Politica
La rivalità

Le 13 domande del Movimento 5 stelle a Renzi: la resa dei conti in un duello in Tv con Conte?

I 13 quesiti al leader di Italia Viva sono stati pubblicati sul blog del M5S. La replica: "Preparo anche io qualche domanda".

Le 13 domande del Movimento 5 stelle a Renzi: la resa dei conti in un duello in Tv con Conte?
Politica 16 Novembre 2021 ore 15:59

Renzi-Conte, la resa dei conti dei due leader di Italia Viva e Movimento 5 Stelle ed ex presidenti del Consiglio finirà in un duello in Tv? La proposta è stata lanciata proprio da Matteo Renzi dopo la pubblicazione di 13 domande "scomode" al suo indirizzo da parte del M5S sul proprio sito web ufficiale. La rivalità Renzi-Conte è destinata ad "arricchirsi" di una nuova puntata.

 

Renzi-Conte, l'affondo del Movimento 5 Stelle

nelle scorse ore l'affondo del Movimento 5 Stelle è arrivato sul sito web ufficiale. Tredici interrogativi con un "cappello" indirizzato non solo all'ex leader del Partito democratico, ma anche di "contenuti" rivendicando lo spirito del M5S che tanto aveva fatto breccia tra gli elettori.

"Queste domande sono poste dal Movimento 5 Stelle nell’interesse di tutti i cittadini, a garanzia dei principi di piena trasparenza e accountability, che devono contraddistinguere l’operato di tutti i politici e che sono fondamentali per alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella classe politica. Su questi aspetti il Movimento 5 Stelle non è disponibile ad arretrare di un millimetro. La politica non può essere solo questione di rispetto delle norme, penali in particolare. Per noi la politica, in via primaria e imprescindibile, è questione di rispetto della dignità delle persone e di “disciplina e onore”. In definitiva, è questione di etica pubblica. Senza coscienza morale, il nostro Paese non ha futuro".

Le 13 domande "scomode" all'ex leader del Partito democratico

Ecco i quesiti che i pentastellati hanno rivolto all'ex leader del Partito democratico e ora leader di Italia Viva.

1) Senatore Renzi, lei ha definito un’“ipotesi di scuola” il progetto mirato a creare una “struttura di propaganda antigrillina” e a diffondere “rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica” del M5S e di alcuni giornalisti. Ma a che tipo di “scuola” e di “offerta didattica” lei e i suoi collaboratori vi siete dedicati?

2) Questo progetto, già a una prima lettura, presenta una quantità impressionante di profili di illiceità (investigatori privati, siti anonimi, server sottratti alla legge italiana, diffusione di notizie false e diffamatorie etc.). Come mai lei, all’epoca segretario del Partito democratico, anziché prendere le distanze da questo inquietante progetto lo inoltrò, via iphone, senza alcun commento, a un altro suo collaboratore, ingenerando – oggettivamente – l’equivoco che la sua intenzione fosse di dar seguito a questo progetto?

3) Come mai ha ritenuto di ribadire, ancora recentemente, la “stima” nei confronti del giornalista che ha elaborato questo progetto, nonostante la palese violazione delle regole deontologiche dei giornalisti e il palese contrasto con la tutela dei diritti fondamentali degli esponenti del Movimento 5 Stelle e dei giornalisti presi di mira? Quali sono le ragioni per cui non vuole o non può stigmatizzare l’operato di chi ha lavorato a questo progetto?

4) Il progetto prevedeva di far “riprendere dai media tradizionali” questa campagna denigratoria grazie a “una serie di interlocutori, nei giornali e nelle tv, con cui costruire un rapporto personale e fiduciario”. Non ritiene di doversi scusare con il Movimento 5 Stelle e con le persone che il piano da lei ricevuto e trasmesso si proponeva di “distruggere” e “diffamare”?

5) Come spiega la mail inviata a un suo stretto collaboratore che conterrebbe l’indicazione di conoscere le scalette e di indirizzare i contenuti delle tv? Può inoltre spiegare i contenuti  dell’“accordo” – di cui si parla nelle carte dell’inchiesta – tra il suo ex-portavoce Agnoletti e Orfeo e dell’“accordo” per Mediaset? Può spiegare il significato dell’espressione “dare uno sguardo particolare su Gruber, Floris, Formigli, Giletti, Minoli”? Le paiono comportamenti consoni a un ex premier nonché leader di un partito e rispettosi della libertà di informazione? Le paiono accordi compatibili con incarichi dirigenziali nel servizio pubblico radiotelevisivo?

6) Lei ha spesso accusato altri partiti di usare social network per le loro “macchine del fango”, per le loro “bestie” e le “notizie false diffuse solo per screditare gli avversari”. Come spiega le carte emerse dall’inchiesta sulla fondazione Open secondo cui, nel marzo 2017, il coordinatore della sua comunicazione inviò una mail in cui si parlava esplicitamente di 16 persone che gestivano 128 account postando contenuti denigratori nei confronti del Movimento 5 Stelle? Ora che si scopre che queste iniziative venivano elaborate e discusse dai suoi collaboratori: intende prendere le distanze da loro e, nel caso in cui lavorino ancora con lei, intende allontanarli oppure certe condotte sono censurabili soltanto se attribuite ad altri?

