L’uccisione di Quentin Deranque, il ventitreenne deceduto a Lione a seguito di un’aggressione attribuita a militanti antifascisti, ha innescato una dura polemica politica tra Italia e Francia.
Gli esponenti di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo Carlo Fidanza e Nicola Procaccini hanno risposto alle recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron, che avrebbe manifestato irritazione per la condanna espressa dalla Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, riguardo l’accaduto.
La replica di Carlo Fidanza alle contestazioni dell’Eliseo
Il capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr, Carlo Fidanza, ha chiarito la posizione della Presidenza del Consiglio attraverso i propri canali social il 19 febbraio 2026. Fidanza ha respinto l’ipotesi di un attacco istituzionale contro il governo francese, sottolineando come l’intervento di Giorgia Meloni sia stato dettato dalla necessità di denunciare un atto di violenza politica.
“Proprio non si capisce perché a Macron dia fastidio la giusta condanna da parte di Giorgia Meloni del brutale assassinio di Quentin Deranque, vittima di un commando antifascista che a Lione gli ha strappato la vita lasciando una profonda ferita in tutta Europa”, ha dichiarato l’europarlamentare, ribadendo la solidarietà dell’esecutivo italiano verso i familiari del giovane scomparso e il popolo francese.
Nicola Procaccini contesta i toni della presidenza francese
Sulla stessa linea si è espresso Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr, che ha definito inaccettabili i toni utilizzati dall’Eliseo. Procaccini ha riportato come il presidente francese avrebbe commentato con ironia la morte del ventitreenne, utilizzando paragoni ritenuti offensivi.
“Il presidente Macron dichiara di essere indispettito dal fatto che la presidente italiana Meloni mostra pubblicamente compassione per la tragica morte di Quentin. E lo fa ironizzando, con una dichiarazione che sembra paragonare i ragazzi come Quentin a delle pecore. Francamente sono basito”, ha affermato l’esponente politico, puntando l’attenzione sulla gravità dell’aggressione subita dal giovane.
Le accuse sui legami tra organizzazioni radicali e istituzioni
L’analisi di Procaccini si è estesa alla struttura delle reti antifasciste europee, citando il recente arresto di Raphaël Arnault, fondatore della Jeune Garde Antifasciste, in relazione al pestaggio mortale di Lione. L’eurodeputato ha denunciato presunti contatti tra il gruppo francese e alcuni rappresentanti della politica italiana, criticando in particolare i riconoscimenti ufficiali che il Comune di Roma avrebbe concesso in passato ad Arnault. Secondo Procaccini, esisterebbe una rete organizzata che fomenta l’odio politico, ricollegando l’episodio francese ad altri fatti di cronaca avvenuti in Italia, come i pestaggi subiti dai giovani militanti di Gioventù Nazionale durante le commemorazioni di Acca Larentia.
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