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Proposta di legge di iniziativa popolare contro il bullismo (nel nome di Leonardo Calcina)

La battaglia della madre del quindicenne di Senigallia che si è tolto la vita nel 2024 a causa delle vessazioni subite dai compagni di scuola

Proposta di legge di iniziativa popolare contro il bullismo (nel nome di Leonardo Calcina)

Il fenomeno del bullismo continua a rappresentare una delle più gravi sfide sociali per la nostra società. Per affrontarlo, una proposta di legge di iniziativa popolare, intitolata “Disposizioni per la prevenzione e il contrasto degli atti di bullismo”, è stata ufficialmente depositata in Parlamento.

Questo progetto normativo nasce dall’iniziativa di un comitato promotore composto da cittadini di diversa estrazione sociale, con al centro una causa che ha profondamente scosso l’opinione pubblica: la tragica morte di Leonardo Calcina, il quindicenne di Senigallia che si è tolto la vita nel 2024 a causa delle vessazioni subite dai suoi compagni di scuola.

E insieme al nome di Leonardo, come non ricordare anche quelli di Paolo Mendico, Michele Ruffino, Carolina Picchio e tanti, tanti altri di cui non si è avuta, magari, eco nazionale, ma che hanno vissuto (o vivono) schiacciati da quel peso.

Un’iniziativa popolare che nasce dal dolore

La proposta di legge si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le problematiche del bullismo, fenomeno che, purtroppo, continua a mietere vittime tra i più giovani. A guidare questa iniziativa ci sono i genitori di Leonardo Calcina, insieme all’avvocata Pia Perricci, da tempo impegnata nella tutela dei diritti delle vittime. La loro battaglia, nata da una tragedia personale, vuole trasformarsi in una risposta collettiva contro un problema che non riguarda solo i singoli individui ma l’intera società.

Il testo della legge, se approvato, avrebbe un impatto diretto sulla prevenzione, l’educazione e il contrasto del bullismo, coinvolgendo in modo attivo scuole, istituzioni e comunità. Ma non si tratta solo di un intervento legislativo, bensì di un vero e proprio impegno civico, volto a costruire una risposta strutturale a una ferita sociale che, come quella vissuta dalla famiglia Calcina, ancora oggi non è sanata.

Obiettivo: 50.000 firme per una discussione parlamentare

Affinché la proposta possa essere discussa in Parlamento, è necessario raccogliere 50.000 firme entro il 16 agosto. Un obiettivo ambizioso, ma che potrebbe concretizzarsi con l’impegno di ogni cittadino. La sottoscrizione può avvenire online, tramite il sito del Ministero dell’Interno, con accesso tramite SPID, CNS o CIE. In alternativa, è possibile firmare anche in forma cartacea presso il Comune di residenza. Firmare la proposta richiede solo pochi minuti, ma può rappresentare una vera e propria azione di cambiamento per il futuro delle prossime generazioni.

Non solo un problema individuale

Il bullismo, come sottolineato dai promotori della legge, non è un problema che riguarda solo le vittime. È un problema collettivo che coinvolge tutti: le famiglie, le scuole, le istituzioni e l’intera società. Con l’adozione della proposta di legge, si punta a istituzionalizzare una lotta al bullismo che non si limiti a interventi sporadici, ma che diventi una responsabilità condivisa. Perché, come affermano i promotori della legge, solo trasformando il dolore in un impegno comune sarà possibile fermare questa piaga sociale.

La proposta di legge mira anche a introdurre un nuovo approccio giuridico, che renda il bullismo un crimine penale riconosciuto, con sanzioni specifiche per chi compie atti di violenza psicologica e fisica nei confronti degli altri. Si tratta di un passo fondamentale per dare un segnale forte che il bullismo non sarà più tollerato e che chi lo subisce non dovrà più farlo in silenzio.

Il dramma di Leonardo Calcina: la lotta della madre

La proposta di legge prende vita da una tragedia che ha toccato profondamente tutta l’Italia: la morte di Leonardo Calcina, un quindicenne di Senigallia, che nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2024 si è tolto la vita. Leonardo, vittima di ripetuti episodi di bullismo, ha scelto di farla finita in un momento di grande disperazione, dopo aver confidato parte del suo dolore ai suoi genitori.

Come raccontato dalla madre, Viktoryia Ramanenka, in un’intervista a “Verissimo”, Leonardo aveva cercato più volte di parlare con i suoi aguzzini, ma le sue richieste di aiuto erano state ignorate. L’incubo del bullismo si è trasformato in una pesante realtà quotidiana per il ragazzo: insulti, persecuzioni psicologiche e una totale isolamento sociale. Il giovane aveva anche chiesto di incontrare il preside della scuola per risolvere la situazione, ma, purtroppo, l’incontro non ha mai avuto seguito.

Quella notte, dopo aver cenato con il padre, ha preso la pistola d’ordinanza del genitore, un agente di polizia locale, e si è recato in un capanno agricolo, dove ha posto fine alla sua vita. I genitori, allarmati dalla sua scomparsa, lo hanno cercato disperatamente, ma quando finalmente l’hanno trovato era ormai troppo tardi.

La battaglia legale e la proposta di legge

Da quella tragedia, la famiglia Calcina ha iniziato una battaglia legale e sociale. Oltre a cercare giustizia per il suicidio di Leonardo, chiedendo il riapertura del caso, i genitori sono impegnati a portare avanti una proposta di legge che includa il bullismo nel codice penale, per garantire che atti di violenza psicologica e fisica non restino impuniti.

Questa proposta mira anche a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul fenomeno del bullismo, che spesso viene sottovalutato e non trattato con la serietà che merita. A tale scopo, il comitato promotore ha deciso di adottare la formula dell’iniziativa popolare, che consente ai cittadini di raccogliere firme per spingere una proposta legislativa in Parlamento.