7) Al di là di eventuali divieti di legge, le sembra compatibile con il principio costituzionale di “disciplina e onore” la condotta di un parlamentare che incassa lauti compensi dal Governo saudita e apprezza il “nuovo rinascimento arabo” nonostante la innegabile compressione dei diritti fondamentali delle persone, in particolare delle donne e degli omosessuali, e le terribili accuse per l’assassinio del giornalista Khashoggi? Lei è stato componente in questa legislatura della Commissione Difesa e poi Esteri del Senato: come può un parlamentare garantire i cittadini italiani di difendere i loro interessi se si lascia finanziare da governi esteri?

8) Lei, a parole, ha mostrato di avere a cuore le battaglie per i diritti civili. Le sembra coerente con queste dichiarazioni la sua assenza al momento del voto sul ddl Zan, in Senato, motivata da una ennesima trasferta in Arabia Saudita?

9) Le carte dell’inchiesta testimoniano l’urgenza di chiudere la fondazione Open entro il 31 gennaio 2019 in modo da evitare l’applicazione della legge Spazzacorrotti (n. 3/2019), fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. Per quale ragione eravate così preoccupati sino a preferire la liquidazione affrettata di Open, che ha portato ad accertare una perdita ingente e a rinunciare ai fondi residui del Comitato per il sì al referendum?

10) Intende contrastare o non si opporrà, con il suo partito Italia Viva, alla battaglia che il Movimento 5 Stelle sta conducendo in Parlamento per introdurre una più stringente normativa sul conflitto di interessi, con esplicito divieto per i parlamentari italiani di ricevere finanziamenti da governi stranieri?

11) Lei, con il suo partito Italia Viva, siete stati i più fieri oppositori dell’annullamento della concessione autostradale ad “Autostrade per l’Italia”, controllata dai Benetton tramite Edizione Holding. In particolare, nel 2018, dopo il crollo del Ponte Morandi, lei attaccò la procedura di annullamento della concessione, precisando di “non avere preso un euro dai Benetton”. Come mai, nel 2019, ha invece accettato un finanziamento da Alessandro Benetton, membro del Cda di Edizione Holding? Non ha ritenuto quantomeno inopportuno ricevere somme dai Benetton a procedura ancora aperta? E perché non avvertì il bisogno di informare i suoi elettori di questo bonifico, visto che si era vantato del contrario?

12) Lo stesso discorso vale per i finanziamenti a Open da parte di alcuni gruppi imprenditoriali, che per l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Firenze sarebbero illeciti e addirittura corruttivi, in quanto seguiti da provvedimenti normativi favorevoli ai soggetti finanziatori. Il procedimento penale avrà il suo corso e lei avrà le più ampie possibilità di far valere le sue ragioni. Ma non crede che questi comportamenti rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella classe politica? Non pensa che l’etica pubblica sia un valore da preservare, a prescindere dalla sfera della responsabilità penale?

13) Nel gennaio del 2018, durante la trasmissione tv Matrix, esibì ai telespettatori il suo estratto conto di circa 15.000 euro, affermando testualmente: “Se volete fare i soldi, non fate politica… Se vuoi fare i soldi vai nelle banche d’affari, prendi i contratti milionari che ti offrono, non ti metti a fare il politico. Chi fa il politico ha questi conti correnti, non ne ha altri. Se ne ha altri c’è qualcosa che non torna… Io sulla trasparenza non faccio sconti a nessuno … Mi piacerebbe che per trasparenza tutti quelli che fanno politica presentassero anche tutti i conti correnti, dove li hanno e come tirano fuori i soldi”. Perché oggi si lamenta che nelle carte dell’inchiesta in corso siano stati acquisiti alcuni finanziamenti che risultano dal suo estratto conto? Perché non ha avvertito l’esigenza, per il principio di trasparenza da lei stesso più volte invocato, di informare i suoi elettori, man mano che i suoi conti correnti lievitavano con ogni sorta di introiti?

La risposta del leader di Italia Viva

A stretto giro di posta è arrivata la replica di Matteo Renzi che ha commentato spiegando di esser pronto a rispondere in Tv e a sua volta preparare 13 domande per Giuseppe Conte (anche se a dir la verità i 13 quesiti a lui indirizzati compaiono a firma generica del Movimento 5 Stelle) con temi altrettanto spinosi: dalle mascherine usate durante la fase emergenziale del Covid al caso dei contributi che sarebbero stati erogati dal Venezuela al Movimento 5 Stelle.

Se il duello Renzi-Conte seguirà ai grandi faccia a faccia politici in Tv del passato più o meno recente (Berlusconi e Occhetto, Berlusconi e Prodi), al momento non è dato sapere, ma di certo la rivalità Renzi-Conte nel panorama del Centrosinistra, specie dopo le esperienze di entrambi alla guida del Governo, non sembra destinata a esaurirsi in breve tempo.