Meloni.

Come detto, a lanciare un duro atto d’accusa è stato il deputato di Alleanza Verdi sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha parlato apertamente di “fallimento completo” della strategia adottata dall’Esecutivo.

Secondo l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, le scelte compiute negli ultimi anni avrebbero reso l’Italia “più povera, più fragile e più dipendente” sul piano energetico, aggravando il peso delle bollette su famiglie e imprese.

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Angelo Bonelli di Avs

Il nodo del gas e il rapporto con gli Stati Uniti

Al centro delle critiche c’è la decisione di puntare con forza sul gas, in particolare sulle forniture provenienti dagli Stati Uniti.

Una linea che, secondo Bonelli, avrebbe trasformato la necessaria diversificazione energetica in una nuova forma di dipendenza.

Il riferimento politico è diretto anche a Donald Trump, evocato come simbolo di un rapporto che – nelle parole del deputato – rischierebbe di configurarsi come una “sudditanza economica e politica”.

Giorgia Meloni e Donald Trump

Un’accusa pesante, che inserisce il tema energetico dentro una più ampia dinamica geopolitica.

Il confronto con la Spagna

A sostegno delle proprie tesi, Bonelli ha richiamato i dati sul costo dell’energia, mettendo a confronto l’Italia con la Spagna.

Secondo quanto dichiarato, il prezzo dell’energia elettrica sul mercato spagnolo sarebbe oggi pari a 8,36 €/MWh, contro i 160 €/MWh registrati in Italia.

Anche considerando la media dei primi mesi del 2026, il divario resterebbe significativo: 44 €/MWh in Spagna contro oltre 130 €/MWh nel nostro Paese.

Numeri che, per l’esponente ecologista, rappresentano la certificazione del costo delle scelte sbagliate”.

L’altro nodo, la povertà energetica

Ma non solo. Uno degli aspetti più critici riguarda l’impatto sociale.

Su questo versante, Bonelli ha parlato di 2,7 milioni di famiglie italiane in condizioni di povertà energetica, costrette a ridurre i consumi essenziali a causa dell’aumento delle bollette, in alcuni casi raddoppiate.

Un dato che riporta al centro del dibattito il tema dell’equità e della sostenibilità sociale delle politiche energetiche, oltre che quello della competitività del sistema produttivo.

Rinnovabili e transizione: altra partita senza soluzione

Nel mirino dell’opposizione anche il rallentamento delle energie rinnovabili e, più in generale, delle politiche per la transizione ecologica.

Secondo Bonelli, l’Italia avrebbe scelto di mantenere un modello energetico “costoso e inquinante, perdendo terreno rispetto ad altri Paesi europei.

Un’accusa che si inserisce nel dibattito più ampio sulla capacità del Paese di coniugare sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e riduzione dei costi.

Le parole di Bonelli segnano un nuovo capitolo nello scontro tra governo e opposizioni su uno dei dossier più delicati per l’economia italiana.

Da un lato, l’Esecutivo rivendica la necessità di garantire sicurezza e continuità negli approvvigionamenti.

Dall’altro, le opposizioni denunciano un modello che rischia di compromettere competitività e coesione sociale.

Il tema dell’energia si conferma così uno dei terreni centrali del confronto politico, destinato a incidere non solo sulle scelte industriali, ma anche sulla tenuta sociale del Paese.

Il Governo non ci sta, le azioni portate avanti dall’Esecutivo

Dal fronte dell’esecutivo, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin rivendica invece una strategia articolata.

Negli ultimi interventi pubblici, il ministro ha ribadito la necessità di accelerare sulle rinnovabili, considerate fondamentali sia per la sicurezza energetica sia per la decarbonizzazione del Paese.

Allo stesso tempo, ha sottolineato che “il gas continuerà a svolgere un ruolo di fonte di continuità nel mix energetico nazionale ancora per diversi anni”, mentre il Governo lavora a semplificazioni normative, allo sviluppo dei sistemi di accumulo e a nuovi investimenti anche sul fronte del nucleare di nuova generazione.

L’obiettivo dichiarato è aumentare significativamente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030, accompagnando la crescita della domanda energetica e rafforzando l’autonomia del sistema.

In questi giorni tra l’altro, Pichetto Fratin ha anche incontrato il Commissario Europeo per il clima, Wopke Hoekstra:

“È stato, come sempre con Hoekstra, un confronto positivo e costruttivo sui temi che interessano la decarbonizzazione. Abbiamo parlato di argomenti di grande interesse in questo momento per il nostro Paese come la proposta italiana sull’ETS, per ridurre il costo della nostra energia”.

Lo scontro sulle rinnovabili, anche Morani del Pd all’attacco

Sul fronte delle opposizioni, oltre a Bonelli, anche esponenti del Partito Democratico sono intervenuti sul tema.

In particolare Alessia Morani ha più volte richiamato la necessità di sbloccare gli investimenti nelle rinnovabili e accelerare la transizione energetica, sottolineando come i ritardi autorizzativi e le incertezze normative rischino di frenare la competitività del Paese rispetto ad altri partner europei.

Alessia Morani del Pd

Secondo la parlamentare dem, presentando una proposta concreta su energia e rincari delle bollette:

“Mentre la crisi energetica morde e le bollette continuano a gravare su famiglie e imprese, la destra ha scelto di affossare gli investimenti in energie rinnovabili. Dicono di voler proteggere l’economia, ma la realtà è opposta: affossare la transizione ecologica significa condannarci alla dipendenza dai combustibili fossili e dai ricatti dei regimi autoritari che li controllano. Investire massicciamente in sole, vento e idrogeno non è un vezzo da ambientalisti: è l’unica vera strategia di sovranità energetica”.
E ancora:
“Chi oggi ostacola gli investimenti in rinnovabili sta scientemente decidendo di mantenere alti i costi dell’energia a lungo termine, far perdere competitività alle nostre imprese, ignorare l’emergenza climatica che già oggi distrugge i nostri territori. Il 70% delle autorizzazioni per impianti di energia rinnovabile è fermo dentro i Ministeri. Se si vuole voltare davvero pagina vanno sbloccate immediatamente”.