Prevenzione sanitaria

Salute cardiovascolare, Picaro (FdI-ECR): “Vince la linea italiana del buon senso: no a divieti ideologici”

L'eurodeputato Picaro rivendica il risultato politico a tutela delle filiere agroalimentari nazionali e del consumo responsabile

Salute cardiovascolare, Picaro (FdI-ECR): “Vince la linea italiana del buon senso: no a divieti ideologici”

“In Commissione SANT abbiamo ottenuto un risultato politico importante: sulla salute cardiovascolare è prevalsa una linea equilibrata, pragmatica e fondata sulle evidenze scientifiche. È la vittoria del buon senso contro chi voleva trasformare la prevenzione in un insieme di divieti, tasse e penalizzazioni ideologiche”.

Lo dichiara Michele Picaro, eurodeputato di Fratelli d’Italia – ECR e relatore ombra sul dossier relativo alla salute cardiovascolare, a seguito del voto espresso nella giornata di oggi, mercoledì 24 giugno 2026, a Bruxelles.

“Come Fratelli d’Italia ed ECR abbiamo lavorato per correggere un’impostazione iniziale troppo sbilanciata su restrizioni generalizzate, misure fiscali e approcci ideologici su tabacco, alcol, alimentazione e stilsi di vita. Il voto di oggi conferma che una politica sanitaria efficace deve essere proporzionata, realistica e rispettosa delle competenze degli Stati membri”, spiega il parlamentare europeo.

Distinzione tra consumo responsabile e nocivo

“Sull’alcol è passata la linea italiana che abbiamo difeso con determinazione: distinguere con chiarezza tra consumo responsabile e consumo nocivo, evitando approcci proibizionisti o penalizzanti per il vino e per le nostre filiere di qualità. Sull’alimentazione abbiamo valorizzato i modelli tradizionali salutari, a partire dalla dieta mediterranea, evitando derive punitive contro specifiche filiere. Sul tabacco è stato riconosciuto un principio importante: prodotti diversi possono avere profili di rischio diversi e le politiche pubbliche devono tenerne conto”, prosegue l’esponente politico.

“È un risultato che tutela la salute dei cittadini senza criminalizzare il Made in Italy”, aggiunge infine il relatore ombra del dossier, sottolineando la centralità delle evidenze scientifiche rispetto alle impostazioni restrittive generalizzate.