“Soldi, soldi, soldi, quanti soldi. Lodati siano soldi”. E, ancora, “viva i soldi”, cantava Betty Curtis in un tormentone degli anni ’60.
Un vero e proprio braccio di ferro il rapporto di questi ultimi giorni tra la Banca Centrale Europea e il nostro Governo.
Alla fine, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto pace con la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde:
“L’oro della Banca d’Italia, che è posto a garanzia della moneta, appartiene di fatto al popolo italiano, ma ovviamente è gestito dalla Banca centrale europea. Era comunque giusto codificare il principio politico nelle leggi dello Stato italiano”.

L’Italia, il suo oro, il popolo e la BCE
La questione non è certo di poco conto perché infatti la Banca d’Italia possiede la terza riserva aurea più grande al mondo, con 2.452 tonnellate di oro, valutate circa 300 miliardi di dollari, corrispondenti al 13% del PIL nazionale.
L’Italia attraverso la posizione del suo rappresentante di Governo ha comunicato alla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che non ha intenzione di compromettere l’autonomia della banca centrale, sottolineando appunto che le riserve d’oro appartengono al popolo italiano.

Un chiarimento importante perché in effetti la Banca Centrale Europea per due volte ha invitato il nostro Esecutivo a riconsiderare un emendamento alla legge di bilancio, in cui si afferma che l’oro della Banca d’Italia appartiene al popolo italiano.
L’emendamento della manovra che non “piace” alla Bce
Un emendamento riformulato più volte dalla maggioranza di Centrodestra e che ha portato qualche dubbio interpretativo negli uffici della Bce.
Documento alla mano, l’ultima versione stabilisce che:
“…le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia, come risultanti dal suo bilancio, appartengono al popolo italiano”.
E nel documento viene fatto anche riferimento alle norme Ue a tutela dell’indipendenza delle banche centrali.
Ecco perché Giorgetti ha ulteriormente rassicurato Lagarde.
La posizione del Ministro, dei funzionari del Mef e in generale del Governo è chiara: Giorgetti spiegherà che l’emendamento non guarda a ipotesi legate al trasferimento dell’oro o di altre riserve in valuta fuori dal bilancio della Banca d’Italia.
Allo stesso questo suo chiarimento andrà a escludere davanti ai vertici della Bce che ci sia in rampa di lancio una mossa che aggirerebbe il divieto per le banche centrali di finanziare il settore pubblico.
Se basteranno queste delucidazioni a chiudere definitivamente la questione, al momento non è dato sapere, anche se la Bce ha già anticipato che “lo scopo dell’emendamento ancora non si capisce in modo chiaro”.
Nel frattempo, però, a cercare di chiudere il caso è anche il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Marco Osnato, di Fratelli d’Italia:

“Non siamo interessati a vendere o usare l’oro in modo alternativo. Si tratta di un’affermazione di principio con la quale non vogliamo innescare un caso internazionale”.