Immagini vergognose

Il video dell'imbarazzante rissa alla Camera: cosa è successo

Rissa tra Donno (M5S) e Iezzi (Lega), e molti altri, durante la discussione sul Ddl Autonomia

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Una sceneggiata imbarazzante, una rissa degna di un saloon, con decine di persone che si accalcano tra loro urlando e sbraitando, alcuni muovendo le mani. E dove accade tutto ciò? Alla Camera dei deputati, che diventa all'improvviso un ring mentre si discute del disegno di legge sull'autonomia differenziata. Uno spettacolo indecoroso - da qualunque punto di vista lo si guardi - iniziato quando il deputato Leonardo Donno (Movimento Cinque Stelle) ha abbandonato i banchi dell'opposizione per consegnare una bandiera tricolore al ministro Roberto Calderoli. E da lì è scoppiato il finimondo.

Rissa alla Camera: cosa è successo

L'opposizione ha vibratamente protestato contro il Ddl sull'autonomia, esponendo e sventolando bandiere tricolori e intonando Bella Ciao. E fin qui, tutto nella norma. Ma a un certo punto il pentastellato Donno si è alzato per andare a consegnare un tricolore a Calderoli.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana, applicando il regolamento, ha sollecitato i commessi parlamentari a fermare Donno dichiarandone l'espulsione. Ma prima dei commessi sono arrivati alcuni deputati della maggioranza, che hanno deciso di intervenire direttamente a "difesa" di Calderoli. Ed è scoppiato il caos.

La versione di Donno e del centrosinistra

Come sempre in questi casi ci sono due versioni. Ma a differenza delle risse da bar, dove tutti si vantano di averle "date", qui si fa gara a dire che sono stati gli altri i più violenti.

Secondo la versione di Donno (e dell'opposizione) il deputato M5s sarebbe stato aggredito e colpito da Igor Iezzi (Lega), e successivamente da altri, con colpi allo sterno che gli avrebbero "tolto il respiro" fino a farlo crollare.

"Ho dovuto fare sette o otto volto l'elettrocardiogramma. Ho avuto paura, faticavo a respirare. Li denuncerò".

Giuseppe Conte, leader dei Cinque Stelle, tuona:

"Siamo arrivati alle violenze dai banchi della maggioranza Meloni. Hanno aggredito il nostro Leonardo Donno perché ha portato il tricolore al Ministro Calderoli, perché diciamo no alla secessione dell'Italia firmata Meloni, Salvini e Tajani. È uscito in barella dalla Camera dei deputati. Giù le mani da noi, giù le mani dal nostro tricolore. Non passerete. Vergogna".

Secondo Nicola Fratoianni (Avs) "Iezzi ha colpito  ripetutamente Donno con dei pugni sulla testa, facendolo stramazzare a terra".

La versione della maggioranza

Totalmente differente la versione della maggioranza, sostenuta dal sottosegretario leghista Massimo Bitonci:

"Ero ai banchi del governo e non ho visto pugni, solo spintoni. Donno abbracciava il ministro, il suo è stato un gesto violento".

Anche Federico Mollicone attacca Donno, definendo il suo gesto "oltraggioso e irrispettoso".

Interviene anche Iezzi, che la butta sull'ironia e sul sarcasmo, pubblicando un video delle simulazioni nel mondo del calcio e sostenendo che Donno "non era neanche in area".

Chi ha ragione? Francamente, poco ci importa. Rimane l'ennesima figuraccia di un Parlamento che anziché interrogarsi sul perché la metà degli italiani non ha votato alle Europee continua a cercare di allontanare ancora di più i cittadini dalla politica con spettacoli decisamente poco dignitosi.

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Gennaro Gerosa

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