Il testo, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì 5 febbraio alle 17.
Decreto sicurezza domani in Cdm
Il governo Meloni accelera sul fronte della sicurezza dopo gli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna di sabato 31 gennaio 2026.
L’Esecutivo sta lavorando a un nuovo pacchetto di interventi che dovrebbe comprendere un decreto legge e un disegno di legge con l’obiettivo di rafforzare l’ordine pubblico, la gestione delle manifestazioni, il contrasto alla criminalità giovanile e le politiche sull’immigrazione.
Il testo, firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri giovedì 5 febbraio alle ore 17 e la maggioranza punta a un iter rapido.

Fermo preventivo, zone rosse e scudi penali
Tra le misure allo studio figura l’introduzione del fermo preventivo per impedire ai soggetti violenti di raggiungere le piazze durante le manifestazioni.
All’attenzione del governo anche una stretta sul possesso di coltelli da parte dei minorenni, l’estensione delle cosiddette zone rosse e l’ipotesi di arresto in flagranza differita per chi si rende responsabile di danneggiamenti nel corso dei cortei.
Nel pacchetto potrebbe trovare spazio anche uno scudo penale sulla legittima difesa, che non riguarderebbe soltanto le forze dell’ordine ma tutti i cittadini, ampliando le tutele previste dall’ordinamento.
Le critiche del Pd: “Scorciatoie autoritarie”
Nonostante l’apertura delle opposizioni a trovare una soluzione comune, alcuni punti del pacchetto hanno fatto storcere il naso al Partito Democratico.
Le immagini di guerriglia urbana a Torino sono state definite inaccettabili dal capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia che ha chiarito come questi episodi non abbiano nulla a che vedere con il dissenso democratico.
Boccia ha però respinto le accuse provenienti dalla destra di una presunta copertura politica dei violenti da parte del centrosinistra, definendole false e irresponsabili.
Sul decreto sicurezza annunciato dal governo, l’esponente dem ha però espresso contrarietà soprattutto rispetto all’ipotesi di fermo preventivo dei manifestanti, giudicata una “scorciatoia autoritaria”.
“Sicurezza e diritti si rafforzano a vicenda – ha aggiunto – noi saremo sempre dalla parte della Costituzione, delle forze dell’ordine e della democrazia”.

Meloni incontra la troupe Rai aggredita
Nel frattempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi una delegazione di Farwest, il programma di approfondimento di Rai3 condotto da Salvo Sottile, per esprimere solidarietà all’inviata Bianca Leonardi e alla troupe aggredita durante il corteo pro Askatasuna.
“Non si può arretrare – ha dichiarato la premier – dobbiamo e stiamo lavorando per garantire, con norme ancora più efficaci, che queste cose non accadano”.
L’incontro tra Meloni, Sottile e Leonardi:
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“È un problema di humus culturale”
Secondo la presidente, il tema non è soltanto normativo.
“Penso che sia anche un problema di humus culturale”, ha spiegato, richiamando la necessità di promuovere un rispetto diffuso nei confronti del lavoro dei giornalisti, delle istituzioni e delle forze dell’ordine.
In una successiva intervista proprio a Farwest, Meloni è tornata sul tema della sicurezza rinnovando l’invito a un impegno comune tra maggioranza e opposizioni.
“Su questo serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune”, ha affermato, ricordando di aver avanzato la proposta anche in Parlamento durante il dibattito con il ministro Piantedosi.