Lo spoglio

Referendum giustizia: ha vinto il No. Meloni: “Rispettiamo il voto degli italiani e andiamo avanti”

Affluenza alta: i risultati dello spoglio e le reazioni minuto dopo minuto

Referendum giustizia: ha vinto il No. Meloni: “Rispettiamo il voto degli italiani e andiamo avanti”

Urne chiuse dalle 15 per il referendum sulla giustizia. Lo spoglio, i risultati e le reazioni in diretta.

Si è votato per confermare o respingere la riforma della giustizia, che prevede, tra le altre cose, la separazione delle carriere nella magistratura.

Diretta in corso

Anche Schlein dice sì alle primarie

Anche Elly Schlein, dopo il risultato referendario, sulla scia di Conte e Renzi, dice sì alle primarie di coalizione per le prossime Politiche.

Schlein: “Fermata una riforma sbagliata”

“Abbiamo vinto, c’è una maggioranza del paese che ha fermato una riforma sbagliata e che ha partecipato per difendere la Costituzione. Una vittoria che è ancora più bella perché ricorda che partivamo da una sconfitta annunciata e invece abbiamo ribaltato quell’esito”.

Così Elly Schlein commenta il risultato del referendum.

“I giovani hanno fatto la differenza. Nonostante sia stato sottratto il diritto a votare fuori sede. Ci impegnamo quando vinceremo le elezioni politiche a fare una legge per farli votare”.

“La verità dai dati che emergono è cche ci sono più elettori di destra che hanno votato no che non il contrario”.

“E’ stato un no a una riforma sbagliate dannosa che alterava l’equilibrio dei poteri sancito dalla nostra Costituzione. Ma penso che sia stato in parte anche un no all’arroganza di questo governo che voleva cambiare la Costituzione”.

Parla Schlein: “Un no all’arroganza del Governo”

In diretta la conferenza stampa di Elly Schein:

“E’ stato un no all’arroganza del Governo che voleva cambiare la Costituzione da solo”.

“Chi ha votato sì lo ha fatto per migliorare la giustizia, ma questo no si fa mettendo i giudici sotto il controllo del Governo”.

Tajani: “Accettiamo il voto degli italiani”

Anche il vicepremier Antonio Tajani accetta il risultato.

“Il popolo sovrano si è espresso e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”.

Nordio: “Non attribuiamo significato politico al referendum”

“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo e imparziale”.

“Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico”.

E’ il commento del ministro della Giustizia Nordio sul risultato del referendum. Anche lui sottolinea il dato positivo dell’affluenza.

Anche Renzi vuole le primarie nel Centrosinistra

Dopo Conte, anche Matteo Renzi rilancia l’idea delle primarie nel Centrosinistra in vista delle prossime Politiche.

Barelli (FI): “Voto politico, andiamo avanti”

“Il risultato del referendum pare ormai consolidato con circa il 45% dei sì e il 55% di no e quindi viva chi ha vinto, anche se è stato un voto più politico che nel merito della riforma. Noi proseguiremo con il governo per far sì che il nostro paese esca dalle attuali crisi internazionali”.

Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli.

 

Conte: “Avviso di sfratto per il Governo”

“Oggi nasce una nuova stagione politica, una nuova primavera: i cittadini hanno detto che vogliono che siano curati dal governo le loro priorità e i loro bisogni e non i bisogni della classe politica”.

Così Giuseppe Conte al Tg1.

“Possiamo dire che dopo quattro anni abbiamo zero riforme: l’esito del referendum è un avviso di sfratto per il governo”.

A Napoli i magistrati festeggiano cantando “Bella ciao”

Nella saletta dell’Anm a Napoli i magistrati festeggiano la vittoria del No cantando “Bella ciao”.

Conte lancia le primarie di coalizione

Dopo il successo referendario, Giuseppe Conte lancia le primarie di coalizione per determinare il leader del Centrosinistra alle prossime Politiche.

Le parole di Giorgia Meloni

Prima reazione di Giorgia Meloni.

Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione.
Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia.

Conte: la conferenza stampa in diretta

La diretta delle parole di Giuseppe Conte.

“I cittadini vogliono cambiare pagina, vogliono una politica più attenta alle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste”.

“E’ un voto politico. Registriamo che Meloni è andata in tutte le Tv e persino nei podcast. Ha parlato a reti unificate senza possibilità di essere contraddetta, con argomenti a volte menzogneri”.

Fratoianni: “Cambia il vento”

Esulta il leader di Avs Nicola Fratoianni.

“Uno splendido messaggio anche per l’opposizione: da qui in avanti cambia il vento, la musica, si comincia a guardare alle elezioni con altro spirito”.

