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i costi della politica

Quanto sono costati i referendum sulla giustizia

La spesa è di circa 400 milioni, circa la metà sono gli "stipendi" degli scrutatori.

Quanto sono costati i referendum sulla giustizia
Politica 13 Giugno 2022 ore 12:24

I referendum sulla giustizia sono stati un flop. Percentuali di voto bassissime, che non si sono neppure avvicinate al raggiungimento del quorum. Un risultato che si era già intravisto con le prime proiezioni: alle 12 aveva votato poco più del 6% degli aventi diritto. E con il proseguire della giornata le cose non sono andate meglio: alla fine l'affluenza è stata di poco superiore al 20%. Non si era mai registrato un quorum così lontano: sarebbe ad ogni modo più corretto dire che il grande sconfitto non è l’istituto del referendum, ma l’uso distorto che se ne è fatto negli ultimi anni.

Il fallimento è però lampante: ma quanto sono costati i referendum sulla giustizia?

Quanto sono costati i referendum sulla giustizia

Ovviamente non ci sono dati precisi, ma per rispondere a questa domanda possiamo provare a fare un po' di calcoli prendendo a riferimento quanto avvenuto in passato.

In linea di massima alcuni esperti hanno calcolato che una giornata di votazioni su tutto il territorio nazionale costi all'incirca 400 milioni di euro, di cui la maggior parte (più o meno il 75%) sostenuti dal Ministero dell'Interno e la restante divisa tra quelli della Giustizia e dell'Economia.

La cifra comprende tutto quanto: allestimento dei seggi, materiale (carta, matite, etc.) e compensi degli scrutatori e dei presidenti di seggio, oltre agli straordinari delle forze dell'ordine in servizio per tutta la giornata.

Quanto guadagnano gli scrutatori

Una bella "fetta" di investimento è il compenso per scrutatori e presidenti di seggio. Per la giornata di lavoro chi si è occupato solo del referendum è stato così ricompensato:

  • 192 euro di compenso per ogni scrutatore o segretario di seggio (104 euro di “paga” base a cui sono aggiunti 22 euro per ogni scheda del referendum in più rispetto alla prima, fino a un massimo di 5)
  • 262 euro di compenso per ogni presidente di seggio (130 euro più 33 euro di maggiorazione per i 4 quesiti in più)

Più alti gli emolumenti per chi aveva anche le Amministrative:

  • 282 euro per i presidenti di seggio
  • 208 euro per gli scrutatori

Facendo un calcolo approssimativo si può stimare che solo gli emolumenti degli scrutatori siano costati circa 200 milioni di euro.

Costi contenuti grazie all'election day

I costi sono stati decisamente contenuti grazie anche alla decisione del Consiglio dei ministri di far votare in una data sola, accorpando i referendum alle elezioni amministrative che hanno visto al voto un migliaio di Comuni. Dunque circa 9 milioni di elettori su un totale di 50 milioni sarebbe comunque andata alle urne. Possiamo quindi scorporare un 20% dal totale, dato che quei soldi li avremmo spesi ugualmente. E così arriviamo all'incirca a 300 milioni di euro.

Richiesti dai Consigli regionali

Ai referendum sulla giustizia (che in origine erano sei, ma uno è stato bocciato dalla Consulta, al pari di quelli sull'eutanasia e la legalizzazione della cannabis) si è arrivati grazie al voto favorevole di nove consigli regionali (Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto).

Nonostante i gazebo organizzati in tutta Italia, infatti, alla fine la Lega (vera proponente dei quesiti, anche se per l'occasione Matteo Salvini ha stretto un'inedita alleanza con i Radicali) aveva preferito percorrere questa strada piuttosto che quella delle 500.000 firme di cittadini.

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