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Oggi la premier Meloni al Consiglio Europeo chiederà revisione meccanismo per riduzione emissioni aziende

Dalla richiesta di stop a una linea più graduale, il governo ora punta alla transizione green come Bruxelles ma deve essere meno brusca

Oggi la premier Meloni al Consiglio Europeo chiederà revisione meccanismo per riduzione emissioni aziende

Il vertice Ue di metà marzo si apre in un clima carico di incertezze internazionali e pressioni economiche, mentre i governi cercano un equilibrio tra sostenibilità ambientale e tutela delle industrie.

Meloni al Consiglio Europeo per revisione ETS

Il summit europeo di oggi, giovedì 19 marzo 2026, si svolge in un contesto delicato con l’Unione alle prese con le conseguenze dell’escalation tra Iran e Israele. Il timore principale è che il conflitto possa allargarsi ulteriormente, generando nuove tensioni sui mercati energetici.

È proprio su questo scenario che si inserisce la posizione di Giorgia Meloni, arrivata a Bruxelles dopo giorni di confronti interni sul tema del caro energia. Tra i dossier più spinosi sul tavolo c’è il sistema ETS (Emission Trading System), il meccanismo europeo pensato per ridurre le emissioni di gas serra.

La lettera dell’Italia e di altri 9 Paesi

In una lettera sottoscritta insieme ad Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia, Meloni chiede una revisione significativa del sistema. Secondo i firmatari, l’attuale percorso sarebbe troppo rigido e rischierebbe di mettere in difficoltà settori industriali strategici.

La proposta punta a rendere più graduale la transizione, riducendo l’impatto sui costi dell’energia e limitando la volatilità del prezzo del carbonio. Tra le ipotesi anche il prolungamento delle quote gratuite oltre le scadenze attuali.

Divisioni tra gli Stati membri dell’Ue

Il tema divide nettamente l’Europa. Da una parte ci sono i Paesi che chiedono maggiore flessibilità per contenere i costi energetici, dall’altra quelli che temono un passo indietro sugli obiettivi climatici.

Si profila così una possibile frattura tra diverse aree del continente, con un fronte contrario a qualsiasi rallentamento delle politiche green. La questione ETS si conferma quindi uno dei principali terreni di scontro politico del vertice.

Nessuna sospensione

La posizione di Bruxelles resta piuttosto chiara. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha aperto alla possibilità di rivedere alcuni aspetti del sistema, ma esclude una sospensione.

L’approccio preferito dalla Commissione è quello di intervenire con sussidi e compensazioni per le imprese più energivore, senza modificare l’impianto strutturale del meccanismo. In sostanza, si può alleggerire il peso dei costi, ma senza smontare il cuore del Green Deal.

Il cambio di strategia del governo italiano

Nelle ultime ore è emerso un aggiustamento della posizione italiana. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha infatti ridimensionato le richieste iniziali, parlando di una possibile sospensione limitata al settore termoelettrico.

Un’ipotesi che sostituisce la precedente proposta di blocco totale, ma che resta comunque difficile da realizzare. Interventi selettivi o su base nazionale rischierebbero infatti di alterare la concorrenza all’interno del mercato unico, elemento fondamentale per l’Unione europea.

Determinante sarà la posizione della Germania, che al momento non sembra intenzionata a modificare né il mercato elettrico né il sistema ETS. Berlino preferisce puntare su aiuti diretti alle imprese piuttosto che su cambiamenti strutturali.

La premier incontra Mattarella

Alla vigilia del Consiglio europeo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ospitato al Quirinale una colazione di lavoro con il governo italiano.

Erano presenti Giorgia Meloni, il vicepremier Antonio Tajani, insieme ai ministri dell’Interno Piantedosi, della Difesa Crosetto, dell’Economia Giorgetti, delle Imprese Urso, dell’Agricoltura Lollobrigida, dell’Ambiente Pichetto Fratin e per gli Affari Europei Tommaso Foti insieme ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.

L’incontro ha permesso di fare il punto sulle priorità italiane per il Consiglio europeo, coordinando le posizioni dei diversi ministeri sui temi energetici, economici e ambientali con il focus sulla revisione del sistema Ets.

Meloni con Mattarella

Energia, il rischio di una nuova crisi

La situazione resta instabile, le tensioni internazionali potrebbero spingere ulteriormente in alto i prezzi dell’energia, rendendo ancora più urgente una risposta comune.

Con un’agenda fitta e posizioni distanti, l’esito del Consiglio europeo resta incerto. La sfida sarà trovare un compromesso tra sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività economica.