 

Come hanno votato gli elettori dei vari partiti

Di seguito, le stime di voto degli elettori dei singoli partiti. Colpisce soprattutto il dato di coloro che sono tornati alle urne dopo aver disertato le Europee 2024.

Fontana (Corriere): “Prima battuta d’arresto per il Governo, che non è più invincibile”

“E’ la prima vera battuta d’arresto per questo governo, insomma la laurea di invincibilità non c’è più. Ma soprattutto viene bloccata la prima grande riforma del Centrodestra, e probabilmente non ce ne saranno altre”

“Rivoluzionare l’assetto costituzionale del Paese è un punto da archiviare e probabilmente il ragionamento che Meloni deve fare per il prossimo anno e mezzo che manca alle elezioni sarà su altri su altri temi”.

Così Luciano Fontana (Corriere della Sera).

Renzi: “Messaggio a Meloni”

“La partita mi pare ormai chiusa. Il No a sorpresa ha vinto il referendum. Oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del Governo e del modo arrogante con cui il Governo ha fatto questa riforma”.

“Io mi sono dimesso quando ho perso il referendum, Meloni avrà il coraggio?”.

Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

Fusani (L’Altravoce): “Ci saranno ripercussioni sul Governo”

Claudia Fusani (L’Altravoce Il Quotidiano) sulle ripercussioni del voto nella maggioranza:

“È chiaro che, come è stato detto, la presidente del Consiglio subisce per la prima volta una ferita e diventa vulnerabile. Non credo però scalabile, perché comunque il suo peso specifico in questa maggioranza è enorme”.

“Potrebbe però avere problemi nella sua maggioranza: abbiamo visto uno dei due alleati ieri fischiato a Pontida, mentre questa era la riforma di Forza Italia e l’hanno persa”.

Bignami: “Niente ripercussioni sul Governo, ottimo dato affluenza”

Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia):

“Quando gli italiani si esprimono il risultato è sempre da accettare. E’ positivo il fatto che abbiano votato in tanti, a dimostrazione che quando i temi sono sentiti c’è coinvolgimento”.

 

E poi ancora, sugli effetti del voto:

“Questo quesito referendario era inserito il nostro programma elettorale e avevamo il dovere di presentarlo. Abbiamo detto fin da subito che non ci sarebbero state ripercussioni sul Governo”.

Conte: “Salvata la Costituzione”

Il leader del Movimento Cinque Stelle esulta:

“Ce l’abbiamo fatta. Viva la Costituzione”.

Conte convoca conferenza stampa alle 16.30

Giuseppe Conte, leader del MoVimento 5 Stelle, ha convocato una conferenza stampa alle 16:30 nella sede del nuovo Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Conte vota per il referendum

Fratelli d’Italia: risultato non incide sul Governo

Fratelli d’Italia, a seguito dei primi risultati, chiarisce:

“Abbiamo detto sin da subito che un eventuale esito negativo non avrebbe influito sul Governo”.

Scrutinio a metà: No avanti di quasi 10 punti

A quasi metà scrutinio il No è avanti di quasi 10 punti.

Bachelet esulta: “Vittoria importante”

“Sembra proprio che il no  abbia vinto.  Sono molto contento che questa battaglia per la difesa dell’autonomia e anche dell’onore della magistratura, uno dei pilastri che garantisce la democrazia”.

Esulta  Giovanni Bachelet, del Comitato No.

“Penso che sia una vittoria che, come quella della lotta partigiana o quella del referendum con pochissimo margine tra monarchia e repubblica, sia una vittoria non per noi ma per tutti. Nel lungo periodo saranno tutti contenti che abbia vinto il no”.

Zanon: “Partecipazione, base per la democrazia”

“Viva la democrazia, è stato un grande successo di partecipazione e di affluenza”.

Così Nicolò Zanon, del Comitato Sì Riforma.

“Nonostante le previsioni fosche sul fatto che certi temi non coinvolgono le persone sono state smentite. La risposta è una base sulla quale costruire con fiducia per il futuro della democrazia italiana”.

Poi, un commento sul risultato:

“Non possiamo fare altro che dire che ce l’abbiamo messa tutta. Secondo me alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese in altra forma”.

Malan: “Niente da rimproverarci”

“Avevamo un programma dove c’era questa riforma e l’abbiamo portato avanti, non abbiamo nulla da rimproverarci se finisse così”.

Così Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato a Quarta Repubblica, commentando i dati che danno il NO in vantaggio.

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Lucio Malan

Seconda proiezione: No ancora avanti

Con la seconda proiezione (copertura campione 37%) il No è ancora avanti con un discreto margine: 53,9 contro 46,1%.

Capezzone: “Tra anni parleremo di occasione persa”

“Ragioniamo su questo scenario che si va al momento consolidando: se così fosse vi dico molta franchezza che questo risultato mi addolorerebbe”.

Così Daniele Capezzone, de Il Tempo.

“Dal punto di vista della riforma della Giustizia questo rischia di essere l’equivalente del referendum sul nucleare, una situazione per la quale tra dieci, venti, trent’anni, rimpiangeremo come grande occasione perduta”.

Caiazza: “Risultato non ampio”

“Si tratta di dati ancora deboli, che devono essere confermati. Al momento c’è una leggera prevalenza del No, anche se nei precedenti referendum costituzionali la forchetta era decisamente più ampia, attorno al 20%”.

“Questo significa che su un tema di questa portata parlare di risultato netto è difficile”.

Così Gian Domenico Caiazza, del Comitato Sì Separa.

Bachelet (Comitato Società civile per il No): “Nostro grande movimento”

Il giudizio di Giovanni Bachelet del Comitato Società civile per il No è che il grande movimento messo in campo ha sicuramente inciso sul risultato dell’affluenza.

Prima proiezione: No avanti

Secondo la prima proiezione (12% del campione) il No sarebbe avanti con un discreto margine.

Preziosi: “Riforma tutta in capo a Meloni”

Ancora Preziosi (Il Domani):

“Questa riforma stava tutta in capo a Giorgia Meloni, che ha fatto una campagna elettorale super combattiva, parlando di Garlasco e altri casi di cronaca”.

 

Affluenza: dato quasi definitivo

Dato quasi definitivo sull’affluenza (quando mancano poco più di tremila sezioni): ha votato il 58,89% degli italiani.

Particolarmente alt i dati di Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Al Sud si è votato decisamente meno.

Secondo intention poll

Secondo intention poll di Tecnè: Sì al 46-50%, No al 50-54%.

Si profila un testa a testa sino all’ultimo.

A metà seggi affluenza oltre il 58%

Anche il dato a metà seggi conferma l’alta affluenza: 58,54%.

Preziosi (Domani): “Normale che il referendum spacchi il Paese”

“I referendum sono sì e no, quindi è chiaro che spacca il Paese, non ci si può fare niente”.

Così Daniela Preziosi (Il Domani):

“Adesso che le urne sono chiuse lo posso dire. Chi decide di arrivare al referendum su una modifica costituzionale perché non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento non fa una scelta saggia”.

“Queste riforme vanno fatte in Parlamento con il maggior numero di adesioni possibili, evitando di mettere i cittadini di fronte a mille dubbi”.

 

Cesare Parodi lascia la presidenza dell’Anm

Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm). A quanto si apprende, la scelta è per “motivi personali”.

Cesare Parodi

Roncone (Corriere): “Significativo dato su Meloni”

“Il referendum, che si voglia o no, era un referendum anche sul Governo e su Giorgia Meloni, che è il Governo”.

Così Fabrizio Roncone (Corriere della Sera):

“Significativo il fatto che con una forbice così stretta circa metà dei votanti hanno detto no a chi vuole toccare la Costituzione e no al Governo”.

“C’è anche un dato importante e sulla affluenza che spiega quanto anche molti italiani siano andati a votare per il sì, che ci dice che hanno fiducia in Giorgia Meloni e non ce ne hanno nella magistratura”.

Sechi: “Sondaggisti hanno sbagliato clamorosamente sull’affluenza”

Mario Sechi bacchetta i sondaggisti:

“Hanno sbagliato clamorosamente sull’affluenza”.

Affluenza quasi al 60%

Con un quarto dei seggi scrutinati affluenza di poco superiore al 58%.

Caiazza (Sì Separa): “Paese spaccato in due”

Di un paese spaccato a metà di un paese spaccato a metà parla Giandomenico Caiazza del Comitato Sì Separa:

“Una consultazione schiettamente politica perché l’entità della partecipazione ci dice questo, ma soprattutto la natura dello scontro che è stata molto lontana dal contenuto del quesito referendario. Un risultato decisamente decisamente politico che in questo momento ci dà segnale di un paese spaccato, sia sul merito del quesito, sia sul contesto politico nel quale si è svolto questo scontro”.

 

 

Primo intention poll: grande incertezza

Primo intention poll di Tecnè: Sì 47-51%, No 49-53%.

Cosa cambia se vince il Sì

Il voto popolare serve a confermare o respingere una modifica della Costituzione che cambia l’organizzazione del sistema giudiziario italiano.

Il punto più noto della riforma riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Con la vittoria del Sì chi entra in magistratura dovrebbe scegliere fin dall’inizio se diventare giudice oppure pubblico ministero e non potrebbe cambiare funzione successivamente.

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Meloni: “Affluenza ottimo segnale”

“L’affluenza è una buona notizia, in generale la democrazia è una buona notizia”. Così la  presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato i buoni risultati sull’affluenza.