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ALTA TENSIONE nel centrodestra

Scintille Salvini-Gelmini: "Conti fino a 5 prima di criticare Berlusconi". "Forza Italia non è ancora il suo partito"

Il leader della Lega bacchetta il ministro azzurro che in questi giorni sta lanciando forti segnali di insofferenza all'interno degli azzurri.

Scintille Salvini-Gelmini: "Conti fino a 5 prima di criticare Berlusconi". "Forza Italia non è ancora il suo partito"
Politica 23 Maggio 2022 ore 15:19

Gelmini contro Berlusconi, Salvini contro Gelmini. Centrodestra alla prova del 9, anzi del 5. La tenuta politica del Centrodestra alla prova dei numeri, della nuda matematica. Addirittura del contare, appunto fino a cinque.  E così, dopo i rimbrotti interni dal suo partito, a Mariastella Gelmini è arrivata in queste ore anche la bacchettata del leader della Lega, Matteo Salvini che si è speso del numero uno e fondatore di Forza Italia:

"Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque".

Mal di pancia in FI, Salvini in soccorso di Berlusconi

Le esternazioni del leader della Lega, sono arrivate a margine del suo intervento alla scuola di formazione politica del partito a Milano.

Le bacchettate di Salvini sono arrivate a commento dei giudizi del ministro agli Affari Regionali ( e fino alla scorsa settimana anche coordinatrice di Forza Italia in Lombardia), Mariastella Gelmini che ha "accusato" Berlusconi di essere "ambiguo" sulla guerra.

Un intervento a favore dell'ex premier che Salvini ha rimarcato poi in maniera ancor più esauriente:

"Con tutto il rispetto Silvio Berlusconi è Silvio Berlusconi, con tutto quello che ha fatto nella vita. A uno può piacere o meno, ma lascia traccia nella storia del nostro Paese".

Berlusconi, la replica di Gelmini: "Salvini pensi al suo partito"

La risposta della ministra azzurra non si è fatta attendere, tradendo forse anche un certo nervosismo seguito alle critiche per la nomina a commissario regionale lombardo di Licia Ronzulli, fedelissima di Berlusconi e in piena sintonia di strategie e azioni proprio con Matteo Salvini).

Ma non solo. Il botta e risposta tra Gelmini e Salvini è arrivato dopo la convention di Napoli di Forza Italia dove più di qualcuno si aspettava potessero essere fatti accenni importanti alla nascita di un "contenitore" Forza Italia-Lega.

Uno scenario visto non positivamente da Gelmini (ma sembra anche da Renato Brunetta). Ecco allora che il ministro ha punzecchiato il leader della Lega, proprio con un riferimento in tal senso:

"Invito il segretario della Lega, Matteo Salvini, a rispettare il dibattito interno a  un partito che per il momento non è il suo. Ho posto in Forza Italia un tema di linea politica su una posizione che comprendo bene non sia quella di Salvini, ma che riguarda la collocazione europeista e  atlantista di Forza Italia. Un problema che evidentemente esiste, visto che per due volte il partito è dovuto intervenire a chiarire, a prescindere da me".

Dalla guerra in Ucraina alla "guerra" in Forza Italia

In realtà, la convention di Forza Italia più che l'esplodere del dibattito sulla guerra in Ucraina, segnerà l'esplodere della guerra tra gli azzurri.

Di segnali ne sono già stati a Napoli. La senatrice azzurra Anna Maria Bernini nei ringraziamenti alla convention di Napoli non ha citato il ministro Gelmini, e ad Antonio Tajani è toccano fare il pompiere. In molti giurano che non tarderanno a esserci altri contraccolpi.

Le Amministrative del 12 giugno sono dietro l'angolo, poi si riaprirà lo spinoso tema delle Regionali.

Forza Italia contro Forza Italia, le parole dell'ex fedelissimo

E che la vicenda non sia "figlia" dell'Ucraina lo testimonia anche l'uscita di Alessandro Cattaneo (ormai ex fedelissimo di Gemini):

"In Forza Italia non ci sono malumori né mal di pancia. C'è forse un senso di malessere e disappunto che è solo di Mariastella Gelmini. E non per la guerra in Ucraina quanto forse per vicende personali".

Dunque un malessere del ministro bresciano nei confronti del leader verso il quale fino a poco tempo fa c'era un'autentica venerazione. Fino a quando proprio Gelmini non "denunciò" quella sorta di cerchio magico da cui Berlusconi avrebbe dovuto "star lontano" e ascoltare di più la corrente governativa, appunto lei e Brunetta.

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