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Salvini blinda lo statuto e apre ai territori: nasce la cabina di regia della Lega. Zaia e Fedriga restano…in panchina

Il nuovo organismo sarà da raccordo con le realtà locali e gli amministratori dei territori. Ma non ci sarà un nuovo vicesegretario

Salvini blinda lo statuto e apre ai territori: nasce la cabina di regia della Lega. Zaia e Fedriga restano…in panchina

Prove tecniche di “riappacificazione”. L’ennesimo tentativo di spegnere il clima incandescente all’interno del partito.

La Lega ci prova. O almeno, di sicuro Salvini.

Del resto, non potevano che essere queste giornate dalle temperature così alte e dal caldo asfissiante a segnare il clima che ribolle all’interno del partito.

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Fatto sta che Matteo Salvini, Ministro alle Infrastrutture e Trasporti e vicepremier, prova a riprendere l’iniziativa politica e a disinnescare le tensioni che da settimane attraversano la Lega.

Tra sondaggi in calo, il protagonismo crescente di Roberto Vannacci (dopo l’assemblea costituente di Roma, le ultime rilevazioni danno appunto ormai Lega e Futuro Nazionale alla pari) e le voci di malumori provenienti soprattutto dal Nord, il segretario nazionale ha scelto in queste ultime ore una linea chiara: nessuna resa dei conti interna, nessuna modifica delle regole del partito e un maggiore coinvolgimento della classe dirigente territoriale.

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Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il leader leghista ha respinto le ricostruzioni che lo descrivono isolato o sotto pressione da parte dei governatori e dei dirigenti settentrionali.

Le ha definite una “bolla speculativa” (un richiamo al mondo della Borsa e della Finanza forse non proprio casuale dal momento che in molti avevano parlato in questi giorni della “scalata” e dell’Opa di Zaia alla Lega) annunciando la creazione di una nuova struttura politica destinata a rafforzare il raccordo tra il vertice e gli amministratori locali.

La novità più significativa contro la “crisi”: la cabina di regia

La novità più significativa è infatti l’istituzione di una “cabina di regia” dei territori e delle autonomie”, un organismo ristretto che riunirà periodicamente governatori, ministri, capigruppo parlamentari, presidenti di Consiglio regionale, presidenti di provincia, sindaci e amministratori.

Un tavolo politico che, nelle intenzioni del segretario, dovrà accompagnare le scelte strategiche della Lega e garantire un confronto costante con chi governa sui territori.

Una novità illustrata ulteriormente nei dettagli e nell’agenda di lavoro dallo stesso Salvini:

“Ascolterò ancora di più i territori e gli amministratori. L’organismo sarà composto da non più di 15 persone e si riunirà con cadenza settimanale”.

Di fatto, un modo per dare voce alle realtà locali senza però mettere in discussione l’assetto della leadership.

Il tentativo di ricomporre le frattura, ma lo Statuto non si tocca

Proprio sul tema delle regole interne arriva infatti il messaggio più netto.

Negli ultimi giorni, nel partito si erano moltiplicate le indiscrezioni su possibili modifiche statutarie o su nuovi equilibri ai vertici federali.

Salvini ha chiuso la partita senza lasciare margini di interpretazione:

“Per ora non cambia, ci penseremo fra tre anni”.

Una risposta importante nei toni e nei contenuti (e nella sinteticità) che vale sia per chi immagina un riequilibrio dei poteri interni sia per chi auspica(va) un’accelerazione verso una fase post-Salvini.

Zaia e Fedriga “timidi”, si va avanti con l’attuale segretario

L’altro capitolo riguarda il ruolo dei governatori del Nord, da tempo considerati i principali punti di riferimento di un’area che chiede maggiore peso politico.

Della questione del Nord “snobbata” rispetto alle attenzioni verso temi che in molti hanno fatto notare centrare poco con il Carroccio (su tutti, il Ponte sullo Stretto) si è parlato tantissimo, anche e soprattutto a fronte del costante calo dei sondaggi.

Luca Zaia e Matteo Salvini

Nelle ultime settimane i nomi di Luca Zaia (ex governatore del Veneto) e Massimiliano Fedriga (governatore del Friuli Venezia Giulia) sono stati più volte indicati come possibili vicesegretari o come figure chiamate a rafforzare la guida del partito.

Anche su questo fronte, però, il leader leghista smentisce che ci possano novità, avvicendamenti o “affiancamenti” (che però avrebbero tanto il sapore di un commissariamento):

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Matteo Salvini con…alle sue spalle Massimiliano Fedriga

“Non c’è un’urgenza vicesegretario nella Lega. E né l’uno né l’altro si sono fatti avanti”.

Salvini ha ricordato inoltre che Zaia “ha sempre detto che di Lega ce n’è una sola”, sottolineando così l’assenza di contrapposizioni formali all’interno del partito.

Un passaggio che arriva mentre nella base continuano a emergere segnali di insofferenza e richieste di rinnovamento, come dimostrano gli striscioni comparsi nelle scorse settimane tra Veneto e Lombardia a sostegno del governatore veneto.

Il segretario ha minimizzato anche questi episodi e ha insistito sulla necessità di concentrarsi sui temi politici piuttosto che sulle dinamiche interne:

“Tutte queste cose alla nostra base interessano lo 0,1 per cento. Le priorità dei militanti restano sicurezza, lotta alla burocrazia e opposizione ai conflitti internazionali”.