Svolta significativa

Porto d’armi senza licenza per polizia e vigili anche fuori servizio: cosa cambia con la circolare del Viminale

Gli agenti di pubblica sicurezza possono comprare armi private senza richiedere specifici titoli autorizzativi o licenze

Porto d’armi senza licenza per polizia e vigili anche fuori servizio: cosa cambia con la circolare del Viminale

Via libera al porto e all’acquisto di armi private senza licenza per gli operatori delle forze dell’ordine, compresi gli agenti della polizia locale. Una circolare del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, datata 5 febbraio 2026, ha fornito le prime indicazioni applicative dell’articolo 28 del decreto-legge Sicurezza dell’11 aprile 2025, rendendo la norma immediatamente operativa.

La disposizione rappresenta una svolta significativa nella disciplina del porto d’armi per gli agenti di pubblica sicurezza, introducendo una presunzione legale di necessità legata all’autotutela personale, anche quando non sono in servizio.

Porto d’armi senza licenza anche fuori servizio: cosa prevede la nuova norma

Con la circolare del Viminale viene confermato che gli agenti di pubblica sicurezza possono portare armi personali senza licenza anche fuori dall’orario di servizio. La novità riguarda una platea molto ampia di operatori, tra cui:

  • Polizia di Stato
  • Carabinieri
  • Guardia di Finanza
  • Polizia Penitenziaria
  • Corpo Forestale
  • Polizia locale con qualifica di agente di pubblica sicurezza riconosciuta dal Prefetto.

Prima della modifica normativa, questa possibilità era riservata principalmente a dirigenti, ufficiali e magistrati. Ora l’estensione riguarda centinaia di migliaia di operatori.

La circolare chiarisce che si tratta di una “rilevante innovazione”, poiché supera l’obbligo per gli agenti di dimostrare il bisogno concreto di portare un’arma privata fuori servizio. Questo requisito viene sostituito dalla presunzione automatica della necessità di difesa personale.

Quali armi si possono portare senza licenza

Gli agenti autorizzati possono portare senza licenza diverse tipologie di armi personali, tra cui:

  • Pistole e rivoltelle di qualsiasi dimensione
  • Armi lunghe da fuoco
  • Altri strumenti classificati come armi secondo la normativa vigente.

Queste armi possono essere diverse da quelle di ordinanza già assegnate dall’amministrazione di appartenenza.

Per gli agenti della Polizia locale resta però un limite territoriale: l’arma privata potrà essere portata senza licenza solo all’interno del territorio del Comune di servizio, salvo specifiche autorizzazioni o condizioni particolari.

Acquisto di armi senza autorizzazioni: basta il tesserino professionale

La circolare introduce anche una semplificazione rilevante per l’acquisto. Gli agenti di pubblica sicurezza possono comprare armi private senza richiedere specifici titoli autorizzativi o licenze.

Per acquistare un’arma sarà sufficiente:

  • esibire la tessera personale rilasciata dall’amministrazione di appartenenza;
  • dimostrare lo status di agente di pubblica sicurezza;
  • fornire eventuale documentazione integrativa nel caso della polizia locale, se la qualifica non è indicata sul tesserino.

Il venditore dovrà comunque registrare la vendita e i dati identificativi dell’acquirente.

Obbligo di comunicazione e denuncia dell’arma acquistata

Nonostante la semplificazione nell’acquisto, restano alcune regole di controllo e tracciabilità. In particolare:

  • Le armi acquistate devono essere denunciate entro 72 ore all’autorità di pubblica sicurezza o ai Carabinieri.
  • Le informazioni vengono inserite nella banca dati del Centro elaborazione dati interforze del Ministero dell’Interno.
  • Il numero massimo di armi detenibili resta limitato a tre.

Il Ministero ha chiarito che la comunicazione è necessaria per consentire alle autorità di monitorare la diffusione e la detenzione delle armi e garantire eventuali controlli.

Una norma rimasta bloccata fino alla circolare del 2026

La possibilità di portare armi senza licenza fuori servizio era già prevista dal decreto Sicurezza approvato nel 2025, ma era rimasta inattuata in assenza di indicazioni operative.

La circolare del 5 febbraio 2026 ha sbloccato definitivamente l’applicazione della norma, rendendo immediatamente effettivo il nuovo regime.

Obiettivo: rafforzare l’autotutela degli operatori

Secondo quanto indicato dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, la modifica normativa riconosce formalmente il rischio legato alla professione svolta dagli operatori delle forze dell’ordine anche fuori servizio.

La presunzione legale di necessità consente agli agenti di difendersi senza dover dimostrare caso per caso il bisogno di portare un’arma personale.

Sintesi delle principali novità

  • Porto d’armi senza licenza consentito anche fuori servizio
  • Norma estesa a tutte le forze di polizia e alla polizia locale qualificata
  • Possibilità di acquistare armi private senza autorizzazioni specifiche
  • Obbligo di denuncia e registrazione dell’arma acquistata
  • Limite massimo di tre armi detenibili
  • Restrizioni territoriali per la polizia locale.