La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha ratificato l’accordo sul “Pacchetto Vino”, un insieme di norme destinate a regolare il comparto vitivinicolo comunitario. Il voto favorevole, espresso all’unanimità, conferma le misure discusse per garantire stabilità a un settore ritenuto strategico per l’economia dei Paesi membri. Carlo Fidanza, coordinatore ECR nella medesima Commissione e relatore ombra del provvedimento, ha definito l’esito della votazione come un segnale di attenzione verso un mercato caratterizzato da una crescente complessità globale.

Gestione dei rischi e tutela delle denominazioni
Il piano introduce strumenti operativi per contrastare le crisi di mercato e i rischi legati ai mutamenti climatici. Tra i punti cardine figurano il rafforzamento delle indicazioni geografiche e l’adozione di regole rigide per le nuove denominazioni. Secondo il parlamentare europeo, tali interventi sono necessari per preservare il valore economico e l’identità delle produzioni. L’intesa prevede inoltre procedure specifiche per l’impianto e il reimpianto dei vigneti qualora si verifichino eventi eccezionali, garantendo continuità operativa ai viticoltori colpiti da emergenze imprevedibili.
Etichettatura e nuovi segmenti di mercato
Una delle novità rilevanti riguarda la flessibilità sulle norme di etichettatura. Il testo introduce definizioni normative per i prodotti analcolici e a ridotto contenuto alcolico. Questa scelta mira a intercettare nuove tendenze di consumo e ad aprire sbocchi commerciali finora privi di una regolamentazione chiara. L’obiettivo dichiarato dai legislatori è coniugare la tradizione del settore con le moderne richieste dei mercati internazionali, mantenendo la trasparenza verso il consumatore finale.
Fondi per la promozione e supporto alle imprese
L’accordo prevede un incremento del cofinanziamento europeo per le attività di promozione nei Paesi terzi, che potrà raggiungere l’80%. “Si offre alle imprese un sostegno concreto per competere a livello globale”, ha spiegato Fidanza, sottolineando come l’aumento delle risorse sia fondamentale per l’export. Il rappresentante politico ha inoltre richiamato le posizioni del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, evidenziando la sinergia tra le istituzioni nazionali e la delegazione italiana a Bruxelles nella difesa degli interessi dei produttori.
Un patrimonio economico e identitario
Il provvedimento viene descritto come una sintesi tra ambizione politica e realismo operativo. Per il coordinatore ECR, il vino rappresenta un simbolo del Made in Italy e un pilastro della cultura europea. Le nuove politiche mirano a sostenere questo patrimonio attraverso un quadro normativo che garantisca trasparenza e resilienza nel lungo periodo. L’approvazione finale segna un passaggio determinante per la protezione di un comparto che resta centrale nel sistema agricolo dell’Unione.