Si alzano i toni

Referendum giustizia, scontro tra Nordio e magistratura: polemica sul “sistema para-mafioso” del Csm

Gratteri: "Parole che si commentano da sole". Ma il ministro tira dritto: "Reazione scomposta"

Referendum giustizia, scontro tra Nordio e magistratura: polemica sul “sistema para-mafioso” del Csm

Lo scontro politico e istituzionale sul referendum sulla riforma della giustizia si intensifica dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito le correnti del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) parte di un “meccanismo para-mafioso”. Le parole del Guardasigilli hanno provocato reazioni durissime da parte dell’opposizione, della magistratura associata e di numerosi esponenti istituzionali, alimentando un clima già teso in vista della consultazione referendaria.

Cosa ha detto Nordio: accuse al sistema delle correnti del Csm

In un’intervista a Il Mattino di Padova, Nordio ha criticato duramente il funzionamento interno del Csm, sostenendo che le correnti della magistratura avrebbero creato una “consorteria autoreferenziale” basata su logiche di potere e carriera.

Secondo il ministro:

  • il 97% dei magistrati è iscritto all’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), una percentuale definita “bulgara”;
  • l’iscrizione alle correnti sarebbe determinante per l’avanzamento di carriera;
  • durante le elezioni del Csm si creerebbero dinamiche di scambio di favori;
  • senza l’appoggio di una corrente o di un “padrino”, un magistrato sarebbe penalizzato.

Nordio ha quindi difeso la proposta del sorteggio per la selezione dei membri del Csm, sostenendo che questo sistema potrebbe “rompere il meccanismo para-mafioso” e superare quello che ha definito un “verminaio correntizio” e un “mercato delle vacche”.

Il Guardasigilli ha inoltre precisato che le sue affermazioni si basano su dichiarazioni già espresse in passato da magistrati, tra cui Nino Di Matteo, che nel 2019 parlò di una degenerazione del correntismo con caratteristiche simili a una “mentalità e metodo mafioso”.

Le reazioni delle opposizioni: “Parole gravi e irresponsabili”

Le dichiarazioni del ministro hanno suscitato immediate proteste da parte delle opposizioni. Tra i più critici la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che hanno accusato Nordio di aver superato il limite del confronto politico, attaccando l’indipendenza della magistratura.

Le opposizioni hanno parlato di affermazioni “irresponsabili” e offensive nei confronti di magistrati che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità organizzata, sottolineando il rischio di uno scontro istituzionale senza precedenti.

Anche il Comitato società civile per il No, presieduto da Giovanni Bachelet, ha espresso “composta costernazione” per le parole del ministro.

Dal Centrodestra, invece, è arrivato il sostegno di esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno difeso Nordio parlando di polemiche strumentali e invitando a concentrarsi sul merito della riforma.

La risposta della magistratura e dell’Anm

Durissima anche la replica dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha accusato il ministro di “avvelenare i pozzi” e di utilizzare un linguaggio che offende la memoria delle vittime della mafia e il lavoro quotidiano dei magistrati impegnati contro la criminalità organizzata.

In una nota ufficiale, l’Anm ha sottolineato che le dichiarazioni di Nordio rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni giudiziarie e di delegittimare l’intero sistema giudiziario.

Critico anche il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che in un’intervista a la Repubblica ha definito le parole del ministro “inaccettabili”, sostenendo che affermazioni di questo tipo non necessitano neppure di commento per la loro gravità.

La controreplica di Nordio: “Indignazione scomposta”

Il ministro ha respinto le accuse, definendo “scomposta” l’indignazione per le sue dichiarazioni e ribadendo di aver semplicemente citato opinioni espresse in passato da magistrati. In un colloquio con il Corriere della Sera, Nordio ha dichiarato di aver raccolto numerose dichiarazioni critiche sul correntismo e di essere pronto a citarle pubblicamente durante la campagna referendaria.

“Ne dirò una al giorno”, ha promesso.

Il Guardasigilli ha inoltre escluso qualsiasi rischio politico per il governo in caso di vittoria del No al referendum, affermando che la consultazione riguarda esclusivamente la riforma della giustizia e non la stabilità dell’esecutivo.

Referendum giustizia e riforma del Csm: il nodo del sorteggio

Al centro dello scontro c’è il sistema di selezione dei membri del Csm, organo di autogoverno della magistratura. La riforma proposta introduce il sorteggio come strumento per limitare il peso delle correnti e ridurre le logiche di appartenenza.

Secondo il Governo, questa misura garantirebbe maggiore imparzialità e trasparenza. Per i critici, invece, il rischio è indebolire l’autonomia della magistratura e aumentare l’influenza della politica.

Un clima sempre più teso in vista del voto

La polemica tra Governo, opposizioni e magistratura conferma quanto il referendum sulla giustizia sia diventato uno dei temi più divisivi del dibattito politico italiano. Le dichiarazioni di Nordio hanno contribuito ad alzare ulteriormente la tensione, trasformando il confronto su una riforma tecnica in uno scontro politico e istituzionale più ampio.

Con l’avvicinarsi del voto, è probabile che il confronto resti acceso, con implicazioni rilevanti non solo per il futuro della riforma, ma anche per l’equilibrio tra poteri dello Stato e la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario.