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Referendum, FdI: “La Sora Lella s’è spaventata”. Lega: “Chi vuol fare la legge elettorale è un pi…”

Avanti tutta, il ministro Nordio resta al suo posto: "Dimissioni? E perché?"

Referendum, FdI: “La Sora Lella s’è spaventata”. Lega: “Chi vuol fare la legge elettorale è un pi…”

Il giorno dopo.

E’ passata la nottata.

Ma mentre il Centrosinistra esulta, chiede le dimissioni di Meloni, pensa alle Primarie e sogna Palazzo Chigi nel 2027 (o forse prima), nel Centrodestra è il giorno degli interrogativi. 

Delle domande che forse rimarranno senza risposta.

Delle domande che forse risposte le hanno, ma che almeno per il momento rimarranno in un cassetto insieme alle suggestioni di andare al voto anticipato o comunque di andare al Colle per un confronto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La premier Giorgia Meloni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Avanti tutta 1, il fuoco amico: “La linea filoamericana e l’astio verso i pubblici ministeri”

Ecco allora che il giorno dopo la netta affermazione del No al Referendum sulla Giustizia all’incitazione-proclama della presidente del Consiglio e leader di FdI e della coalizione di Centrodestra (“Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”) fanno da contraltare alcune posizioni più autocritiche arrivate proprio da FdI e un (ex) fedelissimo di Giorgia Meloni e tra l’altro co-fondatore del partito, Fabio Rampelli in un’intervista a Repubblica:

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e co-fondatore di FdI

“Al Referendum ha pesato il sentimento anti Usa, le guerre poi hanno scatenato una paura mista a un sentimento anti-americano, che ha certamente attecchito tra i giovani. C’è stata poi troppa aggressività contro i pm. Senza contare che abbiamo utilizzato un linguaggio tecnico incomprensibile, mentre in politica estera il Governo ha tenuto una postura corretta che non attrae i giovani ”.

E ancora:

La Sora Lella, non essendo una giurista, nel clima esasperato che c’è stato si è spaventata, anche per gli attacchi ai giudici, e ha preferito non fare salti nel buio. Stavolta la sinistra, pur facendo demagogia, è scesa dal piedistallo dell’armocromismo, noi ci siamo saliti”.

Avanti tutta 2, ma è già scontro sulla legge elettorale tra la Lega e Lupi

Ma alla parola d’ordine “avanti tutta” fa da contraltare già anche un primissimo “scontro” sulla legge elettorale.

A rilanciare il tema (appunto in linea con “avanti tutta”) è stato in queste ore il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi che in un’intervista al Messaggero prima si è soffermato sui perché della sconfitta:

Referendum, unica eccezione nel Centrodestra "Lupi - Noi moderati"
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati

“Ognuno di noi ha cercato di spiegare le ragioni del sì entrando nei contenuti della riforma, ma ci si è contrapposti a chi ha scelto di tenersi alla larga dal merito e ha preferito la semplificazione demagogica e lo scontro politico. Credo che rispetto alla possibilità di cambiare, in questo Paese finisca per prevalere sempre la paura, il timore del cambiamento. L’unica strada da battere per farcela, resta la condivisione delle riforme in Parlamento”.

Poi ha rilanciato sui prossimi obiettivi di Governo e coalizione, con un focus su un’altra riforma, legata alla legge elettorale:

“La porteremo avanti e mi auguro si faccia con il concorso dell’opposizione, tornando al dialogo. Del resto dopo la vittoria del no, il Centrosinistra dovrebbe ringalluzzirsi, dovrebbe avere tutto l’interesse a fare una legge che non impantani il Parlamento ma consenta governabilità, come fa la legge che abbiamo messo in cantiere. Non dovrebbero avere problemi…”.

Una posizione che è stata però subito stroncata dalla Lega attraverso un commento di Stefano Candiani su Il Giornale che non ha risparmiato stoccate nemmeno alla premier e agli alleati:

Stefano Candiani della Lega

Lupi dice di fare subito la legge elettorale: un pirla col botto! Così regali la vittoria agli altri e con il premio che ci siamo inventati non tocchi palla. Almeno con l’attuale legge riduci i margini di un’ipotetica sconfitta. Anche perché la crisi energetica si mangerà i margini per interventi nella legge di bilancio. Per noi sarà davvero complicato”.

E ancora:

“Dietro la vittoria del No c’è il rancore che covava sotto la cenere nei confronti della Meloni, il referendum è stato solo l’occasione per fargli male. E poi lei dovrebbe ascoltare gli altri. Su sicurezza e immigrazione c’è da mettersi le mani nei capelli”.

Avanti tutta 3, il Ministro Nordio resta al suo posto: “Dimissioni? E perché?”

Infine, seguendo il diktat “avanti tutta”, a maggior ragione il Ministro della Giustizia Carlo Nordio di dimissioni, al Corriere della Sera, proprio non ha voluto sentire parlare e anzi ha rilanciato sulle tante cose che ha ancora da fare nel suo mandato da qui al settembre 2027:

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio

“Dimissioni? E perché? Ho ancora molto da fare, ma qualcosa si fermerà. Fa parte della politica perdere le elezioni. Successe anche a Churchill, dopo la Seconda guerra mondiale. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno. Ad esempio, la limitazione della custodia cautelare potrebbe essere più difficile”.