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TERREMOTO PENTASTELLATO

Movimento 5 Stelle: perché Di Maio non è (ancora) stato espulso

I pentastellati davanti al momento più difficile della loro "vita politica". "Scomparsi" nelle Amministrative, uno dei suoi big decide il suo futuro.

Movimento 5 Stelle: perché Di Maio non è (ancora) stato espulso
Politica 20 Giugno 2022 ore 16:05

Ha da passà 'a nuttata. E la nottata è passata per il Movimento 5 Stelle, al momento senza il terremoto che si era paventato proprio nella notte: l'espulsione di uno dei leader storici e big del Movimento, Luigi Di Maio. 

Tutto rimane come prima, ma la tensione tra i pentastellati è altissima e lo scontro tra il presidente del movimento Giuseppe Conte e il suo ex vice al Governo sembra ormai a una fase di non ritorno. La scissione è oramai scritta, bisognerà capire solo come avverrà.

Movimento 5 Stelle, scontro Conte-Di Maio che polveriera

La sensazione è che nel Movimento 5 Stelle nulla sarà più come prima. La scoppola alle Amministrative del 12 giugno ha portato strascichi e fratture che sarà quasi impossibile ricomporre.

Anche se nel frattempo, il campo della discussione è stato spostato sulle strategie e sulla linea d'azione del M5S rispetto alle scelte del Governo sul tema del riarmo all'Ucraina nell'ambito del conflitto che ha visto ormai da mesi l'invasione russa.

Sotto la lente ci sono le critiche che proprio Di Maio ha mosso ai suoi "colleghi" di movimento paventando un "allontanamento" dalla Nato e dalle decisioni maggiormente condivise nello scacchiere europeo e mondiale.

Una frattura che arriva da lontano

Ma sembra evidente che la questione del riarmo è solo probabilmente la goccia (qualcuno addirittura la vede come un pretesto) che ha fatto traboccare il vaso.

In molti, vanno ancora più indietro rispetto alla batosta delle Amministrative analizzando la quale Conte e Di Maio peraltro non se le erano mandati a dire.

All'origine della frattura insanabile tra i due ci sarebbe infatti l'affossamento della possibilità portata avanti da Conte di avere Elisabetta Belloni come prima donna presidente della Repubblica.

Per non parlare del tema spinoso del vincolo del secondo mandato. Di Maio allo stato attuale sarebbe fuori dai giochi...

I commenti al vetriolo dei colleghi

In tutto questo, mentre come detto i rapporti tra Conte e Di Maio sono ai minimi storici e attacchi e repliche non si sono fatti attendere in questi giorni, ci sono da registrare anche i commenti al vetriolo che i colleghi big non stanno certo risparmiando al ministro degli Esteri.

Come ad esempio, il presidente della Camera, Roberto Fico:

"Noi contro la Nato? E’ una stupidaggine, siamo arrabbiati e delusi con Di Maio".

Ma ancor più pesante è la stoccata riservata all'ex vicepremier dalla senatrice Paola Taverna, una delle fedelissime di Conte:

"Di Maio è un centrista qualunque. Lo vedrei bene insieme al sindaco di Milano Beppe Sala".

Chi sono i fedelissimi di Di Maio

Ma chi sono invece i fedelissimi di Di Maio che potrebbero seguirlo in una scissione? C'è Gianluca Vacca, poi CastelliBattelliDi Nicola che si sono esposti in questi giorni nei confronti del ministro degli Esteri. E ci sono poi anche l'ex ministro allo Sport Spadafora, MacinaD’uvaNesci.

Conte può invece contare sul ministro Patuanelli, sul presidente della Camera Roberto Fico, Taverna, Turco, Ricciardi, Licheri, Baldini, Todde, Gubitosa.

Ma perché Di Maio non viene espulso?

In mezzo a questa polveriera, rimane il dubbio del perché Di Maio, nonostante le tante voci in tal senso, non vengo espulso. Il motivo, al momento è tutto fondamentalmente burocratico e dunque per il Movimento 5 Stelle rischierebbe di trasformarsi in un autogol.

In base allo statuto del Movimento, infatti, gli iscritti possono subire sanzioni disciplinari, tra cui l’espulsione su decisione del collegio dei probiviri, un organo eletto dagli iscritti al Movimento che però al momento non è ancora stato formato.

Il consiglio nazionale, che si è invece riunito la notte scorsa, è infatti un organo consultivo e di indirizzo che è titolato a esprimere "pareri" sui procedimenti disciplinari.

Così come se e quando uscirà (o sarà fatto uscire dal Movimento) rimane incerto cosa farà Di Maio: se porterà avanti una scissione o "cercherà casa" altrove.

 

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