Politica
una storia da film

Nel Comune più piccolo d'Italia bastano 12 voti per essere sindaco. Ma lo sconfitto (9 preferenze) fa ricorso

Ventidue votanti, un candidato del partito gay e un ricorso al Tar che tiene fermo il paese...

Nel Comune più piccolo d'Italia bastano 12 voti per essere sindaco. Ma lo sconfitto (9 preferenze) fa ricorso
Politica 05 Ottobre 2021 ore 14:02

Morterone è il Comune più piccolo d'Italia e domenica 3 e lunedì 4 ottobre è andato al voto per rinnovare l'Amministrazione comunale. Ed è stata una battaglia serrata: 12 voti a 9. Ma sull'esito delle elezioni pende un ricorso.

Nel Comune più piccolo d'Italia le elezioni finiscono 12 a 9

Non solo Milano, Roma e Napoli, nel fine settimana si è votato in oltre mille Comuni italiani. Tra cui Mortarone, nel Lecchese, 32 abitanti. E come racconta Prima Lecco Dario Pesenti, classe 1969, noto avvocato lecchese già  assessore e vicesindaco del capoluogo ha vinto le elezioni. Ma la questione è ancora aperta.

Ma...

Gli elementi di una storia da film ci sono tutti: un Comune microscopico, con 27 aventi diritto al voto (e anche qui l'astensionismo è andato forte, con 5 persone che non hanno votato e una scheda nulla), la candidatura a sindaco di un esponente del partito Lgbt+, un "giallo" sulla presentazione delle liste  e un esito contestato.

Il voto ha premiato Pesenti, cha sconfitto Andrea Grassi, 32 anni, imprenditore di Villa D’Adda originario della Puglia, leader del Partito Gay Lgbt+, per 12 voti a 9.

Lo sconfitto però ha fatto ricorso al Tar perché il nuovo sindaco aveva depositato la lista in ritardo presentandosi agli uffici di Morterone anziché nel vicino Comune di Ballabio.

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