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Rottamazione quinquies e rate più lunghe: decidono le Regioni, scadenza il 30 giugno

Coinvolte migliaia di cartelle, fra multe, Imu e Tari

Rottamazione quinquies e rate più lunghe: decidono le Regioni, scadenza il 30 giugno

La rottamazione quinquies cambia perimetro e si allarga anche ai debiti territoriali. Non più soltanto cartelle statali, contributive o comunque già comprese nella definizione agevolata nazionale: con il decreto fiscale 2026 entra in gioco anche il capitolo di Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane. Ma con una differenza decisiva: non sarà una misura automatica. A decidere saranno i singoli enti, che dovranno scegliere se aderire o meno entro il 30 giugno 2026.

La novità: sanatoria locale solo dove l’ente dice sì

L’estensione è contenuta nell’articolo 10-quinquies del disegno di legge di conversione del decreto-legge 38/2026, il cosiddetto decreto fiscale. La norma consente di applicare la rottamazione quinquies anche ai carichi degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma solo se l’ente, nell’esercizio della propria autonomia impositiva, ne prevede l’applicazione. In sostanza: una cartella IMU, TARI o relativa ad altre entrate locali potrà rientrare nella definizione agevolata solo se il Comune o la Regione competente avrà deliberato in tal senso.

La scelta dovrà passare da una delibera, con natura regolamentare, da approvare, pubblicare sul sito istituzionale e trasmettere ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno. IFEL, la Fondazione dell’Anci per la finanza locale, ha già predisposto una nota di approfondimento e uno schema di delibera per supportare gli enti, segno che i tempi sono stretti e che la partita si giocherà soprattutto nelle prossime settimane.

Cosa può rientrare

Nel perimetro possono finire debiti tributari e anche alcune entrate patrimoniali affidate alla riscossione, sempre riferite al periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2023. Tra gli esempi più rilevanti ci sono IMU, TARI, canone unico patrimoniale, multe stradali, rette scolastiche e altri crediti locali. Per le sanzioni del Codice della strada, però, il beneficio non cancella la multa in sé: come nelle precedenti rottamazioni, l’agevolazione riguarda soprattutto interessi, maggiorazioni e aggio.

È questo il punto più delicato per i contribuenti: la rottamazione non sarà uguale in tutta Italia. Due persone con lo stesso tipo di debito potrebbero avere trattamenti diversi solo perché residenti o debitori verso enti differenti. Una sanatoria a macchia di leopardo, quindi, che dipenderà dalle scelte politiche e di bilancio di ciascun territorio.

Rate più lunghe: fino a 54 pagamenti

La misura locale ricalca l’impianto della rottamazione quinquies nazionale. Il beneficio consiste nella possibilità di pagare il dovuto senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione più lunga rispetto al passato: fino a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni, con rata minima da 100 euro e interessi al 3% annuo in caso di pagamento dilazionato.

Per la rottamazione nazionale, la domanda si è chiusa il 30 aprile 2026. Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà comunicare entro il 30 giugno 2026 l’esito della richiesta, l’importo dovuto e i moduli di pagamento; la prima o unica rata scadrà il 31 luglio 2026.

Per gli enti locali, invece, il calendario è diverso: prima devono decidere gli enti entro il 30 giugno; poi l’Agenzia dovrebbe rendere disponibili i dati dei carichi dal 15 settembre; le domande dei contribuenti potranno essere presentate dal 16 settembre al 31 ottobre 2026; il primo pagamento, in unica soluzione o come prima rata, è atteso al 31 gennaio 2027.

Incassare di più o rinunciare a sanzioni?

Per Regioni e Comuni la decisione non è banale. Da un lato, aderire alla rottamazione può aumentare la probabilità di incassare crediti vecchi, spesso difficili da recuperare. Dall’altro, significa rinunciare a una parte delle somme iscritte a ruolo, in particolare sanzioni e interessi. La legge chiede infatti agli enti di valutare la propria situazione economico-finanziaria e la capacità della misura di migliorare la riscossione.

Per i cittadini, il messaggio è pratico: non basta sapere che esiste la rottamazione quinquies. Bisognerà controllare se il proprio Comune o la propria Regione aderirà davvero. Solo dopo la delibera dell’ente, e nei termini fissati dal nuovo calendario, sarà possibile capire se il debito potrà essere chiuso con una definizione agevolata e con rate più lunghe